Panettone con pop-corn: governo e opposizione, una nemesi tira l'altra. Tutto quel che abbiamo scoperto affrancandoci dal gas di Putin..

la Spagna negli ultimi due anni ha approvato eutanasia, aborto per le minorenni senza il consenso dei genitori, la legge transgender, il matrimonio omosessuale, l’ideologia di genere…

al direttore Claudio Cerasa 27.122022 ilfoglio.it lettura3'

Al direttore - Caro Cerasa, la abbraccerei per il suo pezzo sulla nemesi. Il miglior regalo sotto l’albero di Natale. Per fortuna c’è la distanza che assicura il rispetto della continenza e della sanità. Buon Natale.

Giantomaso Giordani

A proposito di nemesi, ma la bellezza di avere un governo che ha passato un Natale sereno anche grazie alla scelta di aver marcato una continuità con il governo mandato a casa per creare discontinuità? E il divertimento nel vedere un’opposizione ridotta a considerare come elemento di maggiore pericolosità di questo governo l’essere in contraddizione con le sue pericolosissime promesse elettorali? Molte nemesi, molto spasso e qualche panettone servito con pop-corn.

Al direttore - Ho letto nell’articolo di Giulio Meotti (“Per chi suona la campana”) che la Spagna negli ultimi due anni ha approvato eutanasia, aborto per le minorenni senza il consenso dei genitori, la legge transgender, il matrimonio omosessuale, l’ideologia di genere. In sostanza – è scritto – “la Spagna è stata assunta come laboratorio di prova per tutto questo esperimento di ingegneria sociale”. Peraltro l’interlocutore di Meotti afferma che queste leggi – per la loro ripercussione immediata sull’America ispanica – verranno estese, oltre che al Portogallo, a molti paesi latino-americani. A me questi nuovi “diritti civili” ricordano un verso di Dante: “libito fé licito in sua legge”. Mi sa spiegare perché queste pratiche appartengono al “politicamente corretto” mentre chi le disapprova è considerato automaticamente un reazionario?

Giuliano Cazzola

IL DIRETTORE Tutto quel che abbiamo scoperto affrancandoci dal gas di Putin

"Si diceva che sostenere una democrazia aggredita come quella Ucraina avrebbe reso le nostre democrazie più vulnerabili e invece abbiamo dimostrato il contrario.

CLAUDIO CERASA 27 DIC 2022 ilfoglio.it lett2’

    

Nel 2022 l’Italia e l’Europa hanno dimostrato che l’indipendenza energetica si può fare, la transizione ecologica pragmatica pure, e che i catastrofisti hanno toppato ancora. Le parole di Cingolani

L'incontro tra Biden e Zelensky dimostra la capacità dell'occidente di difendere la libertà

"Si diceva che sostenere una democrazia aggredita come quella Ucraina avrebbe reso le nostre democrazie più vulnerabili e invece abbiamo dimostrato il contrario. Si diceva che sostenere velocemente un percorso di indipendenza energetica da un paese divenuto canaglia, come la Russia, avrebbe reso più vulnerabile la nostra economia e non è stato così. Si diceva che trovare rapidamente delle alternative alle fonti di approvvigionamento russe sarebbe stato non solo sbagliato ma anche impossibile e anche qui non è stato così. E ricordo come se fosse ieri quanti illustri osservatori sostenevano che l’Italia non ce l’avrebbe fatta, che lo stoccaggio sarebbe stato impossibile, che il razionamento sarebbe stato inevitabile. E invece no. E invece, nel giro di dieci mesi, l’Italia ha dimostrato di essere forte, oggi si direbbe resiliente, e dieci mesi dopo l’inizio della guerra il nostro paese ha dimostrato non solo di essere dalla parte giusta della storia, contro i dittatori, a difesa della democrazia liberale, ma di avere la forza, la competenza, la tenacia, le palle appunto, per trasformare le crisi in opportunità, per essere ottimisti anche durante le stagioni più difficili e per poter indirizzare anche la traiettoria dell’Europa”. Le parole tra virgolette racchiudono il pensiero consegnato in questi giorni ad alcuni amici da Roberto Cingolani, ministro della Transizione del governo Draghi, consulente per l’energia del governo Meloni per qualche settimana, e sono parole che, allo scadere dell’anno, ci permettono di ragionare su un tema che non riguarda la storia dell’ex ministro ma riguarda la storia recente dell’Italia. Una storia che ci permette di dire, alla fine del 2022, che l’anno trascorso non sarà ricordato solo per tutto ciò che ci ha ferito ma verrà ricordato anche per tutto ciò che ci ha formato.

Al direttore - Più ci penso e più non capisco: ma come fa l’opposizione a non capire che per mettere in difficoltà il governo, sulla giustizia, dovrebbe sfidare Nordio a essere coerente con le battaglie garantiste sbandierate in questi giorni? E come fa l’opposizione a non capire che essere contro Nordio, sulla giustizia, significa tornare all’anno zero del giustizialismo chiodato?

Maria Martelli

Il governo Meloni ha mille difetti, alcuni evidenti, altri latenti, ma ha un pregio certo: un ministro che ha scelto di aggredire il circo mediatico-giudiziario anche a costo di sfidare chi con quel circo ha creato un business semplicemente mostruoso

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