L'EDITORIALE DEL DIRETTORE Un'Italia divisa dopo il 25 aprile: ma quando mai?

Lo strano 25 aprile con Meloni premier, tra messaggi e opposizioni non belligeranti. Lo strano asse Giorgetti-Lindner

26.4.2023 Cerasa, Canettieri, Redazione ilfoglio.it lettura 3’

1-L'EDITORIALE DEL DIRETTORE Un'Italia divisa dopo il 25 aprile: ma quando mai?

CLAUDIO CERASA 26 APR 2023

La lettera di Mattarella, le parole di Meloni e un filo che parte da lontano. La festa della Liberazione ci ricorda che sui fondamentali l’Italia è più coesa rispetto a come viene descritta dai talk show. Così si smonta il falso mito del “paese lacerato”

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Le celebrazioni del 25 aprile hanno contribuito a rafforzare un’immagine dell’Italia che prima o poi meriterebbe di essere presa sul serio dalla classe dirigente del nostro paese. Un’Italia molto diversa rispetto a quella che vive spesso nei talk-show, un’Italia che nei fatti, di fronte ai fondamentali di un paese, di fronte ai suoi valori non negoziabili, tende più a unirsi che a dividersi. Le cerimonie del 25 aprile hanno dimostrato, come abbiamo scritto ieri, che la presenza di una destra democratica al governo è una delle più importanti vittorie dell’antifascismo italiano e le parole nette pronunciate ieri dalla presidente del Consiglio sul fascismo sono lì a indicare un elemento nuovo e interessante da indagare: la presenza, su alcuni temi, di uno spirito di unità nazionale, a livello politico, che non vive solo quando si chiede alla maggioranza di governo di mostrare al pubblico le proprie analisi del sangue, sul tema dell’antifascismo…

2- Lo strano 25 aprile con Meloni premier, tra messaggi e opposizioni non belligeranti

SIMONE CANETTIERI 25 APR 2023

La presidente del Consiglio scrive al Corriere contro le nostalgie fasciste. Plauso di Conte e Calenda. E Schlein non l'attacca. Intorno un'aria sospesa con chi augura per la prima volta "buona Liberazione"

“Buon 25 aprile”. Di prima mattina, appena aperti gli occhi, arrivano su WhatsApp inediti messaggi da conoscenti impensabili. Non si sa cosa rispondere. Andrà bene un natalizio e spiritoso “anche a te e famiglia”? Oppure il silenzio, con doppia spunta blu, riecheggerà come un richiamo del corno di Colle Oppio (dentro FdI i più irriverenti e nostalgici fino a poco tempo ti auguravano “buon San Marco”, santo del giorno). Nel dubbio girano anche emoticon con il pugno chiuso. Che fare: contraccambiare o salutare con la manina? E’ il primo 25 aprile con al governo la destra-destra, e dunque qualche problema di postura c’è. La brechtiana parte del torto ha tutti i posti liberi, per fortuna. Tuttavia in serata bisogna registrare che la lettera di Giorgia Meloni al Corriere tra ammissioni con verbi figurativi   (“noi incompatibili con il fascismo che conculcò valori democratici”) e rilanci identitari sulle patenti democratiche riscuote il plauso di Carlo Calenda e Giuseppe Conte. E la non belligeranza di Elly Schlein.

3- Lo strano asse Giorgetti-Lindner

REDAZIONE 26 APR 2023

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Il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, in un intervento sul Financial Times, ha chiarito la posizione della Germania sulle nuove regole fiscali europee. Non sono esattamente in sintonia con la linea morbida auspicata dal governo italiano, e in particolare dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che in questi mesi ha costruito un buon rapporto personale con il suo collega tedesco. Secondo Lindner, i paesi europei devono aggiustare i bilanci per evitare future crisi, soprattutto dopo gli sforzi finanziari degli ultimi anni per far fronte alla pandemia e all’invasione russa dell’Ucraina. Ora serve quindi più rigore, non più flessibilità. “Abbiamo bisogno di regole di politica fiscale chiare, che assicurino finanze pubbliche solide all’interno dell’Ue, e dobbiamo migliorarne l’applicazione – scrive Lindner. Il nostro obiettivo è rafforzare il Patto di stabilità e crescita, non indebolirlo”.

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