Salario minimo: mentre la politica temporeggia, la magistratura affonda il colpo. (Colpiscono i sindacati e i politici e gli economisti ndr)
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Fino ad oggi la giurisprudenza del lavoro ha sempre rispettato quanto fissato dai contratti collettivi: ma alcune sentenze stanno cambiando questa impostazione
3 AGOSTO 2023 - 19:04 di Giampiero Falasca open.online lett.2
La politica e gli esperti discutono da anni circa la necessità di introdurre una legge sul “salario minimo”, . ….Fino ad oggi la giurisprudenza del lavoro, con poche eccezioni, ha portato avanti un concetto chiaro: il salario fissato dai contratti collettivi firmati dai sindacati “storici” (quelli comparativamente più rappresentativi) deve considerarsi, per definizione, rispettoso dell’art. 36 della Costituzione, il principio generale che impone il pagamento di una retribuzione proporzionata (al lavoro svolto) e sufficiente (a garantire una vita dignitosa). Questo principio è stato messo in discussione di recente da iniziative giudiziarie molto diverse tra loro – cambiano le situazioni sostanziali, gli organi che le hanno gestite e anche gli effetti giuridici – ma accomunate dallo stesso risultato: è stata messa in discussione, in quanto ritenuta inadeguata rispetto al minimo “dignitoso” richiesto dalla Costituzione, la retribuzione fissata da un contratto collettivo.
Gli uscieri del CCNL Vigilanza Privata – Servizi Fiduciari
È arrivata a questo risultato in una sentenza recente del Tribunale di Catania, che ha ritenuto inadeguata la retribuzione oraria prevista dal CCNL Vigilanza Privata – Servizi Fiduciari, siglato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, per le mansioni di usciere.
…. Questo contratto prevedeva una paga oraria di 4,607 euro l’ora per gli uscieri inquadrati nel livello retributivo F (pari a uno stipendio mensile lordo di 797,14 euro). Il Tribunale ha ritenuto che questo salario non sia rispettoso dall’art. 36 della Costituzione, facendo il confronto con tre altri contratti collettivi, anche questi stipulati dai sindacati rappresentativi, relativi a settori analoghi.
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La logistica e la grande distribuzione
Un approccio simile è quello seguito, su un altro versante, dai Pubblici Ministeri di Milano nell’ambito delle indagini avviate alcuni mesi fa a carico di imprese della logistica e della grande distribuzione.
…, e non consenta di garantire una «esistenza libera e dignitosa». Viene ritenuto inferiore a questa soglia uno stipendio che, tolte tutte le ritenute fiscali e previdenziali, non arriverebbe a 650 euro netti al mese.
Cosa dicono le sentenze
L’indicazione che viene da questi orientamenti giudiziari – diversi, tra loro, e certamente non definitivi – è molto chiara: i datori di lavoro non possono dormire “sonni tranquilli”, pensando di essere pienamente in regola con il pagamento delle retribuzioni, limitandosi ad applicare un contratto collettivo di lavoro firmato dai sindacati più rappresentativi. … Non è semplice capire, in concreto, dove si colloca questa “asticella”, ma certamente si può fare tesoro delle indicazioni offerte dalla magistratura del lavoro, stando alla larga da trattamenti economici che, pur essendo fissati da regolari contratti collettivi, siano smaccatamente inferiori alle retribuzioni fissate da altri accordi collettivi di settori affini. Attenzione, quindi, ai “saldi di stagione”: se il contratto collettivo è troppo conveniente per il datore di lavoro, può rivelarsi nullo.


