RIDATECE DRAGHI – EMMANUEL MACRON RILASCIA UN’INTERVISTA AL “FOGLIO” CHE SEMBRA FATTA
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PER FAR BALLARE GLI OTOLITI ALLA MELONI. PRIMA SOTTINTENDE UNA DIVERGENZA CON LA DUCETTA FROM GARBATELLA
3.3.2025 dagospia.com lettura3’
(“STIAMO CERCANDO DI MUOVERE LE COSE. E ABBIAMO BISOGNO DELL’ITALIA, DI UN’ITALIA FORTE CHE AGISCA A FIANCO DELLA FRANCIA, DELLA GERMANIA, NEL CONCERTO DELLE GRANDI NAZIONI”). POI RIMPIANGE “MARIOPIO”: “E’ NECESSARIO CHE L’ITALIA SIA AL NOSTRO FIANCO, CHE SI IMPEGNI IN QUESTO PERCORSO, E CHE LO FACCIA DA GRANDE PAESE EUROPEO, SULLA SCIA DI QUANTO HA FATTO MARIO DRAGHI”. COME A DIRE CHE ORA NON LO STIA FACENDO…
Estratto dell’articolo di Mauro Zanon per “il Foglio”
[…] Siamo nel Falcon presidenziale accanto al capo dello stato francese, Emmanuel Macron, nel giorno del grande vertice sulla difesa comune europea e sulla sicurezza dell’Ucraina convocato a Londra dal premier britannico, Keir Starmer, con l’obiettivo di trovare una strategia comune per Kyiv.
[…] “Se vogliamo essere credibili come europei nel nostro sostegno a lungo termine all’Ucraina, dobbiamo essere in grado di fornire delle garanzie di sicurezza solide. Questo è esattamente ciò che ci chiede il presidente americano, Donald Trump, ed è nel nostro interesse”, dice al Foglio Macron.
“Poi degli aspetti tecnici delle garanzie di sicurezza ne discuteremo, che si tratti di assicurare un sostegno all’esercito ucraino [...] o di dare la nostra disponibilità a fornire truppe per garantire la sicurezza. Sarà necessario?
Lo vedremo. Ma se diciamo che non siamo pronti a farlo, non c’è alcuna possibilità che gli americani ci prendano sul serio”, spiega Macron.
L’inquilino dell’Eliseo, talvolta, fatica a capire l’“irritazione” dell’Italia verso la Francia. “Stiamo cercando di muovere le cose. E abbiamo bisogno dell’Italia, di un’Italia forte che agisca a fianco della Francia, della Germania, nel concerto delle grandi nazioni.
Per questo ho invitato il primo ministro italiano, Giorgia Meloni, lo scorso 17 febbraio. E’ necessario che l’Italia sia al nostro fianco, che si impegni in questo percorso, e che lo faccia da grande paese europeo, sulla scia di quanto ha fatto Mario Draghi. In questo momento dobbiamo restare uniti”.
[…] A Washington, Macron ha proposto a Trump di rivedere la sua posizione e “cioè di non puntare a un cessate il fuoco immediato, ma piuttosto a una tregua a livello aereo, marittimo e di infrastrutture energetiche” perché questa “è controllabile”.
“Nel frattempo, cristallizzeremo le discussioni sulle garanzie di sicurezza”, dice il presidente francese. “Per garanzie di sicurezza si intende non solo il sostegno che diamo all’esercito ucraino, ma anche ciò che noi europei siamo disposti a fare sul territorio ucraino per garantire la sicurezza dell’Ucraina e la nostra. E ciò che gli americani sono disposti a garantire”.
Come spingere l’Europa a uno sforzo considerevole verso la costruzione di una difesa europea senza il sostegno di alcuni paesi, come per esempio l’Ungheria di Viktor Orbán? “Non direi che non c’è sostegno da parte di questi paesi – dice Macron – Credo si debba fare una distinzione tra l’Ucraina e la difesa europea. Alcuni di questi paesi sono diventati sempre più contrari a sostenere Kyiv. Ma siamo riusciti a convincerli ogni volta a muovere le cose: c’è bisogno di molto dialogo. Parlo continuamente con Orbán. Gli ho parlato prima di andare a Washington e gli ho parlato dopo. Penso sinceramente che se si tratta di aumentare le nostre capacità comuni per rafforzare la difesa europea gli ungheresi staranno dalla nostra parte”, dice Macron.
“[…] Non si tratta solo dell’Ucraina, ma di dire a noi stessi che non sappiamo cosa faranno gli americani tra 5 o 10 anni. Per ora, sappiamo solo che i russi hanno indurito la loro posizione e sono molto più aggressivi nei nostri confronti. E negli ultimi tre anni hanno speso il 10 per cento del loro pil per la difesa. Il loro pil è inferiore al nostro, ma ne spendono il 10 per cento. Dobbiamo quindi prepararci a ciò che verrà. E a prescindere da ciò che faranno gli americani”, dice Macron, fissando l’obiettivo per l’Europa in termini di spese di difesa attorno al “3, 3,5 per cento del pil”.
[…] Mai, dalla Brexit, i rapporti tra Londra e l’Europa erano stati così fruttosi. “Credo che da parte del primo ministro britannico, Keir Starmer, ci sia il desiderio di un reset. C’è un reale allineamento dei nostri interessi e dei nostri punti di vista sulla questione ucraina e sulle questioni di difesa europea. Penso quindi che questa sia una grande opportunità. Dovremo quindi insistere su questo punto”.
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Commenti
LA SOLITA EUROPA: TANTE BUONE INTENZIONI, MA QUANDO C’È DA DECIDERE...SI LITIGA – DA LONDRA SMENTISCONO CHE STARMER E MACRON ABBAINO TROVATO UN ACCORDO PER UN MESE DI TREGUA IN UCRAINA – IN UN’INTERVISTA A “LE FIGARO”, IL PRESIDENTE FRANCESE AVEVA DETTO CHE DAL SUMMIT ERA EMERSA UNA POSIZIONE COMUNE. MA DAL GOVERNO DI LONDRA E' ARRIVATA LA DOCCIA FREDDA… dagospia.com
Abbiamo capito questo: 1-alla riunione di Londra indetta da Stramaer e Macron mancavano diversi capi di stato interessati al problema Ucraina. 2- con quale autorità i due si sono mossi e al posto del Governo eletto UE ? Macron non è nuovo a iniziative dove lui possa essere considerato leader. 3- a)Tutti pensano che una Europa senza USA non sia in grado di difendersi da invasioni belliche russe future e che questo fatto deve essere garantito da patti chiari fra USA e EU e poi con Russia Ucrainab) in gioco non sono solo interessi economici ma valori e democrazia occidentale –che Trump dimostra di non capire. 4) Stante la situazione deteriorata tesa fra EU e Trump, sembra che la proposta della Meloni di un incontro a tre USA Europa –Russia In una atmosfera più distesa di quella oggi esistete e da conquistare, sia la più adatta e possibile. E nonè il momento di opporre Draghi a Meloni ma, eventualmente, DRAGHI CON UN INCARICO EUROPEO. Manlio-Opact
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