TORNA IL CAPPIO? Orban ricatta ma è a un bivio: stare con o contro l’Ue
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È in gioco l’Europa. Sullo sfondo la Lega dà vita a una gravissima campagna di discredito contro Ilaria Salis. Stati Uniti potrebbero voltarsi dall’altra parte
Claudia Fusani — 1 Febbraio 2024 riformista
TORNA IL CAPPIO? Orban ricatta ma è a un bivio: stare con o contro l’Ue
Basta veti. Basta bastoni tra le ruote. L’Europa deve andare avanti e non può più perdere tempo con Viktor Orban.
Il Consiglio straordinario europeo che si apre oggi a Bruxelles è uno degli ultimi utili prima del voto di giugno, assume il peso e il valore del passaggio definitivo. Charles Michel lo scrive chiaro nella tradizionale lettera di invito inviata ai leader dei 27 che stanno raggiungendo la capitale belga. Si scrive Ucraina, ma si legge rispetto dei diritti e condivisone delle scelte.
È in gioco l’Europa e il suo ruolo nel nuovo mondo dove Russia e Cina vorrebbero dettare l’agenda e gli Stati Uniti potrebbero voltarsi dall’altra parte e finire nelle mani di Trump.
“Nella nostra ultima riunione di dicembre – scrive il presidente del Consiglio europeo e padrone di casa – 26 leader hanno sostenuto una serie chiara di priorità principali: sostegno all’Ucraina, gestione della migrazione e della sua dimensione esterna, sostegno ai Balcani occidentali e risposta alle catastrofi naturali. Questo schema negoziale pone le basi per la conclusione di un accordo a 27” con Orban, quindi, che a dicembre decise di non decidere e non partecipò alla votazione. “Garantire un accordo è vitale per la nostra credibilità”, insiste Michel. In queste poche righe c’è il senso e la missione di un’intera legislatura. Il fallimento sarebbe definitivo.
Siamo dunque al momento delle verità sul premier ungherese. È in gioco finanche la sua permanenza nell’Unione europea.
E potrebbe non essere una coincidenza che questo momento della verità incroci il caso di Ilaria Salis, la maestra italiana detenuta da undici mesi a Budapest in condizioni incivili per accuse che lei rifiuta (l’aggressione a due naziskin) e che tutto il mondo ha visto trascinata in catene ai polsi e alle caviglie nell’aula del tribunale che la sta giudicando. La donna potrebbe essere merce di scambio e di ricatto sul tavolo di partite politiche europee.
Tutti sanno, a cominciare da Michel e von der Leyen, che Orban è amico di Giorgia Meloni (si sono sentiti martedì sera) e di Matteo Salvini. Il ruolo di mediazione del governo italiano potrebbe quindi giocare a difesa del leader ungherese nella partita europea in cambio, magari, di un via libera ai domiciliari per Ilaria Salis.



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