Elezioni EU 1. NON HA VINTO FRATELLI D’ITALIA, HA STRAVINTO LA MELONA. LA CAMPAGNA ELETTORALE L’HA FATTA SOLO LEI,
- Dettagli
- Categoria: Italia
2. CHI DICE CHE ELLY SCHLEIN HA VINTO, SPARA UNA CAZZATA. GLI ELETTI DEM SONO IN GRAN PARTE RIFORMISTI,
10.6.2024 dagospia.com lettura4’
1-..COL SUO PIGLIO COMUNICATIVO COATTO E COL SUO MODO KITSCH DI APPARIRE TRA BANCHI DI CILIEGIE E CORRENDO CON I BERSAGLIERI. UNA NARRAZIONE RINFORZATA DALLO SVENTOLIO DEL TRICOLORE NEL MONDO: AHO', CON GIORGIA LA ''NAZIONE'' (NON IL PAESE) CONTA
2. CHI DICE CHE ELLY SCHLEIN HA VINTO, SPARA UNA CAZZATA. GLI ELETTI DEM SONO IN GRAN PARTE RIFORMISTI, LONTANI DALLE SUPERCAZZOLE DELLA MULTIGENDER CON TRE PASSAPORTI 3. SEPPELLITO RDC, A BAGNOMARIA IL SUPERBONUS, IL PAVONE CONTE E' STATO SPENNATO. I GRILLINI NON SI IDENTIFICANO NEI CONTIANI IN SALSA CASALINO E/O IN MODALITÀ TRAVAGLIO
4. LA SORPRESA AVS NON VA ACCREDITA UNICAMENTE ALLA SALIS: IL BUM È AVVENUTO GRAZIE A UNA TRASMIGRAZIONE DI VOTI DA ELETTORI 5STELLE CHE NON SE LA SENTIVANO DI VOTARE PD
5. SALVINI: L’UNICO FATTORE CHE PUÒ MANTENERE IN PIEDI LA SUA LEADERSHIP È L’AUTONOMIA 6. DA QUI AL 2027, LA DUCETTA AVRÀ TRE GATTE DA PELARE: PREMIERATO, AUTONOMIA, GIUSTIZIA
DAGOREPORT
Non ha vinto Fratelli d’Italia, ha stravinto la Melona: 2 milioni e 300 mila preferenze che trascinano il partito al 28,8%.
La campagna elettorale l’ha fatta solo lei, con il suo piglio comunicativo autorevolmente coatto e con il suo modo kitsch di apparire tra banchi di ciliegie e correndo con i bersaglieri.
Una narrazione rinforzata dallo sventolio del tricolore: con Giorgia la Nazione (non il Paese) conta. Gli altri Fratellini? Non esistono, stanno lì a inventarsi gaffe e a governare a colpi di incompetenze: l’unico fuori dal coro degli asinelli col fez è Guido Crosetto.
Più di un cittadino italiano su due (il 50,31%) non ha votato: se una volta l’astensione colpiva i partiti di destra, oggi è esattamente il contrario. Essì, da un pezzo, sono cambiati i parametri della società: il voto della classe lavoratrice ha trovato la sua identità nelle impennate populiste e cazzate sovraniste.
1
Una volta, il più grande partito della sinistra europea, il Partito Comunista Italiano, aveva una base tra i lavoratori. Nell'ultima generazione invece si è guardato soprattutto agli immigrati, ai diritti “gender” e alle minoranze etniche come le vittime di ingiustizie.
Naturalmente queste categorie sono davvero vittime di ingiustizie. E tuttavia la sinistra parlando soprattutto a loro ha perso il contatto con le vecchie classi popolari che si sono sentite ignorate dalle élite benestanti.
In attesa partiti di sinistra capaci di leggere i tempi, è la destra, spesso l'estrema destra, che si è dimostrata più attrezzata a riempire il vuoto, a dare queste risposte psicologiche, alla parte emotiva di ciascuno.
Vedi quell’esaltato di Donald Trump che ha catturato consensi tra le vecchie classi lavoratrici, almeno quanto basta per essere di nuovo candidato alla presidenza degli Stati Uniti.
