Borghi (Lega) e l’attacco al Presidente Mattarella: «È il 2 giugno, per coerenza dovrebbe dimettersi». Scoppia la polemica

Salvini non prende le distanze. Anzi, rincara: «Oggi è la festa degli italiani e della Repubblica, non della sovranità europea»

2 GIUGNO 2024 - 18:02 di Stefania Carboni, ope.online lettura2’

Salvini non prende le distanze. Anzi, rincara: «Oggi è la festa degli italiani e della Repubblica, non della sovranità europea»

«È il 2 giugno, è la Festa della Repubblica Italiana. Oggi si consacra la sovranità della nostra nazione. Se il presidente pensa davvero che la sovranità sia dell’Unione europea invece che dell’Italia, per coerenza dovrebbe dimettersi, perché la sua funzione non avrebbe più senso». A scriverlo su X il senatore della Lega Claudio Borghi, postando la foto di un articolo sulle dichiarazioni di ieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Parole che stanno sollevando un vespaio. Anche perché dal Carroccio non arrivano prese di distanza.

Il rilancio di Salvini

Il Capo dello Stato ha parlato di un’Europa nata per l’iniziativa «dei popoli liberi del continente» la cui sovranità sta per essere consacrata dalle elezioni europee. L’attacco del leghista non sembra preoccupare il vicepremier Matteo Salvini che posta: «Oggi si festeggia la Repubblica, non l’Unione europea delle multinazionali che vorrebbero mettere fuori norma tutto il Made in Italy. Non mi arrenderò mai a un super Stato europeo in cui comandano quelli che hanno i soldi, non è questa l’Europa». E la polemica politica monta. Anche perché Salvini è entrato più nello specifico. «Oggi è la festa degli italiani e della Repubblica – ha dichiarato – non della sovranità europea. Noi abbiamo un presidente della Repubblica perché esiste una Repubblica, una sovranità nazionale italiana. Penso all’Europa come un insieme di Stati sovrani, autonomi e liberi che mettono in comune alcune energie, alcune forze, però la sovranità nazionale è assolutamente fondamentale».

Le reazioni

Tante le critiche, da Maurizio Lupi leader di Noi moderati: «L’attacco di Claudio Borghi al presidente della Repubblica è inaccettabile e inqualificabile. La Lega si scusi per queste parole inopportune e irriguardose nei confronti di Sergio Mattarella garante dell’unità nazionale ed eletto, lo ricordo, anche con il voto della Lega». Segue Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera: «Salvini condanni senza ambiguità le parole di Borghi, che chiudono il cerchio di un attacco alla figura del presidente della Repubblica». Francesco Boccia, presidente dei senatori in Senato: «Le parole di Matteo Salvini che “coprono” invece di condannare quelle del senatore Claudio Borghi sono lì a dimostrare, e non ce ne era certo bisogno, la forza eversiva delle forze sovraniste. Nella giornata che festeggia la nostra Repubblica attaccare, in modo strumentale, il Presidente della Repubblica e chiederne le dimissioni vuol dire non rispettare le nostre istituzioni e il garante dell’unità nazionale». Netto Riccardo Magi segretario di +Europa: «L’endorsement di Salvini al tweet del leghista Borghi in cui viene avanzata la richiesta di dimissioni di Sergio Mattarella rappresenta un attacco eversivo da parte del vicepremier del governo Meloni al Capo dello Stato nel giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica, i cui valori sono incarnati proprio dal presidente della Repubblica».

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