Oggi si scrive: Anche Amadeus e Fiorello hanno guardato Sanremo. Il ministro Urso all’Ariston (con un francobollo)

Il viceministro Leo (FdI): “La pace fiscale di Salvini? Bene, ma senta Giorgetti per la risorse” Borchia (Lega): “Tajani in Ue non conta nulla. Trump è nostro” Germania alice nazi

12.2.225 a cura di opact.simofin, lettura2’

dal nostro inviato Anche Amadeus e Fiorello hanno guardato Sanremo. Il ministro Urso all’Ariston (con un francobollo)

La città cambia volto: se prima l'oggetto del desiderio era Fiorello, ora la caccia è ai selfie con i cantanti. Anche quelli che l’anno scorso non si filava (quasi) nessuno. Il ministro del Made in Italy ospite al Fesitval per presentare l’ennesima affrancatura celebrativa. Reportage..ilfoglio

il colloquio

Il viceministro Leo (FdI): “La pace fiscale di Salvini? Bene, ma senta Giorgetti per la risorse”

"Prima serve trovare le coperture, Attenzione ai conti, i mercati e gli organismi internazionali ci premiano per la prudenza". Il numero due al ministero dell'Economia frena leader della Lega tornato alla carica sulla pace fiscale e per oggi ha convocato d'urgenza un Consiglio federale sul tema estratto Ruggiero Montenegro ilfoglio

l'intervista

"Dall'Associazione nazionale magistrati solo aut aut, ma noi pronti al dialogo". Parla Sisto

"L’esordio del nuovo presidente dell’Anm non è stato dei migliori", dice il viceministro della Giustizia. "Nel momento in cui la premessa del dialogo è ‘revochiamo lo sciopero se ritirate la riforma’ si è di fronte a un aut aut che vìola le prerogative del Parlamento"estratto ilfoglio Ermes Antonucci

Borchia (Lega): “Tajani in Ue non conta nulla. Trump è nostro”

La Lega sfida il Ppe e punta sul Make Europe Great Again. Dopo l’adunata sovranista a Madrid, il capodelegazione leghista all’Eurocamera rilancia i legami con il trumpismo e invita Musk in Europa. "L'Ue deve cambiare rotta. Serve una nuova classe dirigente" estratto Pietro Guastamacchia ilfoglio

-Alice in WunderlandL’estrema destra tedesca avanza grazie a Weidel, volto (non molto) pulito del neonazismo

Grazie alla sua immagine controllata e a una retorica diretta, semplice e aggressiva, la co-presidente di Alternative für Deutschland ha consolidato il consenso tra chi teme l’immigrazione e il declino dell’identità tedesca, ridefinendo l’immagine del partito senza mai prendere le distanze dalle sue frange più estremiste

Alice Weidel appare, almeno sulla carta, la leader meno adatta a guidare l’Alternative für Deutschland (AfD), considerando la predominanza maschile del partito, intriso di uno spirito tradizionalista e conservatore che la quarantaseienne, lesbica e banchiera, non incarna affatto. Eppure, è proprio lei a spingere il partito verso il secondo posto nei sondaggi nazionali, che oscillano tra il venti e il ventidue per cento, in vista delle elezioni del 23 febbraio. Nota per le sue posizioni euroscettiche e critiche sull’immigrazione, la leader è diventata negli ultimi anni il volto del partito neonazista – i cui ranghi, piani e valori sono spiegati a fondo un’inchiesta di Correctiv del 2024 –, affermandosi come una figura autorevole e sicura di sé. Un sondaggio recente l’ha addirittura indicata come la candidata più popolare se i tedeschi potessero votare direttamente per il loro cancelliere. Estgratto di Malik Haddou, linkiesta

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