Italia con sempre meno residenti: i dati del censimento

le regioni che hanno registrato il calo maggiore di trsnieri sono Lombardia (-35mila), Toscana (-19mila circa), Lazio (-17mila) e Veneto (-16mila

15.12.2022 Andrea Gagliardi il sole24ore.it lettura4’

I punti chiave

Elevato impatto morti da Covid

Popolazione straniera in calo

Paese sempre più vecchio

Analfabeti dimezzati

Lazio al top per laureati

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La popolazione censita in Italia al 31 dicembre 2021 ammonta a 59.030.133 residenti, in calo dello 0,3% rispetto al 2020 (-206.080 individui). Il decremento di popolazione interessa soprattutto il Centro Italia (-0,5%) e l'Italia settentrionale (-0,4% sia per il Nord ovest che per il Nord est), è più contenuto nell'Italia meridionale (-0,2%) e risulta minimo

nelle Isole (appena 3mila unità in meno). Le donne rappresentano il 51,2% della popolazione residente, superando gli uomini di 1.392.221 unità.Sono alcuni dati che emergono dalla terza edizione del Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni, svolta nell'autunno 2021

Elevato impatto morti da Covid

Ancora elevato è l'impatto del numero di morti da Covid-19 sulla dinamica demografica nel 2021: il totale dei decessi (701.346), sebbene in diminuzione rispetto all'anno precedente (quasi 39mila in meno), rimane significativamente superiore alla media 2015-2019 (+8,6%).

Il nuovo record minimo delle nascite (400mila) e l'elevato numero di decessi (701mila) aggravano la dinamica naturale negativa che caratterizza il nostro Paese nell'ultimo decennio. Il saldo naturale, pari a -301mila unità nel 2021; sommato alle -335mila già rilevate nel 2020 determina in due anni di pandemia un deficit di “sostituzione naturale” di 637mila persone. I nati sono stati appena 400.249 nel 2021, in diminuzione dell'1,1% rispetto al 2020 e quasi del 31% nel confronto con il 2008, anno di massimo relativo più recente delle nascite. La geografia delle nascite mostra «un calo generalizzato in quasi tutte le ripartizioni, con i valori più alti al Sud (-2,7%) e un'unica eccezione nel Nord-est dove si registra un lieve incremento (+0,1% sul 2020)».

Popolazione straniera in calo

Il calo di popolazione non è dovuto però solo al saldo naturale negativo ma è da attribuire in parte alla diminuzione della popolazione straniera. Gli stranieri censiti sono 5.030.716 (-141.178 rispetto al 2020),con un'incidenza sulla popolazione totale di 8,5 stranieri ogni 100 censiti. Quasi la metà degli stranieri censiti nel 2021 proviene dall'Europa (47,7%), il 22,6% dall'Africa, una percentuale di poco inferiore dall'Asia e il 7,3% dall'America (Figura 6). L'Unione europea è l'area maggiormente rappresentata (27,6%), seguono l'Europa centro orientale (19,3%), l'Africa del nord (13,6%) e l'Asia centro meridionale (11,6%).

Il Nord è l'area più attrattiva per gli stranieri

Nel Nord Italia si concentra il 59% della popolazione straniera censita (2 milioni 973mila); in particolare è il Nord ovest, con oltre un terzo dei cittadini non italiani rilevati, l'area più attrattiva. Il Centro Italia accoglie il 25% di stranieri rilevati (1 milione 241mila) e il Sud e le Isole, rispettivamente, l'11,6% e il 4,6%.Nel confronto con il 2020, le regioni che hanno registrato il calo maggiore sono Lombardia (-35mila), Toscana (-19mila circa), Lazio (-17mila) e Veneto (-16mila). Al contrario, Calabria, Puglia e Basilicata, sebbene in misura molto ridotta, sono le uniche a registrare un incremento di stranieri.

Italia sempre più vecchia, dal 2011 più tre anni di vita

“Il nostro è un Paese sempre più vecchio. L’età media si è innalzata di tre anni rispetto al 2011 (da 43 a 46 anni). La Campania continua a essere la regione più giovane (età media di 43,6 anni) mentre la Liguria si conferma quella più anziana (49,4, anni)» dicono ancora i dati Istat diffusi oggi. «L’invecchiamento della popolazione italiana è ancora più evidente nel confronto con i censimenti passati. Nel 2021 per ogni bambino si contano 5,4 anziani contro meno di un anziano per ogni bambino del 1951 (3,8 nel 2011). L’indice di vecchiaia è notevolmente aumentato e continua a crescere, da 33,5% del 1951 a 187,6% del 2021».

La più giovane struttura per età della popolazione straniera rallenta il processo di invecchiamento della popolazione residente in Italia. L'età media degli stranieri è più bassa di oltre 10 anni rispetto a quella degli italiani (35,7 anni contro 46 anni nel 2021).

Analfabeti dimezzati in dieci anni

Negli ultimi 10 anni diminuiscono sistematicamente gli analfabeti, le persone che sanno leggere e scrivere ma non hanno concluso un corso regolare di studi e quelle con la licenza di scuola elementare e di scuola media. La quota più significativa di popolazione, pari al 36,3%, è in possesso del diploma (oltre 5 punti percentuali in più rispetto al 2011). Tra il 2011 e il 2021 si dimezzano gli analfabeti (dall'1,1% allo 0,5%),diminuiscono le persone che non hanno proseguito gli studi dopo il primo ciclo della scuola primaria e aumentano laureati (dall'11,2% al 15,0%) e dottori di ricerca (dallo 0,3% allo 0,5%). A livello territoriale i laureati sono il 17,2% al Centro, il 15,3% al Nord-ovest, il 14,9% al Nord-est, il 13,8% nel Meridione e il 13% nelle Isole. Le quote più elevate di titoli di studio bassi si rilevano invece al Sud.

Lazio al top per laureati

Con il 19,1% il Lazio è la regione con l'incidenza più elevata di laureati e di dottori di ricerca(0,8%) a cui si contrappone la Puglia (12,9% e 0,3%), al pari di Valle D'Aosta/Vallée d’Aoste, Campania,Basilicata, Calabria e Sicilia. I Grandi Comuni, con più di 250mila residenti, continuano a essere un polo di attrazione per i più istruiti:la quota di laureati registra un picco (29,1%) a Milano e Bologna, che dal 2011 guadagnano 6 punti percentuali. Più contenute, ma sempre sopra la media nazionale del 15%, le incidenze di laureati a Palermo, Napoli e Catania, che in dieci anni crescono tra i 2,5 e i 3,2 punti percentuali.

96mila persone senza fissa dimora

Le persone senza tetto e senza fissa dimora ammontano a poco più di 96mila mentre la popolazione che formalmente risulta residente nei campi attrezzati o negli insediamenti tollerati e spontanei è pari a circa 16mila unità. Tra le persone senza tetto e senza fissa dimora iscritte nelle anagrafi comunali, quasi il 38% è di nazionalità straniera e la componente maschile è decisamente prevalente (212,4 uomini ogni 100donne).

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