1-L'Arci vara "Islam insieme". E ora si converte al Corano. 2-L'accusa. La Cgil di Landini esulta

per la liberazione dell'imam Shahin. Fdi: "Quale vantaggio per i lavoratori. 3-Il piano contro il governo

16.12.2025 Galici, Balsamo, da ilgiornale.it lettura 5’

1-L'Arci vara "Islam insieme". E ora si converte al Corano

Un ente per promuovere la cultura arabo-musulmana. Corsi sulla lingua. E percorsi spirituali sul Ramadan

Francesca Galici 16 dicembre 2025 - 05:00 ilgiornale.it

Da Marx e Lenin a Maometto. Dal "Manifesto" al Corano. L'Arci, acronimo di Associazione ricreativa e culturale Italiana, con un milione di iscritti in tutto il Paese e quasi 5mila circoli, è la più grande associazione di promozione sociale d'Italia per numero di aderenti e diffusione sul territorio. E sembra essersi convertita all'islam.

Sotto l'egida dell'Arci di Avellino ora opera infatti anche "Islam Insieme" un'associazione che nello statuto, all'ultimo punto delle sue finalità, ha la "promozione della cultura arabo-islamica e dei principi di dialogo interculturale".

Nel loro sito si legge che l'obiettivo è la coltivazione della "bellezza della spiritualità islamica per la trasformazione collettiva" con incontri online, webinar e spazi di ascolto. "Islam Insieme" sta già lavorando al prossimo Ramadan, che qust'anno cadrà tra febbraio e marzo e marzo 2026, e propone un "mini corso gratuito" su Zoom sui "quattro livelli della purificazione del sé" in programma a partire da febbraio e per tutta la durata delle celebrazioni. Il "corso di Ramadan" gratuito è inserito tra le proposte per i soci ma per tutti vengono organizzati "webinar a tema per approfondire l'Islam".

Infatti, quello sul Corano non è l'unico corso che viene proposto da "Islam insieme", perché viene proposta anche una "madrasa" in cui si trovano una serie di corsi che più che essere orientati a chi conosce la cultura islamica, perché la vive in famiglia o, comunque, ce l'ha come cultura e tradizione radicata, si rivolge a chi si avvicina per la prima volta alla religione di Maometto. Ovviamente, i corsi non sono gratuiti (chi è socio di "Islam Insieme" ha però lo sconto del 20%) tranne uno, anzi due: cos'è il Corano e lo studio dell'arabo associato al Corano. L'idea di base sembra essere quella di voler avvicinare i curiosi alla religione di Maometto per poi confidare nel loro interesse per la prosecuzione. Si tratta di una sorta di percorso che viene proposto per arrivare a essere introdotti "all'esegesi del Corano e alle scienze ad essa connesse" e sono studi che si svolgono esclusivamente online che hanno anche il supporto di una "guida spirituale qualificata".

I dati più recenti forniti dall'Ucoii in relazione ai convertiti all'Islam in Italia sono datati e risalgono a oltre 10 anni fa, quando si parlava di circa 70 mila persone che, nel nostro Paese, avevano scelto di lasciare la religione cattolica per abbracciare quella islamica: sono numeri antecedenti il boom dei predicatori social e oggila stima delle conversioni per la sola Italia è ragionevolmente molto pià elevata. Lo studio del Corano e dell'arabo a esso associato è il primo passo di questo percorso spirituale, anche perché il numero dei matrimoni misti è in aumento nel nostro Paese, soprattutto in relazione alle donne cattoliche che sposano uomini musulmani e chiamate a cambiare religione.

L'associazione "Islam Insieme", sotto le insegne dell'Arci, propone le fondamenta per chi vuole intraprendere il percorso di ingresso nella religione islamica, con tanto di Jumuah online che, una volta al mese promette di riproporre "l'atmosfera della preghiera del venerdì", irrinunciabile per i fedeli di Maometto.

 

2-L'accusa. La Cgil di Landini esulta per la liberazione dell'imam Shahin. Fdi: "Quale vantaggio per i lavoratori?"

Shahin è libero "perché non è pericoloso", la linea del sindacato di Landini. FdI in tackle: "Non ci stupisce"

Massimo Balsamo 16 dicembre 2025 - 11:18

Il copione è sempre lo stesso: la Cgil riesce ancora una volta a spostare il baricentro lontano da fabbriche, salari e contratti per infilarsi a gamba tesa nel campo dell’ideologia. Stavolta il sindacato di Maurizio Landini si è fatto notare per l’esultanza legata alla liberazione dell’imam di Torino Mohamed Shahin, un’euforia tale da sembrare una vittoria sindacale, un avanzamento dei diritti dei lavoratori o chissà quale progresso civile.

