E’ da tre mesi che proviamo, invano, a capire su che cosa i 4 candidati alla segreteria del Pd non sono d’accordo fra loro
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Né si può dire che interviste e lunghe mozioni congressuali abbiano diradato la nebbia. #Bonaccini, #candidati, #cuperlo, #demicheli, #partitodemocratico, #primarie, #Schlein, PD
FEB, 2023 di Luca Ricolfi fondazioneHume. It lettura2’
E’ da tre mesi che proviamo, invano, a capire su che cosa i 4 candidati alla segreteria del Pd non sono d’accordo fra loro. Né si può dire che interviste e lunghe mozioni congressuali abbiano diradato la nebbia.
#Bonaccini, #candidati, #cuperlo, #demicheli, #partitodemocratico, #primarie, #Schlein, PD
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Ecco perché ho fatto quel che per mestiere di sociologo sono incline a fare: un questionario a risposte chiuse (solo 18 domande, bastano 10 minuti per rispondere…). Per aiutare tutti noi a capire che cosa c’è nelle loro teste.
Vedremo che cosa risponderanno. Se taceranno, saremo costretti a pensare che non vogliono scoprire le carte, o che le carte sono troppo simili.
Ma perché si fa così fatica a capire che cosa li differenzia uno dall’altro?
Forse il motivo è che è sempre meno chiaro che cosa – realmente – distingua la sinistra dalla destra. Per tre decenni, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la sinistra di governo ha fatto proprie idee di destra, come il mercato, la concorrenza, le liberalizzazioni, le privatizzazioni, i benefici della globalizzazione. Lo ha spiegato molto bene Marco Revelli nel suo libro Le due destre, uscito quasi trent’anni fa.
Ma è successo anche il contrario. Diverse idee di sinistra sono migrate o stanno migrando a destra, specie da quando l’anima sociale della destra ha preso il sopravvento su quella liberista. E’ così che difesa dei deboli, libertà di espressione e persino la promozione del merito hanno attecchito in settori importanti della destra, come ho cercato di raccontare nel libro La mutazione. Come le idee di sinistra sono migrate a destra, uscito pochi mesi fa.
https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/la-mutazione
C’è però una ragione ancora più importante per cui le differenze fra Bonaccini, Cuperlo, De Micheli e Schlein non si riescono a individuare, anche studiando a fondo le loro mozioni. Ed è che i loro discorsi riguardano quasi sempre i fini del cambiamento, non i mezzi per attuare quei fini. E sui fini – combattere le diseguaglianze, promuovere la parità di genere, tutelare l’ambiente, rafforzare lo stato sociale, stimolare la crescita – è praticamente impossibile dissentire. Le differenze vere possono emergere solo quando si comincia a parlare dei mezzi, ossia delle scelte – per lo più dolorose – che occorre compiere in presenza di risorse scarse. Oppure quando le scelte hanno forti connotazioni etico-morali.
È a questo, a prendere posizione sui dilemmi veri, che serve il questionario. Se i 4 candidati vorranno provare a rispondere alle 15 domande sarà molto più facile, per gli elettori, fare una scelta informata. Che poi, in fondo, è l’essenza della democrazia.
Elenco in sito wwwfondazionehume,it e wwwbrunoleoni.it



Commenti
Le elezioni in Lombardia e Lazio dimostrano che le organizzazioni sono tornate al centro del villaggio, seppur non alla maniera novecentesca. Forse il Pd ha bisogno di un Bonaccini più che di una Schlein alla guida
A sorpresa, alle elezioni regionali di domenica e lunedì, Partito democratico e Lega, i due partiti più “antichi” del sistema politico italiano, hanno sostanzialmente retto: il Partito democratico non ha tracollato verso le percentuali assegnatigli dai sondaggi e la Lega non è stata travolta da Fratelli d’Italia. Peraltro il Partito democratico è senza una leadership da quattro mesi e la Lega con un capo abbastanza sottotono. Mario Lavia linkiesta.it
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