Dal no al rigassificatore ai protocolli sugli appalti: tutte le condizioni capestro imposte dal M5s al Pd alle regionali

Anche laddove non hanno loro candidati alla presidenza i Cinque stelle sono riusciti a imporre al campo largo la loro agenda

Luca Roberto 02 set 2025 ilfoglio.it lettura2’

Anche laddove non hanno loro candidati alla presidenza i Cinque stelle sono riusciti a imporre al campo largo la loro agenda. Il no agli inceneritori nelle Marche e la battaglia contro la base Nato in Toscana

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Hanno ottenuto loro candidati alle regionali. E dove non li hanno ottenuti hanno posto tutta una serie di condizioni perché il candidato presidente si uniformi ai valori del M5s. Così, dalla Toscana alle Marche passando per la Puglia (dove però i contorni per adesso sono molto più fumosi e incerti) e la Calabria, il Movimento guidato da Giuseppe Conte ha sì fatto un passo di lato per concedere la ribalta a esponenti di altri partiti del campo largo (il Pd). Ma sempre con la pretesa di condizionarne il lavoro, sin dalla fase della campagna elettorale.

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