Elly nel paese delle meraviglie La surreale linea Schlein sull’Ucraina, né con Trump né con l’Europa
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La segretaria del Pd critica il trumputinismo globale, non capisce che l’Ue difende la libertà e dimentica che solo la Resistenza degli ucraini all’invasore imperialista russo può portare alla pace
28.2 Mario Lavia.2025 linkiesta.it lettura2’
È contro Donald Trump, ovviamente. Con aperture sul tema della difesa europea seppure sempre raffreddate dal monito a non toccare la spesa sociale. Però quello che Elly Schlein non riesce proprio a dire è che se si vuole essere contro il trumputinismo bisogna continuare a sostenere la Resistenza ucraina, che è una dizione più esatta di “guerra”. Lo hanno notato forse più fuori dal Partito democratico che dentro la riunione della direzione dove la segretaria ha detto così: «Noi non siamo con Trump e il suo falso pacifismo e non siamo con l’Europa per continuare la guerra».
Marco Taradash ha parlato di «frase terribile», Carlo Calenda ha scritto che «chi vuole continuare la guerra è la Russia non l’Europa. Basta ipocrisie». Forse Schlein non si è espressa benissimo perché è evidente che non è che l’Europa continua la guerra, semmai continua a stare con i resistenti.
Sembra dunque permanere nella leader del Partito democratico un che di irrisolto, come un fermarsi sempre un attimo prima delle logiche conseguenze del suo stesso discorso. Nella riunione di ieri l’esponente che da tre anni più si espone a fianco della Resistenza ucraina, Pina Picierno, non ha mancato di rimarcare che «dobbiamo dismettere i panni degli analisti e indossare quelli sicuramente più scomodi della politica che assume decisioni e orientamenti. Anche quando sta all’opposizione, che non è mai una valida ragione per venir meno alle responsabilità nei confronti della propria comunità, del proprio paese e della storia».
Il che significa che «bisogna spingere con forza per un’autonomia strategica e politica dell’Europa, iniziando subito il percorso di cooperazione sulla difesa perché non saranno le buone intenzioni a rendere forte l’Unione Europea ma la capacità di imporsi e esercitare deterrenza».
La “linea” tracciata da Keir Starmer e Emmanuel Macron, insomma. Anche altri, come Piero Fassino e Alessandro Alfieri, sono intervenuti perché fosse chiaro da che parte stia il Partito democratico inducendo la leader, nella replica, a confermare che la responsabilità della guerra è tutta e solo di Vladimir Putin e che se non ci fosse stata la resistenza degli ucraini oggi «staremmo a vedere come Putin ha cambiato la geografia», e tuttavia – forse è qui un punto di dissenso dentro il partito – lei insiste sulla responsabilità dell’Europa di non aver fatto ciò che poteva fare in termini politici e diplomatici per porre fine al conflitto.
È l’argomento preferito dei pacifisti di sinistra. Ma nessuno sa spiegare come si sarebbe potuta intavolare una trattativa che Vladimir Putin non ha mai preso in considerazione, preferendo continuare a massacrare l’Ucraina. Dov’era lo spazio di un negoziato? È probabile che in tutto questo non si arriverà mai a una lettura comune. Mentre più facile, chiaramente, è l’unità contro la filosofia e gli atti concreti del boss della Casa Bianca, e poi certo sulla costante polemica con Giorgia Meloni.
Sull’altra questione importante della Direzione, i referendum, Schlein ha confermato l’appoggio ai quesiti, ivi compreso quello sul Jobs act, ma sapendo bene che un bel pezzo di partito non voterà per la sua abrogazione ha promesso che non chiede «abiure». Una posizione obbligata che la parte riformista ha incassato volentieri. Alla fine nessun contrario alla relazione della segretaria.



Commenti
DAGOREPORT – ALLA DIREZIONE DEL PD, I RIFORMISTI DEM SONO SOBBALZATI SULLA SEDIA ALLE PAROLE DI ELLY SCHLEIN SULLA GUERRA UCRAINA: “NON SIAMO PER IL FINTO PACIFISMO DI TRUMP MA NEMMENO SIAMO CON L’EUROPA CHE VUOLE CONTINUARE LA GUERRA” - IL CLOU: QUANDO ELLY HA ATTACCATO LE INIZIATIVE SINGOLE DI MACRON E DI STARMER PER LA PACE, HA DETTO, TESTUALE: "ALL'EUROPA SERVE UN SALTO QUANTICO" (MA CHE CAZZO STAI A DI'?) - PICIERNO, PIERO DE LUCA, FASSINO NON CREDEVANO ALLE PROPRIE ORECCHIE: “QUINDI LA PACE SONO LE CONDIZIONI DETTATE DA PUTIN? ELLY, QUANDO LA SMETTI DI GIOCARE A NASCONDINO?” – ALTRO SCAZZO SUL REFERENDUM DELLA CGIL SUL JOBS ACT E SULL’ESERCITO COMUNE UE (TRANQUILLIZZATE LA DUCETTA: CON QUESTI SINISTRATI ALTRI 20 ANNI A PALAZZO CHIGI SONO SICURI…) estratto dagospia,com
La leader Pd: "L'Europa vuole la guerra". E sul lavoro sceglie Landini
….Pina Picierno, vice presidente del Parlamento europeo. Che ricorda a Schlein che «non è vero che la mancanza di iniziative diplomatiche siano dipese dalla mancanza di volontà politica Ue: è Putin che ha sempre rifiutato ogni dialogo». E affonda: «Stare all'opposizione non è una buona ragione per venir meno alle responsabilità di fronte alla storia. Su questi temi è il momento della sincerità, anche tra noi». Anche la prodiana Sandra Zampa insiste sul punto: «Segretaria, non è l'Europa ma la Russia che vuole la guerra».
…..L'unica gentile concessione all'ala riformista, che contrasta il referendum, è l'assicurazione che «non chiediamo abiure a chi non voterà a favore»…estratto ilgiornale.it
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