- L'EDITORIALE DEL DIRETTORE La pericolosità di un Salvini che asseconda i Vannacci dell'autovelox i limiti sono di sinistra, la velocità di destra.

- NO ALL'“EMENDAMENTO CENTINAIO” L'industria agroalimentare contro il ddl Lollobrigida sulla "carne sintetica"

23.1.2024 Claudio Cerasa, Luciano Capone ilfoglio.it lettura2’ estratti

- L'EDITORIALE DEL DIRETTORE La pericolosità di un Salvini che asseconda i Vannacci dell'autovelox i limiti sono di sinistra, la velocità di destra.

CLAUDIO CERASA 23 GEN 2024

    

Un nuovo bipolarismo avanza: i limiti sono di sinistra, la velocità di destra. Ma il ministro delle Infrastrutture ha scelto di ignorare che i trenta chilometri orari e i controlli non servono a salvare il canto degli uccellini ma le vite delle persone

Sullo stesso argomento:

Perché Salvini ha smesso di parlare di immigrazione

Il nuovo bipolarismo è ormai chiaro: l’autovelox è di sinistra, la velocità è di destra. Nelle ultime settimane, la politica italiana si è ritrovata a fare i conti con una nuova lacerante divisione relativa a un tema che ha fortissimamente appassionato i dirigenti dei principali partiti italiani. La divisione è legata al differente approccio maturato attorno a una tematica a suo modo interessante: è giusto o no, come ha fatto il sindaco di Bologna e come hanno fatto già altre sessantasei città in giro per l’Italia, abbassare nel cuore dei centri urbani il limite di velocità delle auto a trenta chilometri orari? Il mondo progressista, che domina le città italiane, si è schierato più o meno in massa con il sindaco del Pd, Matteo Lepore, che a gennaio ha esteso sulla maggior parte delle strade del comune il divieto di andare oltre i trenta chilometri orari, e ha trasformato i limiti alla velocità in una nuova bandiera dell’antifascismo militante…

- NO ALL'“EMENDAMENTO CENTINAIO” L'industria agroalimentare contro il ddl Lollobrigida sulla "carne sintetica"

LUCIANO CAPONE 23 GEN 2024

Unionfood, che rappresenta le imprese del cibo, ha inviato a Bruxelles un documento in cui chiede alla Commissione europea di cancellare il divieto sul “meat sounding”. La legge made in Coldiretti danneggia il Made in Italy

Nel discorso d’insediamento alla Camera, Giorgia Meloni presentò il suo governo come improntato al laissez faire: “Il nostro motto sarà: non disturbare chi vuole fare”, disse. Le cose non stanno andando esattamente così. La legge del ministro-cognato Francesco Lollobrigida sul divieto di produzione di “carne sintetica”, diventato norma simbolo della culture war della destra, sta infatti agitando l’industria agroalimentare italiana che in Europa chiede l’abrogazione di un pezzo della legge: il cosiddetto “emendamento Centinaio” contro il meat sounding….

- IL COLLOQUIO L'albergatrice di Gubbio: “Il Pd? Da noi sono stati monastici”

LUCA ROBERTO 23 GEN 2024

    

"Per noi la convention è stata un successo. Per loro? Lo spero. Comunque siamo aperti a tutti i partiti". Chiacchierata con Maria Carmela Colaiacovo, proprietaria del Park Hotel "Ai Cappuccini"

“Altro che lusso e karaoke. Diciamo che i parlamentari del Partito democratico sono stati particolarmente monastici. Ma spero che nella nostra struttura si siano trovati bene e ci facciano pubblicità”. Maria Carmela Colaiacovo è un’imprenditrice del settore alberghiero alla terza generazione. Soprattutto, è la proprietaria del Park Hotel “Ai Cappuccini” di Gubbio. Quello in cui giovedì e venerdì scorsi il Pd s’è riunito a conclave per cercare di fare squadra e per provare a dare un senso alla sua collocazione all’opposizione del governo Meloni. Una due giorni in cui Elly Schlein s’è vista solo di sfuggita, per l’intervento conclusivo. E che però ha richiamato nella cittadina umbra una gran quantità di circo mediatico, curioso di vedere da vicino i trattamenti a cui si sottoponevano i deputati dem. C’è qualche servizio che hanno utilizzato più degli altri? Con cui si sono viziati? “Mah, guardi, la convention è stata talmente piatta che mi viene difficile raccontarle qualcosa di divertente.

Hanno avuto un’agenda così fitta di lavori, all’interno della nostra sede congressuale, che non li abbiamo praticamente mai incontrati. Diciamo che il tempo per divertirsi era davvero poco”, racconta Colaiacovo. “Hanno avuto una due giorni molto serrata. E per loro è stato impossibile anche solo usufruire della spa”.

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata