Le nomine dimostrano che sui fondamentali l'intesa Meloni-Mattarella funziona. Evviva il Mattarelloni

Carraro (Confindustria Veneto): "Schlein ascolti e dia risposte alle imprese. - LA "TALPA" Le due pagine più pericolose del leak al Pentagono. - Le reazioni europee all'intervista di Macron

12.4.2023 Cerasa, Luca, Sala, Carrettan ilfoglio.it lettura4’

-Le nomine dimostrano che sui fondamentali l'intesa Meloni-Mattarella funziona. Evviva il Mattarelloni

CLAUDIO CERASA 12 APR 2023

    

Atlantismo e trasversalità. La partita sulle grandi partecipate confermano che sui veri fondamentali dell’Italia la premier e il capo dello stato se la intendono alla grande. Il decisionismo, le scelte e la continuità spiegati attraverso tre nomi

Meloni più Mattarella uguale Mattarelloni. Le scelte ambiziose compiute ieri da Giorgia Meloni sulle nomine delle partecipate di stato confermano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che una delle alleanze che stanno maggiormente a cuore alla presidente del Consiglio è quella costruita negli ultimi mesi con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sarebbe un errore, di fronte alle nomine, ricercare con la lente di ingrandimento il numero di amministratori delegati graditi al Quirinale, perché il capo dello stato è naturalmente rimasto fuori da una partita che riguarda solo il governo. Ma pure sarebbe un errore, di fronte alle decisioni della presidente del Consiglio, non accorgersi di tutto quello che le mosse fatte ieri da Meloni rappresentano per la stabilità economica del paese.

- IL COLLOQUIO

Carraro (Confindustria Veneto): "Schlein ascolti e dia risposte alle imprese"

LUCA ROBERTO 12 APR 2023

    

"La politica economica della neo segretaria del Pd non l'abbiamo capita. Prima o poi dovrà capire che le nostre esigenze sono le esigenze del paese". Parla il capo degli industriali veneti

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“La segreteria Schlein? Profilo alla Corbyn”, dice l'ex senatore Andrea Marcucci

“La politica economica di Elly Schlein? Non l’abbiamo ancora capita. Certo, è passato poco tempo. L’attenzione è rivolta a chi detiene lo scettro del potere. Ma anche a lei toccherà molto presto fare un bagno di realtà per cercare di dare risposte a noi imprenditori”. Abbiamo chiamato il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro per sapere se anche lui, oltre a esponenti del suo stesso partito, rimprovera alla nuova segretaria dem di non avere ricette in campo economico, tutta presa com’è dalla rivendicazione di battaglie identitarie: gender, ambientalismo e nuovi diritti. “Che sono giuste”, ammonisce Carraro. “Ma poi come minoranza bisogna saper fare proposte, indicare qual è la linea da seguire per lo sviluppo del paese. E invece vedo che in segreteria ci sono poche persone competenti riguardo ai temi che ci interessano. Bonaccini aveva molto chiara quale fosse l’agenda per noi imprenditori. Rispettiamo molto la vittoria di Schlein, ma siamo curiosi di sapere come si muoverà da qui ai prossimi mesi. Perché le progettualità che riguardano noi non possono che avere delle ricadute positive su tutto il paese, ed è bene che prima o poi lo riconosca”.

- LA "TALPA" Le due pagine più pericolose del leak al Pentagono

CECILIA SALA 12 APR 2023

    

I documenti rubati informano Putin sul momento in cui i cieli di Kyiv saranno indifesi. Una finestra in cui le vecchie scorte per proteggersi saranno esaurite e le nuove non saranno ancora arrivate

Due pagine tra le quasi cento trafugate dalla “talpa” del Pentagono sono le più pericolose per Kyiv perché contengono un invito, diretto a Vladimir Putin, a un bombardamento massiccio con gli aerei tra circa tre settimane. Sappiamo da mesi che l’esercito russo è in difficoltà e ha subìto enormi perdite mentre l’aviazione russa è quasi integra, ma c’era un motivo per cui le cose stavano così: a Putin non conveniva usare tanti jet perché valgono molto e, con la contraerea ucraina in funzione, ne avrebbe persi troppi. Nei documenti del leak c’è scritto che sta per crearsi un buco in cui i cieli di Kyiv saranno indifesi: una finestra in cui le vecchie scorte per proteggersi saranno esaurite e le nuove non saranno ancora arrivate

- Le reazioni europee all'intervista di Macron

DAVID CARRETTA 11 APR 2023

    

Il presidente francese, nel suo discorso al Nexus Institute, non ha detto nulla su Cina o Taiwan. Non una parola per placare le tensioni che ha provocato all’interno dell’Ue la sua quasi equidistanza tra Washington e Pechino

Bruxelles. Non una parola su Cina o Taiwan: Emmanuel Macron oggi aveva un’occasione per rispondere alle polemiche per la sua intervista sugli europei che non devono essere “followers” degli Stati Uniti ed evitare “le crisi che non sono le nostre”. In un discorso al Nexus Institute, il presidente francese ha presentato i cinque pilastri della sua dottrina economica per l’Ue: competitività, politiche industriali, protezione degli interessi, reciprocità nel commercio con i paesi terzi e cooperazione internazionale sulla base dei valori europei. La “sovranità europea” per anni “è stata considerata una fantasia francese”, ma ha preso forma con la pandemia e la guerra in Ucraina, ha detto Macron: “Dobbiamo essere in grado di scegliere i nostri partner e definire da soli il nostro destino”.

 

Ma il presidente francese non ha detto nulla per placare le tensioni che ha provocato all’interno dell’Ue la sua quasi equidistanza tra Washington e Pechino. I portavoce della presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno rifiutato di commentare l’intervista, limitandosi a ribadire la linea dura con la Cina espressa prima del viaggio a Pechino con Macron.

Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, ha annunciato che la sua presidenza di turno dell’Ue (nel 2025) avrà come priorità “l’alleanza con gli Stati Uniti”, che “è il fondamento della nostra sicurezza”. Solo il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha preso le difese di Macron, dicendosi contrario a seguire “ciecamente la posizione degli Stati Uniti su tutte le questioni”

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