Un terminal del porto di Trieste all'Ungheria. Un bel caso di deroga al sovranismo Un’estensione di 300 metri del lungomare
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sarà utilizzato dal paese di Orbán, che intanto rafforza la Via della Seta con la Cina. Salvini Ministro Interno fu l’uomo che concesse il lungomare di Trieste per trenta anni con pagamento di 31 milioni di euro
REDAZIONE 20 DIC 2022 ilfoglio.it lettura1’
Orbán toglie i veti per ottenere i fondi europei. Il successo dell'Ue
La scorsa settimana, Cina e Ungheria hanno istituito un comitato intergovernativo di cooperazione sulla Via della Seta, per dare “nuovo impulso allo sviluppo delle relazioni bilaterali”. L’accordo è stato firmato online dal ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e dal suo omologo ungherese Péter Szijjártó, e Wang ha detto – riassumiamo – che l’Unione europea ha molto da imparare da Budapest, che bisognerebbe guardare al governo ungherese per capire come si fanno affari con la Cina.
Curioso: solo un paio di settimane fa il ministro Szijjártó è venuto in visita in Italia, e ha incontrato il ministro dell’Industria Adolfo Urso e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, del quale Szijjártó ha detto – e qui citiamo letteralmente: “L’intera Europa dovrebbe essere grata a Salvini”.
Szijjártó conosce bene il ministro delle Infrastrutture perché tre anni fa, da ministro dell’Interno, fu l’uomo che firmò un accordo importante: la concessione all’Ungheria dei diritti su un’estensione di 300 metri del lungomare di Trieste per trent’anni a fronte di un pagamento di 31 milioni di euro.


