COSA NE PENSA LA FILOATLANTISTA MELONI DEI "BACI E DEGLI ABBRACCI"
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TRA L’AMBASCIATORE RUSSO PARAMONOV E MATTEO SALVINI AL RICEVIMENTO della Cina
17 set 2025 08:59 dagospia.com lettura2’
ORGANIZZATO DALLA CINA AL PARCO DEI PRINCIPI DI ROMA? FRATELLI D’ITALIA DUE SETTIMANE FA DEFINIVA “DI UNA GRAVITÀ INAUDITA” LA PRESENZA DI MASSIMO D’ALEMA A PECHINO, ALLA PARATA DI XI (BAFFINO C’ERA ANCHE IERI SERA) – PARAMONOV PRIMA DELL’INCONTRO CON SALVINI AVEVA ATTACCATO L’ITALIA E I VERTICI DELL’ESECUTIVO MELONI: “LA REAZIONE DELLA LEADERSHIP POLITICA ITALIANA ALL’INCIDENTE DELLA PRESUNTA INCURSIONE DI DRONI NELLO SPAZIO AEREO POLACCO SUSCITA SCONCERTO”. E ANCORA: “LA PARTECIPAZIONE DELL’ITALIA A OPERAZIONI BELLICHE ALL’INTERNO DI DIVERSE COALIZIONI ANTIRUSSE SI È SEMPRE CONCLUSA IN MANIERA DISASTROSA" – QUELLA RISPOSTA MINACCIOSA A CROSETTO ALLA VIGILIA DEL VERTICE NATO DI DOMANI...
Lorenzo De Cicco per la Repubblica - Estratti
ALEXEY PARAMONOV - AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA
Chissà che ne pensa Fratelli d’Italia, che nemmeno due settimane fa definiva «di una gravità inaudita» la presenza di Massimo D’Alema a Pechino, alla parata di Xi. Ieri sera proprio D’Alema era con Matteo Salvini al Parco dei Principi di Roma, ricevimento extra lusso organizzato dal Dragone per celebrare «il 76esimo anniversario della Repubblica popolare cinese e il 55esimo anniversario delle relazioni Cina-Italia».
Qui il vicepremier leghista, dopo avere tenuto un discorso «sull’amicizia» tra Roma e Pechino, ha incontrato l’ambasciatore della Federazione russa in Italia, Alexei Paramonov. «Baci e abbracci tra i due», riportano alcuni presenti, contattati da Repubblica.
MATTEO SALVINOV - MEME
Solo poche ore prima Paramonov aveva attaccato duramente l’Italia e i massimi vertici dell’esecutivo di Giorgia Meloni: «La reazione della leadership politica italiana all’incidente della presunta incursione di droni nello spazio aereo polacco suscita sconcerto», la stoccata dell’uomo del Cremlino nello Stivale. E ancora: «La campagna antirussa non contribuisce a una soluzione del conflitto in Ucraina». I toni di Mosca sono minacciosi:
«La partecipazione dell’Italia a operazioni belliche all’interno di diverse coalizioni antirusse si è sempre conclusa in maniera disastrosa». Paramonov, alludendo alle parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulla necessità di rafforzare lo scudo italiano contro eventuali attacchi nei prossimi 6 anni, sembra sfidare l’esecutivo, dichiarando che un sostegno «diretto o indiretto» dell’Italia a missioni Nato o alla coalizione dei volenterosi potrebbe portare a «una replica della triste esperienza storica».
Le parole dell’ambasciatore russo arrivano alla vigilia del vertice Nato di domani, in cui si deciderà come rafforzare il fianco Est dell’alleanza.
guido crosetto giorgia meloni matteo salvini
Tema affrontato ieri anche nell’audizione di Giovanni Caravelli, il direttore dell’Aise, i servizi segreti per l’estero, al Copasir. Mentre a Palazzo Chigi il sottosegretario Alfredo Mantovano ha ricevuto l’ambasciatore Usa, Tilman J. Fertitta. L’Italia non manderà due caccia in più, ipotesi elaborata dalla Difesa in via ufficiosa nei giorni scorsi ma che, secondo fonti dell’esecutivo, non ha avuto l’avallo finale di Meloni. La Lega di Salvini su questo era stata chiara: la priorità è il fronte Sud, cioè la Libia, più che il confine europeo con la Russia.
SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTIN
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Il volo dei droni russi sulla Polonia continua a essere uno dei dossier bollenti della politica europea. Ieri, dalla stampa polacca, è apparsa la notizia che la casa danneggiata la notte del 10 settembre non sarebbe stata colpita da un velivolo russo ma da un missile polacco. Tesi che ha provocato l’ira del presidente, Karol Nawrocki, ma anche degli apparati di sicurezza che hanno chiesto al governo di “fare chiarezza”. Ma in ogni caso, come ha spiegato il premier Donald Tusk, la sostanza non cambia. Senza il lancio dei droni, senza “la provocazione della Russia”, non sarebbe avvenuto nulla.
La mossa di Trump
Provocazione. È appunto questa la parola che circola con insistenza nelle cancellerie europee e della Nato. Per molti, quelli di Vladimir Putin sono modi per testare non solo la reazione bellica, ma anche politica, di un’Alleanza atlantica che in questi mesi,
deve ancora capire come gestire questa fase del conflitto in Ucraina… Lorenzo Vita 18 Settembre 2025 alle 07:00 estratto.
Due laboratori internazionali confermano l'omicidio. La vedova del dissidente accusa il Cremlino e chiede la verità: "I risultati devono essere pubblicati. È un dovere verso tutti"
Redazione 17 set 2025 ilfoglio.it lettura1’
Dopo aver spedito segretamente fuori dalla Russia alcuni campioni biologici di Alexei Navalny, il dissidente russo morto il 16 febbraio del 2024, a Charp, nella colonia penale IK-3, in Siberia, oggi la vedova Yulia Navalnaya con un video dice: mio marito è stato avvelenato da Vladimir Putin. Due laboratori stranieri hanno confermato che Navalny sarebbe morto per avvelenamento, e non di una morte improvvisa, come hanno stabilito le indagini russe.
"Questi laboratori in due paesi diversi sono giunti alla stessa conclusione: Alexei è stato ucciso. Più precisamente, è stato avvelenato", dice Navalnaya, esortandoli a pubblicare i risultati: "Questi risultati sono di pubblica importanza e devono essere pubblicati. Tutti meritiamo di sapere la verità". Navalnaya nel video denuncia anche come i filmati di sorveglianza dell'ultimo giorno di vita del marito siano scomparsi, nonostante il leader dell'opposizione sia stato sottoposto a una sorveglianza costante da parte delle telecamere durante tutta la sua prigionia.
L'anno scorso, anche il giornale investigativo russo Insider aveva sollevato la possibilità che Navalny fosse stato avvelenato, citando cartelle cliniche che sembravano essere state modificate. Dopo la pubblicazione del video, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto: "Non so nulla di queste sue dichiarazioni e non posso dire nulla".
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