1- GARANTISTI UN TUBO, CARA MELONI
- Dettagli
- Categoria: Italia
2-Meloni diserta il Cdm inseguita dai "fardelli d'Italia": Mes, Salvini e Santanchè
23.6.2023 Cerasa, Canettieri ilfoglio.it lettura2’
GARANTISTI UN TUBO, CARA MELONI
I veri nemici del garantismo modello Nordio si trovano nella maggioranza
CLAUDIO CERASA 23 GIU 2023
Il garantismo mostrato sulla riforma della giustizia è ampiamente compensato in negativo dal populismo penale messo in campo ogni giorno dal centrodestra nella sua attività di governo. Dieci casi di scuola, dieci storie
Garantisti un tubo, cara Meloni. Le buone intenzioni mostrate dal ministro Carlo Nordio sulla riforma della giustizia mostrano un volto importante ma anche sorprendente della maggioranza di governo. Un volto nuovo, se si vuole, che si trova in aperta e felice contraddizione con un pezzo di storia recente della destra populista, che dopo aver animato per molto tempo la politica del cappio ha scelto di dedicare maggiore attenzione alle politiche garantiste. Lo si può dire senza imbarazzo: una destra che sceglie di sostenere la linea Nordio, una linea attenta alle garanzie di un indagato, una linea attenta alla separazione tra i poteri dello stato, una linea finalizzata a restringere il perimetro del processo mediatico, una linea che tende a non rassegnarsi all’idea che l’Italia debba essere una Repubblica fondata sullo strapotere delle procure, è una destra che ha fatto senz’altro un passo in avanti verso una stagione di maggiore attenzione al garantismo. Ma se si sceglie di allargare con onestà l’inquadratura sull’azione dell’esecutivo si noterà senza difficoltà che il mito del centrodestra garantista si dissolve come neve al sole di fronte alla quotidianità dell’azione di governo. E se si ha la pazienza di mettere insieme alcuni puntini non si farà fatica a riconoscere che il garantismo mostrato dal governo sul pacchetto Nordio è ampiamente compensato in negativo dal populismo penale messo in campo ogni giorno dal centrodestra nella sua attività di governo. L’ossessione repressiva della maggioranza di centrodestra è stata inquadrata ironicamente dal nostro giornale all’interno della categoria “Giorgia vieta cose”. Ma accanto all’inevitabile ironia sulla premier che si è specializzata nel vietare tutto quello che può – a volte arrivando a vietare cose che sono già vietate, tanto per poter dire di averle vietate ancora di più, come per esempio la carne sintetica, che a prescindere dalle leggi del governo sarà vietata fino a che non verrà autorizzata dall’Europa, come accaduto d’altronde per la farina d’insetti – la convinzione che il diritto penale sia lo strumento principe per porre un freno a ogni forma di ingiustizia sta diventando un tratto ricorrente, cupo e pericoloso, che merita di essere evidenziato e denunciato con forza…
-Meloni diserta il Cdm inseguita dai "fardelli d'Italia": Mes, Salvini e Santanchè
SIMONE CANETTIERI 23 GIU 2023
La premier fa saltare i provvedimenti cari alla Lega per "motivi personali". Indagine su giornata da incubo: dalle pressioni di Visco per il Salva stati ai guai della ministra del Turismo, che inizia a far mormarare anche il partito
Si alza la sbarra dell’uscita posteriore di Palazzo Chigi. Finestrino abbassato della presidenziale Alfa Stelvio grigia. Giorgia Meloni è seduta al fianco del suo autista. Dietro c’è l’onnipresente segretaria Patrizia Scurti. Sguardo crucciato. La premier si accende una sigaretta slim. Dà la prima boccata con vigore quasi liberatorio. Poi l’auto svolta l’angolo seguita dalla scorta e scompare nel traffico. Sono le 17.30. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, è appena uscita dal bilaterale, ma dall’ingresso principale. Il Cdm è stato annullato per “motivi personali” della premier. Oggi più che mai leader dei fardelli d’Italia.