E chi dice che Elly Schlein ha vinto, spara una cazzata. I candidati dem che andranno a Bruxelles e hanno contribuito al buon risultato del Pd (24,08%) sono in gran parte riformisti, ben lontani dalle supercazzole della multigender con tre passaporti. Non solo: Decaro, Bonaccini, Gori, Ricci, Nardella, etc. hanno fatto il pieno delle preferenze rispetto ai candidati in quota Elly.
Seppellito il Reddito di Cittadinanza, messo a bagnomaria il Superbonus, la linea della pace non ha pagato e ha spennato quel pavone di Giuseppe Conte (il M5s si è fermato al 9,99%).
I grillini di ieri non si identificano nei contiani in salsa Casalino e/o in modalità Travaglio di oggi. Forse per allontanare da sé eventuali colpe, l’articolo più aspro sul tracollo pentastellato porta la firma di Wanda Marra sulle pagine del “Fatto quotidiano”.
La sorpresa di Avs by Fratoianni e Bonelli (6,73%), due che i media hanno coperto poco o niente, non va accredita unicamente alla candidatura della ‘’prigioniera ungherese’’ Salis: il bum è avvenuto anche grazie a una trasmigrazione di voti da ex elettori del Movimento 5 Stelle che non se la sentivano di votare Pd.
Come era facile immaginare, Salvini si è salvato con Vannacci, un tipino che trova le svastichelle tedesche di AFD non così “malvage” ma ha permesso alla Lega di contenere i danni e chiudere al 9%.
E il leader del Carroccio si arrampica sugli specchi quando addossa la colpa della “botta” e del conseguente sorpasso di Forza Italia al “tradimento” di Umberto Bossi (“Voto Forza Italia”). Non regge perché il Senatur l’ha dichiarato solo all’ultimo giorno della campagna elettorale e chissà quanti sono gli elettori della Lega che seguono siti e agenzie di stampa.
Per salvarsi la pelle, Salvini ha annunciato per il prossimo ottobre il Congresso degli iscritti della Lega, reclamato da anni dalle minoranze e sempre mandato in soffitta dal Capitone. Una mossa astuta perché sa benissimo che l’unico fattore che può mantenere in piedi la sua leadership è il varo della legge sull’Autonomia differenziata.
Che una parte degli alfieri della “Nazione” meloniana non la vogliono vedere manco in fotografia, per non parlare di forzisti, piddini, pentastellati e sinistrati vari. Una legge che probabilmente otterrà la maggioranza del governo poiché, in caso di bocciatura, la Lega molla il governo e il povero Salvini si ritrova a fare l’autista di Francesca Verdini.
Come Salis per Avs e Bossi per la Lega, così anche il santino funebre di Silvio Berlusconi non è stato così influente per il successo di Forza Italia: chi l'ha votato (il 9,62%) ha solo scelto nelle urne la forza tranquilla di un partito moderato. Poi, certo, Ciccio Tajani ha dedicato la vittoria al Cavaliere che fu ma solo perché si ricorda che c’è la Famiglia (Marina e Pier Silvio) che paga i conti.
Da qui al 2027, scadenza della legislatura, Giorgia dueMeloni, oltre all’ostacolo dell’Autonomia, avrà altre due gatte da pelare. La seconda si chiama premierato. La Ducetta sa bene che nei prossimi mesi si deve inventare qualcosa per far dimenticare ‘’la madre delle riforme”: l’arco costituzionale parlamentare è contrario alla “dittatura” della Regina del Colle Oppio e una battaglia per affossare il premierato potrebbe diventare la bandiera che ricompatta l’opposizione tutta (altro che campolargo).
Il terzo ostacolo è la riforma della giustizia, cara a Forza Italia e ai morituri Renzi e Calenda. Uno scoglio periglioso perché, mentre l’Autonomia non ha bisogno di passaggi istituzionali, il nuovo impianto giudiziario ti porta dritto dritto al referendum.



Commenti
I risultati nel territorio. Sicilia, Campania e Trentino le regioni in cui Fratelli d’Italia ottengono meno rispetto alla media nazionale
di Riccardo Ferrazza ilsole24ore estratto
RSS feed dei commenti di questo post.