TAR ON MY MIND Ecco la mappa dei ricorsi che bloccano lo sviluppo del paese- - La Merkel dice la sua sulla guerra di Putin e scontenta tutti
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-“La riforma del Rdc è demagogica, nega il ruolo del mercato”, ci dice Seghezzi. SDOPPIAMENTI DEM Schlein o non Schlein? Il dilemma che rende bifronte l'area di Franceschini
26.11.2022 vari da ilfoglio.it lettura3’
TAR ON MY MIND Ecco la mappa dei ricorsi che bloccano lo sviluppo del paese
ERMES ANTONUCCI 26 NOV 2022
Dal nodo ferroviario di Bari al nuovo stadio di San Siro: i tribunali amministrativi sono diventati il rifugio di chi vuole bloccare ogni progetto infrastrutturale che possa cambiare lo status quo
A Bari il Tar (e Nimby) bloccano un'altra opera. A rischio 200 milioni del Pnrr
Il caso più paradossale è quello di Piombino, dove il comune, guidato dal sindaco Francesco Ferrari (esponente di Fratelli d’Italia), ha deciso di impugnare di fronte al Tar del Lazio l’autorizzazione concessa dal commissario straordinario Eugenio Giani per la collocazione nel porto toscano del rigassificatore, ritenuto dal governo di Giorgia Meloni (leader di FdI) un’opera strategica per risolvere l’emergenza energetica nazionale. Ma è infinito, ormai, l’elenco delle infrastrutture bloccate davanti ai giudici amministrativi…
-“La riforma del Rdc è demagogica, nega il ruolo del mercato”, ci dice Seghezzi
VALERIO VALENTINI 26 NOV 2022
“In una fase economica così complicata, davvero ci si illude che ci siano così tante imprese, e così in salute, da poter assorbire tutta questa mole di presunti occupabili nel giro di otto mesi?”, si chiede il presidente della fondazione Adapt
Calderone manda in tilt le regioni di centrodestra sui navigator: "Questo è analfabetismo istituzionale"
L’ambizione è così alta che risulta velleitaria. “Fornire in otto mesi, a circa 400 mila persone, quei corsi di formazione e di avviamento al lavoro che non si è riusciti a fornire loro in quattro anni”. Insomma, più che velleitaria, un poco farlocca, come ambizione. “Diciamo che è una riforma fatta in modo precipitoso, e dai chiari tratti demagogici”, dice allora Francesco Seghezzi, uno dei massimi esperti italiani di mercato del lavoro, presidente della fondazione Adapt, che raccoglie l’eredità di Marco Biagi. La riforma in questione è quella del Reddito di cittadinanza: l’idea, cioè, di sospendere il sussidio a partire da settembre 2023 a tutti i percettori considerati “occupabili”, in vista di una più sostanziale riprogrammazione della misura da varare nel 2024….
-SDOPPIAMENTI DEM Schlein o non Schlein? Il dilemma che rende bifronte l'area di Franceschini
MARIANNA RIZZINI 26 NOV 2022
Nelle stanze del Nazareno si chiedono quale candidato appoggerà l'ex ministro della Cultura. "Si deve ripercorrere la storia del Pd, per capire che cosa pensano di fare i franceschiniani", dice un deputato dem
Il congresso del Pd si avvicina senza troppe certezze (a partire dai nomi dei candidati ufficiali), ma i dubbi, al momento, investono in particolare un grande classico delle fasi difficili e di cambiamento (specie se obtorto collo) nel partito, tanto più dopo una sconfitta elettorale: “Che farà Dario Franceschini?”, è infatti la domanda che ciclicamente si ripresenta nelle stanze del Nazareno quando si cerca di capire e di predire mosse e contromosse di questa e di quella corrente – e stavolta nonostante Stefano Bonaccini, candidato ufficialmente sceso in campo (oltre alla candidata già da tempo in corsa Paola De Micheli), abbia cercato di allontanare da subito ogni possibile collegamento con le medesime, viste anzi come peste bubbonica, a parole, anche da tutti i candidati possibili ma non ancora scesi in campo.
- La Merkel dice la sua sulla guerra di Putin e scontenta tutti
PAOLA PEDUZZI 26 NOV 2022
L'ex cancelliera è contraria all’idea di mandare carri armati ad alta tecnologia a Kyiv in quanto ancora conta sulla possibilità che la Germania riesca a esercitare qualche pressione sulla Russia. L’esito degli accordi di Minsk ci mostra i danni di una pace frettolosa
La mozione sulla Russia stato terrorista ha costretto la destra a compiere cinque clamorose abiure
Milano. L’intervista che Angela Merkel ha rilasciato allo Spiegel – ad Alexander Osang, lo stesso giornalista che aveva intervistato l’ex cancelliera tedesca a giugno – è destinata a non piacere a nessuno: non agli ucraini, perché la Merkel è contraria all’idea di mandare carri armati ad alta tecnologia a Kyiv in quanto ancora conta sulla possibilità che la Germania riesca a esercitare qualche pressione sulla Russia; non ai suoi sostenitori, perché la retorica liberale e multilateralista della sua ultima stagione sembra non esserci più; ma nemmeno ai suoi detrattori, che pretendono delle scuse per continuare a ignorare che quel che pensava la Merkel di Vladimir Putin, cioè che potesse essere governato e contenuto, lo pensavano tutti.


