LAVORO & TURISMO/ Jesolo e il “gioco di squadra” per combattere la mancanza di personale bergatori cercano di limitare il fenomeno
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Ma c’è anche chi fa squadra e si attrezza nella ricerca di personale con strumenti
30.1.2024 ilsussidiario.net estratto
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Si è più volte trattato del perché e del percome, chiarendo che vi sono varie concause del disamore dei giovani per l’industria del turismo: l’errata convinzione che nel settore non si possa aspirare ad una congrua scalata di valori e mansioni; le retribuzioni non sempre adeguate; la mancanza di modelli e campioni capaci di costruire cultura d’impresa e condivisione di obiettivi; l’avvilente scarsità delle staff house, indispensabili soprattutto per i lavoratori stagionali. Le strutture a gestione familiare, ancora la stragrande maggioranza in Italia, compensano in proprio le lacune, non sempre riuscendoci e quasi sempre arrancando con i difetti gestionali sopra ricordati. Le imprese ricettive di più ampie dimensioni, comprese quelle più propriamente di servizi (stabilimenti, terme e via dicendo), tentano un recruiting multinazionale, o direttamente o attraverso i decreti flussi per i lavoratori stranieri, che per il 2024 hanno fissato un tetto a 151 mila unità, quando le stime del Centro studi e ricerche Idos ne indicavano un fabbisogno di 500 mila già lo scorso anno.
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Ma c’è anche chi fa squadra e si attrezza nella ricerca di personale con strumenti innovativi, iniziando già da ora, quando si va programmando una prossima estate fatta di un sostenuto turismo di prossimità, molto domestico e molto anche da Paesi vicini.
Un primo esempio viene da Jesolo, il divertimentificio d’Italia, con 15 chilometri di spiaggia e quasi 6 milioni di presenze turistiche all’anno. Gli albergatori di Jesolo ogni stagione cercano circa 2.000 lavoratori, oltre alle migliaia (più del doppio) che ogni anno riconfermano il lavoro negli hotel nel quale hanno lavorato la stagione precedente. A Jesolo ci sono hotel da 2 a 5 stelle (circa 400 in tutto, oltre a villaggi e campeggi), con opportunità di lavoro adatte per ogni persona e per ogni livello professionale, dal giovane di primo impiego al grande professionista.
Qui l’AJA (associazione jesolana albergatori) – come riportato da 24Plus – è già al lavoro su tre obiettivi: ospitalità per i lavoratori, appunto le staff house, premio di produttività e marketing territoriale.
Per il primo punto bisogna ricordare che proprio Jesolo già la scorsa stagione aveva inaugurato la sua foresteria, ossia un albergo dismesso e riattato, gestito direttamente da AJA, con una trentina di camere a disposizione di lavoratori stagionali, italiani e stranieri. Il successo è stato tale da spingere l’associazione a bissare l’esperienza anche quest’anno.
Per quanto riguarda poi i premi-produzione, è evidente che si punta a sensibilizzare le gestioni su quella che potrebbe essere una contrattazione di terzo livello, o aziendale, che agganci le disponibilità e il merito dei dipendenti ad una maggiorazione retributiva. Per il marketing territoriale lavorativo, infine, l’AJA ha varato una campagna estesa e ramificata su media e social, aiutata anche piattaforma lavorareajesolo.it, alla quale si può inviare un’unica candidatura per proporsi a tutti gli hotel associati AJA. Un successo annunciato: la campagna 2024 è partita solo da pochi giorni, ma ha già raccolto 450 adesioni.


