Lettere I tempi della tregua a Gaza sono dipesi anche dalle mosse dell'occidente. Ferrara, per Israele comprare il tempo

se l’occidente libero, negli ultimi due anni, avesse concentrato tutti i suoi sforzi diplomatici per combattere Hamas, piuttosto che Israele, la tregua ci sarebbe stata prima o dopo?

16 gen 2025 lettere Direttore ilfoglio.it lettura3’

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Il sogno ora è anche un terzo mandato per Di Maio.

Giuseppe De Filippi

Al direttore - L’imminente accordo di tregua a Gaza (incrociamo le dita) è una bella notizia. Certo, Netanyahu paga un prezzo pesante, se sono veritieri i suoi termini anticipati dalla stampa. Ma probabilmente non c’erano alternative praticabili. Il futuro della Striscia resta peraltro ancora da scrivere, nonostante il “piano Blinken” contenga idee interessanti, a partire dal coinvolgimento attivo di alcuni paesi arabi. Mentre mi riesce difficile immaginare una Anp “riformata” con l’Onu di Guterres a fare la foglia di fico in Cisgiordania di corrotti e corruttori incalliti. Chi vivrà vedrà. Ma ora il pensiero va rivolto a quegli uomini, donne e bambini che saranno restituiti alle loro famiglie. A quelle persone che negli ultimi quindici mesi sono state dimenticate da noi o ignorate da un’intellettualità, da una stampa e da una sinistra politica e sindacale corrive con la tesi del genocidio.

Michele Magno

Resta una domanda, fra le tante: se l’occidente libero, negli ultimi due anni, avesse concentrato tutti i suoi sforzi diplomatici per combattere Hamas, piuttosto che Israele, la tregua ci sarebbe stata prima o dopo?

Al direttore - Tornano le polemiche per l’ennesima “sentenza choc” che ha concluso un processo per “femminicidio” senza la parola “ergastolo” nel dispositivo. La polemica ruota attorno al riconoscimento delle attenuanti generiche e alla frase secondo cui si sarebbe dovuto tener conto della “comprensibilità umana dei motivi che hanno spinto l’autore a commettere il fatto”. Non è da una mezza frase che si può giudicare una vicenda così complessa. Se si legge la sentenza ci si rende conto del contesto e si scopre, ad esempio, che “i litigi si realizzavano a seguito di continue condotte di disturbo e di aggressività che partivano dalle due donne fino a divenire reciproche” o che l’imputato era destinatario di dispetti (“sempre più disumani e insopportabili”) essendogli impedito persino di “dormire nel proprio letto o usare il bagno”. Nessuna giustificazione per il tragico esito. E del resto, la condanna a 30 anni è sacrosanta. Quello che ci si deve chiedere è: ma davvero una sentenza senza ergastolo è una sentenza ingiusta? Questa sentenza ci ricorda che non è così e che compito dei giudici – nonché scopo dei processi che si celebrano nelle aule di giustizia (ma non di quelli mediatici) – non è quello di applicare un tariffario precompilato, tale per cui alla contestazione di “femminicidio” corrisponda in automatico l’ergastolo, bensì quello di accertare se e come l’imputato debba essere punito. Il come non è affatto aspetto secondario, avendo la Corte costituzionale più volte ricordato che il principio di proporzionalità della pena “esige” – e non “suggerisce” o “consiglia” – che la pena sia adeguatamente calibrata alla eventuale presenza di fattori che hanno influito sul processo motivazionale dell’autore, rendendolo più o meno rimproverabile. Più che gridare allo scandalo, auguriamoci che ci siano ancora giudici che si pongono il tema di indagare se un imputato sia più o meno rimproverabile.

Guido Stampanoni Bassi, direttore della rivista Giurisprudenza Penale

Al direttore - E’ stata una bella sorpresa la lettera aperta che mi ha indirizzato Giulio Silvano martedì sul Foglio (“Cari scrittori e intellettuali, è forse giunta l’ora di levare le tende dai social”). Mi piace l’espressione che usa – “giullari da tastiera” – perché siamo un po’ questo: anche quando facciamo i seri. Ci siamo persuasi che per la promozione sia essenziale stare lì e forse è vero, forse no. Non lo so più. Ma bisognerà pur rilevare questo buffo effetto per cui facciamo sapere che è uscito il nostro libro a chi già lo sa e quasi mai a chi non lo sa, ri-postiamo all’infinito la copertina del nostro libro postata da chi in sostanza ci conosce. Ci facciamo la ola da soli. Non è facile essere scrittori in Italia nel 2025, e d’altra parte non lo è stato mai (nemmeno altrove?): fatto è che nel complesso c’è qualcosa di patetico nel fare i feticisti dei libri-omaggio. E’ una buffonata, balsamica per gli ego, ma pur sempre una buffonata. Bello! Bellissimo! Stupendo! Imperdibile! Struggente! Potente! Ecc. Silvano dice che sarebbe buona la soluzione Donna Tartt (un libro ogni dieci anni e sparire dalla scena): sì, ma per fare Donna Tartt bisogna avere quel talento, disporre di grandi anticipi o essere ricchi di famiglia. Sennò tocca barcamenarsi come ci barcameniamo – male, cioè: prigionieri di una endogamia infruttuosa, simpaticamente irrilevanti se non fra i nostri simili. Amen.

