La protesta. Il primo maggio (a febbraio) della magistratura, lo sciopero solo in Italia: tutto quello che lo toghe non dicono

Se fossero i carabinieri a decidere di incrociare le braccia in modo così inusuale, implacabile e aggressivo, avremmo già gridato al colpo di Stato

Tiziana Maiolo 27.2. 2025 alle 10:34 ilriformista.it lettura3’

Se fossero i carabinieri a decidere di incrociare le braccia in modo così inusuale, implacabile e aggressivo, avremmo già gridato al colpo di Stato.

La segretaria del Pd Elly Schlein avrebbe accusato Giorgia Meloni di non averli visti arrivare. Giuseppe Conte e Angelo Bonelli sarebbero già in Procura con il sacco a pelo. Ma se è la magistratura a proclamare uno sciopero, come quello di oggi contro il Parlamento e la separazione delle carriere di giudici e pm, il fatto viene celebrato con grande spolvero di nani e ballerine, cineasti e autori di thriller, come accade a Napoli. Mancano solo i pullman e la colazione al sacco, anche se qua e là, come a Bologna, si intravede la partecipazione della Cgil.

Lo sciopero delle toghe solo in Italia

Il Primo maggio delle toghe è tutto italiano, perché non sarebbe consentito nel mondo anglosassone e neanche in Germania, dove lo sciopero dei magistrati è vietato, e neppure in Francia, dove è consentito solo per motivi sindacali o di carriera, ma mai su provvedimenti legislativi. È tutta italiana anche nel merito, la protesta contro la riforma voluta dal Parlamento e dal ministro Carlo Nordio per emancipare l’ordinamento italiano e portare il nostro paese al livello di civiltà di tutti i sistemi dell’Occidente democratico. Quelli che hanno adottato il sistema processuale accusatorio che vede accusa e difesa chiamate a confrontarsi e scontrarsi davanti a un giudice veramente imparziale, perché “terzo”.

Quello che non dicono i magistrati

I sindacalisti in toga, che oggi porteranno la coccarda tricolore e agiteranno come il Libretto di Mao la copia della Costituzione, non lo diranno che nel Regno Unito come negli Usa, in Spagna e Portogallo, in Germania e Svezia, fino all’Australia, al Giappone, al Canada e all’India, insomma in tutto il mondo democratico, il pubblico ministero è solo una parte proprio come il difensore, distanti e distinti dal giudice, l’unico a stare sullo scranno più alto. Non lo diranno perché continueranno a difendere l’anomalia italiana, un unicum mondiale. Agiteranno la Costituzione come fosse ancora quella del 1948, tenendo ben celato quell’articolo 111 che fu introdotto nel 1999 e che vincolò il processo penale alla figura del “giudice terzo” e il cui completamento è proprio la separazione delle carriere.

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Diranno che con questa riforma il governo vuole impadronirsi della pubblica accusa sottoponendola al proprio giogo. È una falsità, e lo sanno benissimo, è sufficiente la lettura del nuovo articolo 104, che stabilisce il contrario. Ma agiteranno il Grande Sospetto. Come il lupo disse all’agnello “se non mi hai intorbidato l’acqua tu saranno stati tuo padre o tuo nonno”, così la toga dice al Parlamento: se non hai ancora sottoposto il pm al controllo dell’esecutivo, lo farai in futuro o lo faranno i tuoi successori.

E intanto si truccano le carte, consentendo a chi lavora e viene retribuito di dichiararsi comunque uno scioperante per alzare le percentuali di adesione. Con l’incubo di quel misero 48% raggiunto contro le riforme Cartabia. E un occhio a quel 72% di sì al quesito sulla separazione delle carriere nel referendum mancato del 2022.

Tiziana Maiolo

Commenti   

#2 walter 2025-02-27 14:57
intervista all'ex pm di mani pulite. Giustizia, Di Pietro stronca l'Anm: "Lo sciopero? Incomprensibile e improprio costituzionalmente"
"Farei esattamente quello che ho fatto il 2 novembre 1991, quando non ho scioperato e sulla porta del mio ufficio a Milano, lasciata aperta, ho scritto un biglietto: ' In questo ufficio...estratto affaritaliani.it
#1 walter 2025-02-27 14:56
Anm, per lo sciopero le toghe schierano Antonio Albanese. Sorpresa a Genova: c'è anche Travaglio
Lo sciopero dei magistrati? Roba da ridere. O da piangere, a seconda dei punti di vista A Genova l'Associazione nazionale magistrati ha fatto le cose in grande, arruolando un comico di grido come Antonio Albanese come guest-star della mobilitazione "in difesa della Costituzione" e contro la riforma della giustizia del governo Meloni e la separazione delle carriere voluta dal ministro Carlo Nordio….All'incontro, intitolato "Indipendenza della magistratura: un bene comune", è intervenuto, in videoconferenza, anche Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano estratto ..27 febbraio 2025liberoquotidiano

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