La buona politica può attendere. Il patto tra Giani e Taverna, e la grillizzazione del Pd

È solo la conferma che il partito di Schlein e i Cinquestelle sono indistinguibili

Mario Lavia, 20.8.2025 linkiesta.it lettura2’

 La stretta di mano tra il presidente della Toscana e la plenipotenziaria di Conte confeziona un’intesa ostentata ma inutile ai fini elettorali.

La foto della calorosa stretta di mano tra il presidente della Toscana Eugenio Giani e la plenipotenziaria di Giuseppe Conte Paola Taverna (memorabili i suoi insulti al Partito democratico strillati negli anni d’oro del grillismo) suggella un patto politico di cui il politico toscano del Pd non aveva alcun bisogno, perché con i contiani o senza i contiani vincerebbe comunque: in Toscana il Movimento 5 stelle potrebbe non superare il quorum del tre per cento.

A proposito di quorum: c’è stata una rottura dentro il gruppo “Avanti con Giani”, formato da Azione, Più Europa, Pri e Psi, e Italia Viva. Un’altra bella prova di unità della “gamba riformista” che andrà dunque con due liste e auguri per il quorum.

Ma tornando al patto Giani-Taverna, perché questa intesa così ostentata? Che, si badi, non è questione di una foto. Ma di programmi. Perché il governatore, abile incantatore di serpenti, sa vendere agli interlocutori anche quello che non ha e, come dice qualcuno, dà sempre ragione a tutti.

Per esempio, il Movimento 5 stelle è contento del no al rigassificatore di Piombino. Ma è stato lo stesso Giani poi a chiarire che «il rigassificatore andrà in altro luogo. La scadenza è fra poco più di un anno, e quindi non sono la persona competente, perché finisco il mio compito come commissario nel momento in cui questi tre anni si esauriscono, e dunque il governo sarà totalmente e pienamente responsabile delle scelte che farà. Non certo troverà in me il commissario per il periodo successivo perché a quel punto la competenza torna al ministro Pichetto Fratin, e sarà lui a spiegare ai cittadini le scelte del governo». Quindi la questione del rigassificatore non dipende da lui: sembrerebbe che li abbia fregati.

Così anche il no alle basi Nato, altra medaglietta contiana, non è materia che gli compete. Più appetitosi, per il Movimento, la promessa di un assessore, il salario minimo regionale e soprattutto il reddito di cittadinanza sempre su base regionale. Giani si è impegnato: vedremo se troverà i soldi.

La questione politica però ha una valenza nazionale. E sta nel segnale che il governatore ha voluto inviare a Elly Schlein, non precisamente un’amica, che sta costruendo l’intesa con il Movimento 5 stelle in tutte le regioni al voto. Un’alleanza, come ha scritto Stefano Folli, «priva di un filo conduttore che non sia la ricerca di una vittoria elettorale purchessia».

Ma è chiaro che al Partito democratico interessa questo e solo questo, vincere, e poi si vede. Quelle toscane sono tracce di una grillizzazione del Pd che non solo soddisfa una legittima brama di potere, ma che incrocia un orientamento che nel partito di Schlein è più diffuso di quanto si pensi. Sicché ormai dalla politica estera (l’emergenza è Gaza, non l’Ucraina: quella è roba per Donald Trump, Giorgia Meloni, Emmanuel Macron) alle politiche sociali (assistenza, assistenza) a quelle ambientali (no rigassificatori, no Ponte), le differenze programmatiche tra Partito democratico e Movimento 5 stelle si scorgono con la lente di ingrandimento. Tanto più imbullonato è l’accordo di potere: dopo il sofferto via libera dell’avvocato del popolo a Giani e Matteo Ricci, adesso Schlein ricambia blindando Roberto Fico in Campania mediante un patto con Vincenzo De Luca e accettando che in Calabria corra il Movimento, probabilmente con Vittoria Baldino.

Grillizzazione politica e accordi di potere. La buona politica può attendere.

Commenti   

#1 walter 2025-08-20 14:30
Regionali Toscana, Marattin PD, contro l’Armata Brancaleone: “Patto tra Giani e nobildonna Taverna…
il Pd fa accordo con chi prende il 3% e promette cialtronate” Patto populista

Scemenze, fesserie e cialtronate populiste. Ci va giù pesante Luigi Marattin, deputato e leader del Partito Liberaldemocratico, …. Un patto siglato in vista delle elezioni regionali che sancisce di fatto l’ennesima sottomissione del Pd al partito dell’ex premier Giuseppe Conte. Un accordo che – sottolinea Marattin – il Pd toscano – pur non avendone alcun bisogno per vincere la competizione elettorale….

Elezioni Toscana, “patto populista suggellato con nobildonna”
Un patto che rappresenta “tutto il peggior armamentario populista e demagogico, più arretrato persino delle posizioni di Rifondazione Comunista del 1994”. Nello specifico “un reddito di cittadinanza regionale. La fesseria della riduzione dell’orario di lavoro (ovviamente a parità di salario). Il salario minimo regionale. Interrompere la crescita delle infrastrutture regionali. L’eterna scemenza dell’ “acqua pubblica”. Chiusura dei rigassificatori e dei termovalorizzatori”.

Un “accordo suggellato da una stretta di mano del candidato presidente con Paola Taverna, una elegante nobildonna che in un recente passato aveva apostrofato il Partito Democratico con raffinati epiteti (“mafiosi”, “schifosi”, “merde”, “dovete morire”) per i quali non si è mai scusata o non ha neanche offerto particolari spiegazioni” incalza Marattin che definisce l’intesa una “Armata Brancaleone“.
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Marattin contro l’Armata Brancaleone
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Vale a dire, si promette agli elettori toscani una sequenza di cialtronate populiste nella propria regione al solo fine di essere in grado di promettere le stesse (e peggiori) cialtronate populiste agli italiani tra due anni” osserva.
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Poi l’attacco ai colleghi della sua stessa area politica: “E che dire dei “centristi” che fanno a gara per accaparrarsi un posto in questa Armata Brancaleone di demagoghi e populisti, per sostenere esattamente le cose su cui si sono, ci siamo, battuti per più di 5 anni…20 Agosto 2025 alle 13:08 Redazione ilriformista.it lettura 2 estratto..

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