Paolo Di Paolo

L'editoriale dell'elefantino

Comprare tempo è il destino di Israele

Il tempo conquistato da Tel Aviv con il cessate il fuoco serve a custodire un’orgogliosa voglia di resistere. In questo scenario l'Europa è la grande assente da troppi anni..estratto ilfoglio.it Giuliano Ferrara

Commenti   

#4 walter 2025-01-16 10:07
TREGUA A GAZA/ Netanyahu scavalcato da USA e Qatar potrebbe incassare su Iran e Cisgiordania
Gaza: raggiunto l’accordo su tregua e ostaggi, ma USA e Qatar hanno forzato Israele. Che si aspetta mano libera da Trump su Iran e Cisgiordania
….Ha parlato anche Biden, insieme a Kamala Harris e Blinken: ha provato diverse volte a raggiungere un accordo, ci voleva Trump per ottenerlo?

Ha confermato che la proposta accettata è quella che lui aveva annunciato a maggio e poi ancora a luglio, ma non ha spiegato perché non è riuscito prima nel suo intento, sostenendo che solo adesso Hamas è stata costretta ad accettare. Per Biden l’organizzazione palestinese è stata colpita nei suoi vertici e tra i suoi militanti, anche se il suo segretario di Stato poche ore prima aveva detto che oggi a Gaza ha più militanti dell’ottobre 2023. Ha parlato di grandi distruzioni, ma senza dire che sono opera di Israele andando oltre ogni regola di guerra. Tutto questo il giorno in cui sono usciti i sondaggi sull’orientamento del voto degli americani, secondo i quali il 29% delle persone che hanno votato Biden nel 2020 e che non hanno sostenuto la Harris nel 2024 lo hanno motivato con il tasso di violenza degli israeliani nel conflitto e con l’appoggio di Biden a Netanyahu.

Se Israele è stato costretto all’accordo vuol dire che c’è qualcuno che non è convinto di portarlo avanti. Un’intesa che nasce già zoppa?

Sappiamo che la destra israeliana si è spaccata. Ben-Gvir ha dichiarato di essere contro la tregua e pronto a uscire dal governo, Smotrich, invece, pur rimanendo contrario, non intende mettere in crisi l’esecutivo. È in corso un rastrellamento di consensi all’interno del partito di Smotrich, perché nelle prossime ore una parte dei suoi deputati confluisca nel partito di Ben-Gvir…estratto Int. Filippo Landi Pubblicato 16 Gennaio 2025 in ilsussidiario.net
#3 walter 2025-01-16 09:55
Guerra in Israele Hamas prende fiato. La sfida con l'Anp spaventa i civili
La tregua sarà usata per riorganizzarsi, scontri in vista sul governo della Striscia
Quale sarà il futuro della striscia di Gaza se l'accordo sullo scambio fra ostaggi israeliani e detenuti palestinesi andrà in porto senza intoppi? I 42 giorni di tregua sono solo la prima fase, ma la seconda e la terza, previste e ancora da chiudere, puntano alla stabilizzazione, pacificazione e pure ricostruzione della fetta di terra ridotta in macerie da dove è partito l'attacco stragista del 7 ottobre.

Il primo punto di domanda riguarda l'organizzazione politica e militare di Hamas, decimata da 15 mesi di guerra, ma non debellata. …
Il rischio è che i responsabili del 7 ottobre continuino a governare o influenzare da dietro le quinte e a rimettersi in piedi militarmente preparandosi alla prossima guerra. Per questo le fasi successive dell'accordo, ancora da finalizzare, prevedono una missione internazionale con un contributo di poliziotti o truppe che mantenga l'ordine e sotto controllo il risorgere di Hamas.. estratto da ilgiornale Fausto Biloslavo 16 Gennaio 2025 - 05:00
#2 walter 2025-01-16 09:46
-Il presunto passo indietro
Israele: “Hamas sta rinnegando gli articoli della tregua”. Frenata sull’accordo: salta la riunione del governo
Redazione estratto da ilriformista.it 16 Gennaio 2025 alle 10:22
-Ma per parlare del dopo è ancora presto
Israele a Gaza non si fermerà: la tregua poi la caccia ai terroristi di Hamas, oggi guidati da un altro Sinwar, Mohamed detto “l’ombra”
Pasquale Ferraro 15 Gennaio 2025 alle 14:06 ilriformista.it
#1 walter 2025-01-16 09:39
15 gen 2025 19:24
NETANYAHU È RIUSCITO IN TUTTO, TRANNE IL SUO OBIETTIVO PRINCIPALE: LA DISTRUZIONE DI HAMAS – “BIBI” HA DECAPITATO HEZBOLLAH, ACCELERATO LA CADUTA DI BASHAR AL-ASSAD, CANCELLATO L'AUTOSTRADA BAGHDAD-BEIRUT E INDEBOLITO GLI AYATOLLAH, MA LA QUESTIONE PALESTINESE È PIÙ CHE MAI IRRISOLTA: NON HA PACIFICATO LA CISGIORDANIA, NON PUÒ RIOCCUPARE TUTTA LA STRISCIA E CACCIARE I SUOI ABITANTI, PERCHÉ NESSUNA NAZIONE ARABA È DISPOSTA AD ACCOGLIERLI – GAZA È RASA AL SUOLO, OLTRE 47MILA PALESTINESI SONO MORTI E CHI È SOPRAVVISSUTO NON DIMENTICHERÀ FACILMENTE L’ORRORE… Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “la Stampa”
Da dagospia.com

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