NUOVI ORIENTAMENTI Nell'Inghilterra post cristiana è meglio non pronunciare la parola “Natale”

Panettoni ovunque, scimmiesca imitazione. Glislogan non bastano a creare una vera “controegemonia” della destra. Il folle pentimento del Partito democratico sul Qatar gate

25.12.2022 Meotti, Langone,Belardelli, Crippa da ilfoglio.it lettura4’

NUOVI ORIENTAMENTI Nell'Inghilterra post cristiana è meglio non pronunciare la parola “Natale”

GIULIO MEOTTI 24 DIC 2022

dipendenti pubblici alle università, la neolingua inclusiva. Un metodo che riflette il nuovo censimento del paese. La cristianità sta cedendo il passo all'ateismo e all'Islam

Europa al bivio. “O sarà cristiana o si battezzerà alla cancel culture”. Il nuovo libro di Pierre Manent

"Ci troviamo sull'orlo di un nuovo secolo buio". Chantal Delsol spiega la fine della cristianità

“Ero a Edimburgo nel fine settimana e, a pochi giorni dal Natale, ho deciso di fare un salto nella cattedrale cattolica per confessarmi. Prevedendo una lunga coda, sono arrivato con quindici minuti di anticipo – una precauzione non necessaria perché quando il prete si è seduto, solo in due lo stavamo aspettando. Le vecchie abitudini stanno morendo in un paese in cui la fede sta appassendo. Sembra che, dopo decenni di mormorii e discorsi, i britannici abbiano finalmente rinunciato a Dio”…

- PREGHIERA Panettoni ovunque, scimmiesca imitazione. E le altre tradizioni zuccherose?

CAMILLO LANGONE 22 DIC 2022

Io a Natale mangerei panettone se vivessi a Milano, pangiallo se vivessi a Roma, panforte se vivessi a Siena, pandolce se vivessi a Genova, pandoro se vivessi a Verona, panpepato se vivessi a Ferrara o Terni o Anagni. Gli italiani vedano di conservare questo presepe di dolci

Giovani langoniani, di quei discepoli confusi che evidentemente mi merito, mi chiedono cosa portare in tavola per una festa di compleanno. Vade retro. Un cattolico festeggia l’onomastico e non il compleanno, usanza americana, al contempo narcisista e masochista. Un cristiano festeggia il giorno della nascita di Cristo, molto più importante della propria, in una data che fa parte di un tempo ciclico (tempo che rinnova) e non di un tempo lineare (tempo che uccide). E cosa si mangia a Natale? Non ci sono prescrizioni e nemmeno tabù (Cristo ha abolito tutti i divieti alimentari, gran puntello delle false religioni). Ma se è permesso mangiare qualunque cosa, non ogni cosa è opportuno mangiare. In questi giorni vedo che tutti dappertutto comprano panettoni, per scimmiesca imitazione, e anche questo gregarismo mi sembra non cattolico (René Girard mi ha insegnato che le folle sono diaboliche). Io a Natale mangerei panettone se vivessi a Milano, pangiallo se vivessi a Roma, panforte se vivessi a Siena, pandolce se vivessi a Genova, pandoro se vivessi a Verona, panspeziale se vivessi a Bologna, panpepato se vivessi a Ferrara o Terni o Anagni… I cattolici italiani hanno il privilegio di vivere in un presepe di piccole tradizioni zuccherose: vedano non dico di meritarselo (non si meritano niente), ma almeno di conservarlo.

- Gli slogan non bastano a creare una vera “controegemonia” della destra

GIOVANNI BELARDELLI 24 DIC 2022

È legittimo voler controbilanciare l'esposizione della cultura di sinistra. Ma bisogna saper andare oltre la rivendicazione del proprio "amore per l'Italia"

Sul non senso di rivietare i cellulari in classe

Del documento Controegemonia redatto da Emanuele Merlino, stretto collaboratore del ministro Sangiuliano, è stata notata da più parti la singolare evanescenza, alla quale aggiungerei la scarsa consapevolezza, del significato effettivo del concetto di partenza, quello appunto di egemonia. Per ribaltare l’egemonia culturale di sinistra affermatasi da tempo nel paese si fanno proposte di questo tenore: “Se si è al governo, finanziare festival, rassegne, presentazioni, momenti di dibattito con autori nostri”, fare acquisire visibilità “agli intellettuali d’area […] che poi creano suggestioni, vengono intervistati e possono rappresentare il partito” e così via. Tutto sembra ridursi per un verso al marketing e per l’altro alla vecchia lottizzazione, sempre praticata (e sempre condannata) a destra come a sinistra.

- CONTRO MASTRO CILIEGIA Il folle pentimento del Partito democratico sul Qatar gate

MAURIZIO CRIPPA 24 DIC 2022

Cozzolino non è nemmeno indagato e si dice disposto a rinunciare all'immunità. Il Pd sta vivendo qualcosa di peggio di un suicidio politico. Il viscerale bisogno di macerarsi

Qatar gate, il Pd sospende Andrea Cozzolino

Kaili corrotta? Allora è di destra. Benifei e la sua farsesca difesa del Pd sul Qatar gate

Come al Grande Fratello, Cozzolino finora è stato solo nominato: nessuno lo ha indagato. Ed è l’unico del Pd citato nella faccenda Qatar. Eppure non solo il partito lo ha già sospeso – il garantismo non è cosa loro – ma addirittura l’eurodeputato non indagato si è detto disposto a rinunciare all’immunità. A tanto arriva l’interiorizzazione del senso di colpa. Strabiliante, o si potrebbe dire comico, se non si temesse di passare per cinici.

Il Pd non ha indagati, ma sta vivendo tutto come un autodafè: peggio di un suicidio politico. Certo, è anche colpa delle dichiarazioni demenziali alla Brando Benifei, dannose come la prima gallina che canta. Ma c’è altro. Primo, i danni causati dall’interiorizzazione del complesso di superiorità morale (berlinguerite cronica, brutta patologia) sono tremendamente profondi, tanto che basta sentir parlare di malaffare in un partito limitrofo per avvertire il bisogno di macerarsi.

Secondo, l’indagato in chief appartiene al partito che fu fondato da fuoriusciti del Pd: lo stesso che ora i dem stanno inopinatamente cercando di riportarsi in casa. Proprio nel momento in cui la logica, e anche la purificazione, suggerirebbero un cordone sanitario. Uno strizzacervelli bravo, col Pd, ci farebbe i soldi.

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