Tutti i costi di San Francesco: quanto peserà la nuova festività del 4 ottobre su conti pubblici e imprese

Un giorno di festa in più, ma anche 3,6 miliardi di euro da pagare in stipendi aggiuntivi. È questo il conto

11 Ottobre 2025 - 08:38 Bruno Gaetani, open.online

Confindustria stima un costo di quasi 4 miliardi, ma il centro studi della Camera parla di una cifra molto più bassa. Lupi: «È un investimento, non un costo»

Un giorno di festa in più, ma anche 3,6 miliardi di euro da pagare in stipendi aggiuntivi. È questo il conto stimato dal Centro Studi di Confindustria per la nuova festività nazionale del 4 ottobre, appena introdotta dal Parlamento per celebrare San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. In base ai calcoli degli industriali, scrive oggi La Stampa, il nuovo giorno di festa — fortemente voluto da Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati — peserà per l’80,5% sulle imprese private (per circa 2,98 miliardi di euro all’anno) e per il 19,5% a carico del settore pubblico (ossia circa 720 milioni all’anno).

Lo stanziamento per i dipendenti pubblici

Sia le aziende che lo Stato avranno un discreto lasso di tempo per preparare le proprie tasche alla nuova «tassa San Francesco». La nuova festività si comincerà a celebrare dal prossimo anno, quando però il 4 ottobre cadrà di domenica. Il che significa che il vero impatto si comincerà a sentire soprattutto a partire dal 2027. Consapevole dell’impatto economico della misura, la legge approvata dal Parlamento stanzia una piccola somma destinata a retribuire i lavoratori statali che presteranno servizio nella nuova festività. Ma lo stanziamento ammonta a 10,68 milioni di euro, ben lontano dai 720 milioni stimati da Confindustria per il solo settore pubblico.

Le stime di Confindustria e quelle della Camera

In realtà, le stime di Confindustria – che evidenzia come la giornata di stop pesa per circa lo 0,08% del Pil nazionale – vanno prese con le pinze, se non altro perché sono molto diverse dalle conclusioni a cui era giunto il centro studi della Camera dei Deputati. Secondo quest’ultimo, l’effetto reale dell’introduzione della nuova festività potrebbe essere contenuto, con la maggior parte delle aziende che potrà recuperare le ore di produzione perse e ridurre i mancati introiti a una «entità trascurabile».

Lupi: «È un investimento, non un costo»

A commentare le stime diffuse dagli industriali è anche lo stesso Maurizio Lupi, primo firmatario del provvedimento, che invita a vedere la reintroduzione della festività più come un investimento che un costo. E quando il giornalista de La Stampa gli chiede se ha valutato a pieno gli effetti economici prima in fase di stesura della proposta di legge, il leader di Noi Moderati assicura: «Certo che lo abbiamo fatto, ne abbiamo discusso. La nostra è stata una riflessione seria e molto importante. Le feste nazionali non servono solo per restare a casa ma per riconoscere il il valore di quella determinata festa come momento di unità, di coesione e di riconoscimento di un popolo».

Commenti   

#2 walter 2025-10-11 08:13
Sulle feste pagate trovano accordo politici e sindacati e lavoratori. CGIL scioper per i Palestinesi e non per aumentare le paghe e rivederle anche secondo il merito in Italia. Lavorare meno con la stessa retribuzione e scendere in piazza in sciopero per raccogliere voti è oramai la strada perseguita da Landini. Paese e italiani da rifare? Mariù, la gnocca
#1 walter 2025-10-11 08:02
L’industria dell’auto contro San Francesco festa nazionale. Vavassori: «Ma quali nuove festività, bisogna lavorare di più come i cinesi»
Il presidente di Anfia si schiera contro la decisione di segnare in rosso un'altra casella del calendario. Il settore dell'auto è in crisi e in ritardo rispetto ai competitor asiatici.. 10 Ottobre 2025 - 23:56 Ugo Milano, estratto open.online

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