Salvini usa la Lombardia come centro per l’impiego. La tribù di Salvini. Doppi e tripli incarichi

Sinistra a tutta manetta sulla giustizia. La terza via di Cuperlo per il futuro del Pd (oltre Schlein e Bonaccini)

8.12.2022 Caruso, CERASA e Ferri ilfoglio.it lettura4’

LA MAPPA Salvini usa la Lombardia come centro per l’impiego.La tribù di Salvini. Doppi e tripli incarichi. CARMELO CARUSO metafora della crisi della Lega Nella regione simbolo del Carrocio i fedelissimi del segretario si sono collocati. Contratti in enti, nel partito. Lo strapotere di una classe dirigente che gestisce la Lega lombarda in famiglia

Ipartiti iniziano a morire così. Muoiono quando al posto della Luna iniziano a promettere contratti di collaborazione. I partiti muoiono quando a un dirigente si permette di mettere i piedi sul tavolo. La Lega in Lombardia, dove ha il suo cuore, sta morendo circondata dai suoi cari. Una tribù di parenti si distribuisce incarichi, li cumula, si nomina, si premia, si commissaria, commissaria il commissario. A Cologno Monzese il sindaco leghista è stato fatto dimettere da un altro leghista. Secondo voi chi hanno premiato? Chi ha sfasciato una giunta o chi la guidava? A Milano il capogruppo della Lega in comune è pure collaboratore in regione. Lo è anche la sua compagna. Perché un militante dovrebbe volantinare per questo partito tribù?..

- L'ANALISI Sinistra a tutta manetta sulla giustizia

CLAUDIO CERASA 08 DIC 2022

    

Il Pd si allinea al M5s contro l’agenda Nordio, Rep. sembra il Fatto, la sinistra regala il garantismo alla destra e non s’accorge delle sberle del Guardasigilli ai finti liberali della destra. Indagine su un cortocircuito

Iformidabili schiaffi rivolti negli ultimi due giorni dal ministro della Giustizia Carlo Nordio al partito unico del giustizialismo chiodato hanno contribuito a mostrare con chiarezza due preoccupanti volti dell’illiberalismo italiano. Il primo volto, molto minaccioso, è quello che emerge con preoccupazione all’interno del mondo del centrosinistra, dove il manifesto ultragarantista di Nordio ha prodotto un riallineamento degli astri manettari. Tutti d’accordo. Da Repubblica al Fatto quotidiano. Dal M5s al Pd. Tutti concordi: quello di Nordio non è un inno al garantismo, non è un tentativo di perimetrare l’attività del pubblico ministero fissando sul terreno di gioco alcuni paletti necessari per rendere l’attività di indagine meno discrezionale, ma altro non è che un violento attacco contro i magistrati, altro non è che un inno all’impunità, altro non è che una mossa, come ha scritto Repubblica, alla Nerone, utile semplicemente a fare terra bruciata contro i magistrati italiani e, come detto ieri a Repubblica dal capo dell’Anm, a violentare la nostra amata Costituzione…

- VERSO IL CONGRESSO La terza via di Cuperlo per il futuro del Pd (oltre Schlein e Bonaccini)

ANTONIA FERRI 08 DIC 2022

    

La competizione tra i due maggiori candidati alla segreteria rischia di spaccare il Partito democratico fino alla scissione. Intanto l'ex presidente non esclude una sua candidatura

Sullo stesso argomento:

Orlando: "Solo un Pd socialista può arginare Conte. La vocazione maggioritaria ormai ci fa male"

Con Schlein, nel Pd la “corrente” diventa “onda”. Magia!

Le primarie sono all'orizzonte e le maglie del Partito democratico si stanno allargando sempre di più, mostrando buchi. Da una parte tira Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna, che non ha mai sconfessato la stagione del renzismo. All'altro capo c'è Elly Schlein, ecologista e femminista, fresca di candidatura, annunciata nell'ex circolo Arci romano, il Monk. Non è difficile immaginare che prima o poi la tela si divida in due. In una parola: scissione. Lì, nei vuoti che creano le due posizioni che si contendono la segreteria si posizionano sparpagliati Gianni Cuperlo, Andrea Orlando, Goffredo Bettini, Romano Prodi: quei nomi di rilievo che non si stanno schierando. L'ex presidente del Pd, Cuperlo, sulla Stampa non nega del tutto la possibilità di una scissione, che però non è in alcun modo auspicabile: "Davanti a questa destra dividere la forza principale del centrosinistra non ci sarebbe perdonato", sottolinea.

D'altra parte il Pd è le sue stesse correnti, e per non snaturarsi ha bisogno di preservare proprio le diverse anime interne: anche a costo di nascondere fino all'ultimo le proprie preferenze. "Occorre liberarci dell’ansia della vocazione maggioritaria, anacronistica", ha detto infatti su queste pagine l'ex ministro Orlando, e ha aggiunto: "E questo lo dico anche a chi, con una certa dose di ipocrisia, invoca lo smantellamento delle correnti in nome di un unitarismo che poi si risolve nella sospensione del giudizio". Il riferimento principale è a Schlein, che, proprio stamattina ha ribadito al Tg1 mattina la sua intenzione di non "diventare una nuova corrente", chiarendo la volontà di "far emergere le energie migliori. Non vogliamo che passino le persone più fedeli ma quelle più competenti".

Così, i non schierati sembrano unirsi in un neutralismo composto di alcune parole chiave, tutte complementari a quelle della ex vicepresidente dell'Emilia-Romagna: socialismo, ecologismo, disuguaglianze, contrasto alla povertà. Infatti, né Goffredo Bettini, né Andrea Orlando, e tantomeno Gianni Cuperlo, sono noti per il sostegno alla fazione più riformista incarnata da Stefano Bonaccini. Perciò, anche le dichiarazioni di Cuperlo di oggi, comprese quelle in cui non esclude una sua probabile candidatura, puntano tutte nella stessa direzione: "Penso a quanti al Pd potrebbero avvicinarsi o ritornare se scorgesserro la riscoperta di una idealità" (un concetto molto simile alla necessità di riscoprire le "idee" più volte invocate da Orlando); e ancora: "L'errore del Pd è stato cancellare il conflitto, immaginando una società pacificata dove disuguaglianze e povertà sarebbero state assorbite dall'impatto di start-up, talenti individuali e dal mercato". Infine, l'esponente dem rincara la dose parlando di quanto sia mancato nel tempo il "potere di donne e giovani".

La candidata alla segreteria Schlein, donna e giovane, con il supporto, velato o meno, di Dario Franceschini, Enrico Letta e Nicola Zingaretti, dovrà seguire una strada tracciata da alcune direttrici: una fra tutte, come sottolinea Cuperlo, non tacere gli errori passati. Con questo presupposto si può valutare la candidatura della sinistra che "si è più battuta per cambiare il Pd". Ma cambiamenti troppo bruschi e piccoli sbagli potrebbero allertare i dirigenti del partito. "Non credo ci sia il rischio di una scissione dopo il congresso. Io gioco per vincere, ma sono disposta ad accettare l'esito contrario", ha affermato Schlein.

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata