Le volte che..Il fantasma delle intercettazioni Nostalgici di Piketty, un libro da studiare

- PRIMA DEL REDDITO DI CITTADINANZA Charles Dickens e tutti gli altri. Una storia letteraria della povertà

26.12.2022 Lo Verso,Mania, Ginsberg ilfoglio.it lettura

TUTTE LE VOLTE CHE Il fantasma delle intercettazioni: catalogo dei ministri che hanno tentato di cambiare la legge

RICCARDO LO VERSO  26 DIC 2022 ilfoglio.it 2’

    

Non solo Nordio. Rassegna dei Guardasigilli che si sono schiantati contro il no di magistrati e giustizialisti sulla riforma per evitare lo sputtanamento

“Il trojan è un'arma incivile”: Nordio contro un altro totem dei forcaioli

"Fusse che fusse la vorta bbona”, ripeteva Nino Manfredi. Chissà, intanto il tormentone è ripartito. Nell’agenda politica – così si dice per attribuire alla faccenda un non so che di solennità – sono rispuntate le intercettazioni. Prima o poi arriva il momento in cui ogni ministro della Giustizia che si rispetti, oggi tocca a Carlo Nordio, debba misurarsi con il più divisivo dei temi. Non c’è neanche il brivido dell’effetto sorpresa. Da vent’anni la politica parla molto e combina poco o niente. Tutti a ripetere che serve una riforma, e pure urgente, ma nessuno che finora ne sia venuto a capo. Incontri, vertici, dibattiti parlamentari si susseguono alimentando scontri fra fazioni. Immancabilmente c’è chi la butta in caciara. Guai a sollevare questioni di civiltà in un paese cresciuto con l’impronta della massima di Piercamillo Davigo secondo cui “non esistono innocenti, esistono solo colpevoli non ancora scoperti”. Chi lo ha fatto è stato a lungo tacciato di essere amico di mafiosi, lobbisti e tangentisti.

- Un libro da studiare per capire a cosa attingeranno i nostalgici di Piketty

ROBERTO MANIA 26 DIC 2022

The Capital Order (tradotto in italiano da Einaudi) di Clara E. Mattei andrebbe letto dai progressisti in cerca di se stessi, per avere qualche argomento solido contro l’ordoliberismo. Ma può far bene anche a chi si lascia andare nelle granitiche certezze del neoliberismo (sì, ancora lui). La tesi è netta, marxista e seducente

C’è un libro che i sinistrati barcollanti, per via del Qatar gate, dovrebbero provare a leggere, un po’ per ritrovare se stessi, un po’ per avere qualche argomento solido contro l’ordoliberismo (sì, ancora lui). Il libro non è facile e richiede impegno (tanto), ma ne vale la pena. E può far bene leggerlo anche a chi si lascia andare nelle granitiche certezze del neoliberismo (sì, ancora lui) mentre coltivare il dubbio è sempre salutare. L’editorialista del Financial Times Martin Wolf, d’altra parte, l’ha messo tra i migliori dieci libri di economia del 2022. Thomas Piketty ha twittato: “Da leggere”. Perché il capitalismo non se la passa così bene e a forza di pigri rattoppi rischia di sgretolarsi e condurci in selve (democraticamente) oscure. È uno scenario che conviene evitare, meglio provare a migliorarlo il capitalismo. Anche se il libro vorrebbe più abbatterlo il capitalismo. E questo – sì – è almeno un po’ vintage.

- PRIMA DEL REDDITO DI CITTADINANZA Charles Dickens e tutti gli altri. Una storia letteraria della povertà

SIEGMUND GINZBERG 26 DIC 2022

Pigri, scrocconi, parassiti: la distinzione tra loro e “chi ha davvero bisogno” ha impegnato scrittori (e moralisti) come Erasmo e Moro, Swift e Defoe. Le loro soluzioni furono spesso spietate

Uno spettro si aggira nelle pagine dei libri: lo spettro della working class

Nel Natale del 1690 Roma fu presa dallo sgomento. C’erano guerra e carestia alle porte. Il Cristianissimo, il Re di Francia, stava aprendo un nuovo fronte in Italia contro gli imperiali e i loro alleati. C’era un’inflazione dei prezzi degli alimentari, dovuta a una proliferazione eccezionale di roditori, i quali assalivano vigne, orti e tenute e si temeva potessero divorare pure il grano seminato. A questo si aggiunsero voci sull’arrivo di un nuovo male contagioso, che si presumeva fosse peste. Sulla guerra e l’inflazione non si poteva fare granché. Il governo pontificio prese però immediati provvedimenti di polizia contro gli immigrati e i vagabondi. E pure contro i pellegrini, che erano i “turisti poveri” dell’epoca, rendevano poco agli osti e agli albergatori. Fu subito sospeso il commercio con il Regno di Napoli, e venne raddoppiata la vigilanza alle porte di Roma. Seguì la solita retata di poveri indesiderati.

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