MENO GIORGIA, PIÙ MELONI. -LA MANOVRA E GLI SCONTENTI
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- Categoria: Italia
- ANDREA'S VERSION Le molte lingue del Pd La signora Schlein già ne parla tre, ma basteranno?
6.12.2022 Cerasa, Canettieri, Marcenaro da il foglio.it lettura3’
MENO GIORGIA, PIÙ MELONI
Perché è ora che Meloni dica addio alla Giorgia leader d'opposizione (vale pure su Bankitalia)
CLAUDIO CERASA 06 DIC 2022
Ipocrisie sul Pos. Pazzie sulle pensioni. Tafazzismo sui migranti. Ecco tutte le pagine dell’agenda che la premier ha dimenticato di mostrare
Sullo stesso argomento:
Fazzolari contro Bankitalia: "Critica la manovra perché è partecipata da banche private"
Gelmini: "Da Draghi nessun ritardo sul Pnrr. Il governo non ha alibi: tocca a Meloni"
Guardatemi, vi prego. Sono sempre io. Sono sempre la stessa. Sono Giorgia, donna, madre, italiana e cristiana, e anche oggi, oggi che mi trovo a fare altro, oggi che mi trovo a guidare l’Italia, sono sempre io: sempre la stessa, sempre coerente, sempre quella di una volta. Sono sempre io. Sono la vostra Giorgia. Ciò che rimarrà della scelta comunicativa di Giorgia Meloni di mostrare sui canali social alcune pagine del proprio blocchettino di appunti è qualcosa che ha poco a che fare con i contenuti dell’agenda, agenda Meloni oh yes, ed è qualcosa che ha invece molto a che fare con un’esigenza che periodicamente attraversa i pensieri della presidente del Consiglio: ricordare, a se stessa e ai propri follower, che Giorgia Meloni è sempre la stessa. Guardatemi, vi prego, guardatemi negli occhi e non fatevi venire dubbi. Sono sempre io. Sono sempre la stessa. E vedrete che continuerò a riuscire nel miracolo di essere contemporaneamente leader dell’opposizione, opposizione al sistema, e capo del governo, che cerca di cambiare il sistema. E’ naturale che la Meloni presidente del Consiglio cerchi di convincere, prima di tutto se stessa, che la Giorgia capo dell’opposizione non sia diversa da quella che sta a Palazzo Chigi – e ogni tanto durante le conferenze stampa, quando Meloni risponde ai giornalisti come se fosse ancora capo dell’opposizione e non capo del governo, il tentativo lo si apprezza ancora meglio. Ma è altrettanto naturale, e doveroso, suggerire a Meloni di iniziare a condividere con i suoi follower alcune pagine che non possono non essere presenti nell’agenda Meloni. Pagine preziose, cruciali, nelle quali risulterà chiaro quanto, nella quotidianità dell’azione di governo, la presidente del Consiglio abbia iniziato a capire che per guidare l’Italia serve un po’ meno di propagandismo e un po’ più di pragmatismo, un po’ meno di populismo e un po’ più di europeismo, un po’ meno di protezionismo e un po’ più di realismo. Serve, in altre parole, un po’ meno Giorgia e un po’ più Melon
-LA MANOVRA E GLI SCONTENTI
Meloni colleziona nemici, ma è pronta alla retromarcia sul Pos. Intanto Conte gongola
SIMONE CANETTIERI 06 DIC 2022
Il governo si sente sotto assedio e con le parole di Fazzolari finisce per fare un frontale contro la Banca d'Italia. Agli scontenti per la manovra ci pensa il leader del M5s: dopo il patto con Landini, oggi l'incontro con Bonomi
Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza e braccio ambidestro di Giorgia Meloni, sembra provare un discreto piacere nel dire a un gruppo di cronisti che “abbiamo tutti contro: il M5s che strumentalizza la riforma del Reddito, i sindacati, Confindustria, Bankitalia”. La giornata è segnata dalle parole di “Fazzo” contro Via Nazionale che portano poi a una rettifica, invocata e attesa dal Quirinale: “Non mettiamo in discussione l’autonomia della Banca d’Italia”, fa sapere Palazzo Chigi dopo che il sottosegretario aveva risposto alle critiche di Palazzo Koch con la teoria che “l’istituzione è partecipata da banche private”. Ecco perché sarebbe così netta sul tetto ai contanti e l’abolizione del Pos sotto ai 60 euro.
- ANDREA'S VERSION Le molte lingue del Pd
ANDREA MARCENARO 06 DIC 2022
La signora Schlein già ne parla tre, ma basteranno? “Una riedizione del congresso di Livorno”, “è la valutazione che diamo dello sviluppo capitalistico”...
L’inventore dell’Ulivo Arturo Parisi vede nella discussione che si è aperta sul manifesto dei valori “una riedizione del congresso di Livorno”. Roberto Speranza spara contro il manifesto fondativo del Pd: “Neoliberista”. Il vicesegretario uscente Provenzano ha parlato di “sedicenti riformisti che d’ora in poi è meglio chiamare conservatori”. Orlando s’è accorto di un nodo congenito, mai sciolto nel Pd, e neppure così secondario: “E’ la valutazione che diamo dello sviluppo capitalistico”. Per Goffredo Bettini : “Dobbiamo recuperare la scintilla della Rivoluzione d’Ottobre”. La signora Schlein già parla tre lingue e non è niente male. Ne imparasse di corsa un altro centinaio potrebbe almeno capire di cosa si parla in casa.


