Nordio attacca i pm: “Sono superpoliziotti che creano indagini occulte ed eterne e disastri finanziari.
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Amnistia? E’ incentivo a recidiva”. Segno debolezza Stato” Poi l’autogol sul decreto Caivano
22 Gennaio 2025 alle 14:19 Redazione ilriformista.it
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Nordio attacca i pm: “Sono superpoliziotti che creano indagini occulte ed eterne e disastri finanziari. Amnistia? E’ incentivo a recidiva”. Poi l’autogol sul decreto Caivano
“Il pm è un superpoliziotto che crea indagini senza controllo”. Parole durissime quelle del ministro della Giustizia Carlo Nordio che nel corso delle comunicazioni al Senato sull’amministrazione della giustizia (il suo terzo bilancio da quando è a capo del dicastero di via Arenula), lancia vere e proprie stilettate a una magistratura pronta alla mobilitazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in segno di protesta contro la riforma della giustizia del governo Meloni, a partire dalla separazione delle carriere che ha iniziato il suo iter legislativo con l’approvazione, la scorsa settimana, alla Camera.
Nordio e le indagini eterne dei pm
Con poche parole, Nordio ha cristallizzato l’attuale situazione delle Procure: “Quanto al timore del cosiddetto pm superpoliziotto la risposta è assai semplice: nel sistema attuale esso lo è già, con l’aggravante che godendo delle stesse garanzie del giudice egli esercita un potere immenso senza alcuna reale responsabilità. Oggi infatti il pm non solo dirige le indagini, ma – aggiunge il ministro – addirittura le crea, attraverso la cosiddetta clonazione dei fascicoli, svincolata da qualsiasi parametro e da qualsiasi controllo, che può sottoporre una persona ad indagini occulte ed eterne e che creano disastri anche finanziari nell’ambito della amministrazione della giustizia – conclude -. Pensiamo a quante inchieste sono state inventate, si sono concluse con la sentenza ‘il fatto non sussiste’ e sono costate milioni di euro in intercettazioni, di tempo, di ore di lavoro perdute”.
Nordio esclude amnistia: “Segno debolezza Stato”
Nel corso della sua relazione, Nordio esclude l’amnistia (estinzione del reato) come forma di contrasto al sovraffollamento nelle carceri, sempre più abbandonate da tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi decenni. “Per quanto riguarda la riduzione del cosiddetto sovraffollamento carcerario, sono esclusi i provvedimenti di amnistia o di scarcerazione lineare che manifesterebbero una debolezza da parte dello Stato. Si può essere generosi quando si è forti, non quando si è costretti dalla necessità delle cose. L’amnistia sarebbe un incentivo alla recidiva, come ci dimostra la stesse esperienza giurisdizionale”.
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Sovraffollamento carceri, Nordio: “Lavoriamo su 3 fronti”
Ministro che sullo scudo penale precisa: “Non be ho mai parlato, so benissimo che sarebbe incostituzionale”, spiegando che “si tratta di un problema di procedura penale perché il sistema dell’informazione di garanzia e del registro degli indagati è completamente fallito, trasformato in una condanna anticipata e in un marchio di infamia, che quando raggiunge le forze dell’ordine, e anche i politici, ha effetti dirompenti”. Il Guardasigilli ha quindi spiegato che “stiamo cercando una soluzione che riguardi non solo le forze dell’ordine, ma un po’ tutti, e che possa distinguere il momento in cui una persona, se ha diritto e interesse di difendersi, senza essere iscritta nel registro degli indagati, riceva un’informazione di garanzia”. Per contrastare il sovraffollamento (a fine 2024 i detenuti erano 61.861), Nordio sottolinea che sono tre i fronti su cui il governo sta lavorando: eventuale “detenzione differenziata” per i tossicodipendenti, “espulsione degli extracomunitari” dal territorio nazionale e poi “stiamo agendo nei confronti della carcerazione preventiva” che riguarda il 20% dei detenuti.
Il ministro dimentica il decreto Caivano…
Poi la chicca sull’aumento della criminalità minorile che giustificherebbe parte del sovraffollamento. Nordio osserva (dimenticando misure come il decreto Caivano che hanno reso sempre più facile l’arresto dei giovani) che “sin dal termine dell’emergenza pandemica si è assistito ad un progressivo aumento delle presenze medie giornaliere presso gli Istituti penali per i minorenni, che ha determinato l’attuale condizione di tendenziale sovraffollamento del comparto detentivo minorile”.
Poi sciorina i numeri del suo mandato: “Nei due anni del Governo Meloni ci sono state assunzioni pari a 6291 unità a tempo indeterminato e 11.849 a tempo determinato e che per il triennio 2025/2027 sono programmate circa 16.000 assunzioni. Il triplo di quelle effettuate dal Ministro Bonafede, pari a 2804 assunzioni a tempo indeterminato e 821 a tempo determinato, e il doppio di quelle effettuate dal Ministro Cartabia, pari a 5215 a tempo indeterminato e 11.010 a tempo determinato. Ciò a dimostrazione dell’attenzione e dell’impegno costante profuso dal Governo Meloni sul versante Giustizia”.



Commenti
il pm prende il posto del giudice che si finge morto” L'Europa spiazzata da Trump, ognuno procede per conto suo:
Enrico Costa, avvocato e deputato di Forza Italia, ha applaudito l’intervento del ministro Nordio che punta a riequilibrare lo strapotere giudiziario e stigmatizza le minacce delle Procure, pronte a scioperare pur di scardinare le riforme di cui il sistema giudiziario ha invece bisogno. «Mi è piaciuto molto. E le dirò che avevo anticipato le parole del ministro Nordio… »
In quale occasione?
«In un intervento in aula dove ho evidenziato il tema del capovolgimento del procedimento penale, che dovrebbe terminare con una sentenza definitiva pronunciata da un giudice e invece vede una contestazione da parte della Procura che finisce per diventare la vera sentenza ‘pubblica’. Le indagini prendono il posto della sentenza. E il Pm prende il posto del giudice, nel pronunciarla. E quindi ho parlato per primo di strapotere dei Pm, che sta svolgendo tutti i compiti, da quello di Polizia giudiziaria che fa le indagini fino al ruolo giudicante. Il giudice durante le indagini preliminari – sia esso il Gip o il Gup – è un soggetto affetto da tanatosi»…. Estratto Aldo Torchiaro 23 Gennaio 2025 alle 09:58 ilriformista.it
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