Vaticano, la Cina ordina i suoi vescovi-Dem crisi identità. assente della manovra finanziaria: l'industria
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italiana Ramaciotti (Crui): "Raccolgo l'appello della ministra Bernini. No alla violenza nelle università"
14.10.2025 estratti da ilfoglio.it lettura4’
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Ramaciotti (Crui): "Raccolgo l'appello della ministra Bernini. No alla violenza nelle università"
Luca Roberto 14 ott 2025
La presidente dei rettori risponde alla lettera inviata dalla titolare del Mur per fermare le occupazioni: "Il diritto a fare ricerca e il diritto allo studio sono i fari guida del nostro operato, le basi delle due missioni fondanti dell’università"
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“Ho chiara la rilevanza della questione sollevata dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, tanto da raccoglierne positivamente le sollecitazioni. Proprio per questo ne discuteremo nella prossima assembla Crui. Personalmente, sono convinta che la violenza, di qualunque tipo essa sia, non può avere cittadinanza nell’università”. A dirlo al Foglio è la nuova presidente della Conferenza dei rettori italiani, Laura Ramaciotti. Si tratta della prima risposta ufficiale della presidente della Crui alla lettera che la ministra Bernini, tramite il suo ministero, ha indirizzato ai rettori per chiedere di agire contro le violenze che si stanno registrando da mesi negli atenei. Un documento che la ministra aveva annunciato alla festa del Foglio a Firenze, nel fine settimana. “Le università rappresentano luoghi di formazione, di conoscenza e di confronto libero e aperto che per la loro stessa natura non possono essere subalterne ad alcuna influenza di carattere polarizzante. Alla luce di tali principi, si invitano le rettrici e i rettori a impiegare ogni mezzo atto a garantire un equilibrato contemperamento tra l’esigenza primaria di tutelare la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto, parimenti fondamentale, di tutte le studentesse e di tutti gli studenti a proseguire regolarmente le proprie attività di studio accedendo liberamente agli spazi universitari”, si legge nella lettera inviata dagli uffici del Mur proprio a Ramaciotti, che si è insediata da poche settimane alla guida della Conferenza dei rettori, dopo aver vinto le elezioni per scegliere il successore di Giovanna Iannantuoni solo lo scorso 25 settembre.
Parlando col Foglio, quindi, Ramaciotti, rettrice dell’Università degli Studi di Ferrara, accoglie positivamente l’appello di Bernini. E spiega qual è la sua posizione sul tema. “La libertà di espressione è e deve rimanere un diritto fondamentale. E’ tuttavia necessario armonizzarla con il diritto, di pari peso, dei tanti, studenti e docenti, che desiderano e ci chiedono di proseguire le attività accademiche.
Il diritto a fare ricerca e il diritto allo studio sono i fari guida del nostro operato, le basi delle due missioni fondanti dell’università”, dice la presidente della Crui. Proprio in queste settimane erano stati diversi i casi di studenti e dottorandi che avevano denunciato l’impossibilità di procedere con la didattica, visto che molti atenei, da quello di Genova passando per Torino e la Sapienza di Roma, hanno dovuto fare i conti con occupazioni che si sono protratte per giorni. Ma ancora ieri, nonostante l’accordo di pace sottoscritto tra Israele e Hamas e la fine delle ostilità militari a Gaza, la sede della facoltà di Scienze politiche dell’Alma Mater di Bologna è diventata il teatro di una nuova occupazione da parte dei collettivi pro Pal. Anche per questo Bernini, che la scorsa settimana era stata contestata all’interno dell’Università degli studi di Siena, ha chiesto formalmente ai rettori una presa di posizione forte per arginare le interruzioni didattiche che rischiano di compromettere le sessioni accademiche. Lanciando, per l’appunto, l’iniziativa ribattezzata dal Mur “Liberiamo le Università”.
Ramaciotti, che è un’economista, è stata eletta nel 2021 alla guida dell’Università di Ferrara. Ma già nel mandato Iannantuoni aveva ricoperto un incarico nella giunta direttiva della Crui, con delega a Bilancio, Economia e Finanza delle Università. All’interno del suo ateneo l’approccio è sempre stato orientato alla discussione e alle aperture reciproche, anche sul conflitto israeliano-palestinese. E le richieste di boicottaggio che le sono arrivate sul tavolo del Senato accademico sono state respinte. “L’università è un’istituzione che crea ponti a livello internazionale. Qualsiasi interruzione di dialogo è una sconfitta nel collaborare e costruire innovazione e progresso”, aveva specificato. “Certo, bisogna comunque selezionare e guardare bene le finalità di questi accordi. Ci concentriamo molto su Israele e Palestina ma abbiamo altri focolai di guerra, secondo me va guardato bene caso per caso”. Oggi però, alla guida dei rettori, si fa promotrice di un passo in più, per la sicurezza all’interno degli atenei. Questo perché, come ribadito al nostro giornale, “la violenza, di qualunque tipo essa sia, non può avere cittadinanza nell’università”. E soprattutto, “il diritto a fare ricerca e il diritto allo studio sono i fari guida del nostro operato”. A livello di Crui se ne inizierà ufficialmente a discutere in giunta e in assemblea, in programma domani e dopodomani.


