Decennale coerenza, Salvini non ha ancora capito cosa si festeggia il 2 giugno

che era arrivato a chiedere le dimissioni di Sergio Mattarella per le sue parole sulla «sovranità europea»

3.6.2024 Francesco Cundari, linkiesta.it. lettura2’

Dal tweet del 2013 a quello di ieri, dopo le parole di Borghi – che era arrivato a chiedere le dimissioni di Sergio Mattarella per le sue parole sulla «sovranità europea» – il leader della Lega dimostra di non capire il significato della festa della Repubblica, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

Matteo Salvini ieri ha difeso la presa di posizione di Claudio Borghi, che in un tweet era arrivato a chiedere le dimissioni di Sergio Mattarella per le sue parole sulla «sovranità europea», salvo poi precisare che la Lega non chiede le dimissioni di nessuno e che a suo giudizio Mattarella era stato «travisato» (Mattarella, sia chiaro, non Borghi).

Nel frattempo, molti hanno ricordato il tweet del 2 giugno 2013 in cui il segretario della Lega così si congedava dai suoi follower: «Notte serena Amici, oggi non c’è un cazzo da festeggiare».

Evidente il contrasto con le parole pronunciate ieri, in polemica col Capo dello Stato: «Oggi, il 2 giugno, c’è la parata militare a Roma, ai Fori imperiali, il tricolore, i nostri alpini, i carabinieri, chi si è sacrificato per la sovranità nazionale italiana, quindi oggi è la festa degli italiani, della Repubblica, quindi non è la festa della sovranità europea».

Ma tanto nella prima, più stringata e più triviale versione del 2013, ancora venata di anti-italianismo padano, quanto nel nebuloso patriottismo della versione di ieri, in cui sembrano mescolarsi vaghe reminiscenze scolastiche, dalla breccia di Porta Pia a Vittorio Veneto, una cosa appare chiarissima, e mi sembra anche la cosa più importante, trattandosi del vicepresidente del Consiglio: in questi dieci anni Salvini non è ancora riuscito a capire cosa si festeggi il 2 giugno.

3.6.2024 Cundari, linkiesta.it

Commenti   

#1 walter 2024-06-03 08:18
La telefonata furiosa di Giorgia Meloni a Salvini dopo l’attacco al Quirinale: «Una grande sciocchezza»
3 GIUGNO 2024 - 05:18
di Alessandro D’Amato

L’uscita di Borghi contro Mattarella è «un errore che non porta consenso». Intanto i sondaggi riservati non portano buone notizie. E Giorgetti potrebbe lasciare

Una telefonata partita da Palazzo Chigi subito dopo l’attacco di Claudio Borghi al Quirinale. Con toni abbastanza decisi Giorgia Meloni ha spiegato a Matteo Salvini che o smentiva «o sarò costretta a sconfessarti in tv». Anche perché, ha spiegato la premier al leader della Lega, «Chiedere così le dimissioni di Mattarella è un errore che non porta consenso, anzi. È stata una grande sciocchezza». Questo è il retroscena all’origine del dietrofront del Capitano: «Non chiediamo le dimissioni di nessuno». Mentre intanto i sondaggi riservati sulle elezioni europee dicono che Fratelli d’Italia sono più o meno sulla soglia del 26% indicata come risultato minimo. E ben lontani dal 30% sognato. Una prospettiva che potrebbe portare a scricchiolare il suo governo 3… estratto 3.6.2024 open.online

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