Il punto, però, non è solo la notizia in sé, ma il riflesso automatico di un sindacato che sembra aver smarrito ogni bussola.

Invece di interrogarsi sull’opportunità politica e sociale di certi messaggi, la Cgil sceglie di schierarsi - per l'ennesima volta - dalla parte più rumorosa e ideologica del fronte radicale. Dopo aver partecipato a iniziative e sit-in, il sindacato ha parlato apertamente di “vittoria per la comunità torinese e per lo stato di diritto” a proposito della decisione della Corte d’appello. Senza ovviamente citare le posizioni dell’egiziano, dal 7 ottobre alla situazione a Gaza. E non è tutto. Nel giustificare la contentezza, la Cgil ha tenuto a precisare che Shahin è libero “perché non è pericoloso”, riporta Repubblica. Con buona pace del giudizio del Viminale e delle autorità.

Chi è Mohamed Shahin, l'imam di Torino liberato dai giudici e cosa aveva detto sul 7 ottobre

Non stupisce quindi che da Fratelli d’Italia arrivi una replica durissima, che mette il dito nella piaga di una deriva ormai strutturale. Le tutele sociali sono ormai un lontano ricordo, la Cgil pare più interessata a competere con centri sociali e sinistra radicale nella gara a chi alza di più i toni. A sintetizzare questa critica è il senatore Alberto Balboni, responsabile nazionale del dipartimento Legalità e Sicurezza del partito del premier Meloni: "Sui quotidiani di oggi la Cgil esprime 'profonda gioia’ per la liberazione dell'Imam di Torino Mohamed Shalin, rilasciato per ordine della Corte d'Appello dal Cpr di Caltanissetta, dove era trattenuto in attesa dell'espulsione. Faccio molta fatica a capire quale vantaggio porti ai lavoratori italiani permettere che Shalin torni a diffondere odio dal pulpito della Moschea di Torino predicando che la strage del 7 ottobre non è stata "violenza" ma una "reazione legittima". E proprio nel giorno dell'ennesima terribile strage antisemita compiuta in Australia da estremisti islamici”. Balboni ha poi rincarato la dose: “Ma, in fin dei conti, da un sindacato che fa a gara con i centri sociali, con Fratoianni e con la Salis a chi la spara più grossa e con il proprio leader che incita alla 'rivolta sociale’, cosa ci si potrebbe aspettare di diverso?".

Ma la linea della Cgil non sorprende più nessuno. Ma i delusi sono parecchi e non solo i lavoratori. Intervistato dal Foglio, l’ex portavoce Massimo Gibelli non ha utilizzato troppi giri di parole: “In questa Cgil non mi riconosco più”. Il regno Landini – che lo mise alla porta nel 2023 – è stato semplicemente stroncato: “Una Cgil che abbandona la centralità del mondo del lavoro per un sociale indistinto e protestatario. Ma così si è destinati alla marginalità come sindacato e all’irrilevanza come partito politico”.

- 3-Il piano contro il governo

L'imam di Torino Shahin a casa in un'altra città. E il M5S ora punta a liberare due palestinesi

Alla Camera i grillini organizzano un convegno per chiedere la liberazione immediata di Anan Yaeesh, cittadino palestinese da gennaio 2024 nel carcere di alta sicurezza di Melfi, e di Ahmad Salem, in carcere da 7 mesi in Italia per aver chiamato alla mobilitazione contro Israele. Ascari: "Ribadiamo il no alla deportazione e ai Cpr, denunciare il genocidio commesso da Israele non è un crimine"

Nico Di Giuseppe 16 dicembre 2025 - 13:56 ilgiornale

L'imam di Torino Shahin a casa in un'altra città. E il M5S ora punta a liberare due palestinesi

Si è riunito con la famiglia Mohamed Shahin, l'imam torinese tornato ieri in libertà dopo un periodo di trattenimento nel Cpr di Caltanissetta a seguito di un provvedimento di espulsione del ministero dell'Interno. L'uomo, come si apprende da persone informate a lui vicine, non è a Torino ma in un'altra località del Nord Italia

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