Assistenti giovaniIl. Pd young di Boccia, e la vecchia sinistra che vuole parlare ai ventenni
- Dettagli
- Categoria: Italia
Schlein e i suoi vorrebbero i voti degli under-25 ma senza una vera agenda su scuola, lavoro e futuro.
Mario Lavia 24.12.2025 linkiesta.it lettura3’
Tra slogan generazionali e dirigenti stagionati, il rischio è inseguire un elettorato che continua a non farsi trovare
Un Pd young? A leggere le parole di Francesco Boccia («Boccia young») riportate dal Foglio sembra di capire che il relativamente giovane gruppo dirigente schleiniano punti a ringiovanire sé stesso per meglio andare a caccia dei voti degli elettori under-25. Proposito lodevole. Anzi, necessario anche se non sufficiente. Se non altro perché i giovani sono pochi rispetto a una volta, quando effettivamente il voto giovanile a favore della sinistra determinò un forte cambiamento politico: era mezzo secolo fa.
Comunque, siccome non si butta via niente, ben venga una rinnovata attenzione della sinistra verso queste giovani generazioni delle quali nessuno, almeno tra i politici, riesce ad acciuffare quel filo rosso che ne faciliti l’interpretazione delle domande. Cosa chiedano i ventenni di politicamente fattibile non è chiaro ai politici di oggi, nati e cresciuti in un altro mondo, quando si usava il Bignami e non l’intelligenza artificiale.
A dire il vero sono anni che il Partito Democratico, e in generale la sinistra, non mette la testa su programmi specifici sulla condizione giovanile: su scuola, università, ricerca, innovazione tecnologica si è prodotta poca roba. Meglio con il salario minimo, ma contro la precarietà, il lavoro nero, la qualità del lavoro non c’è molto, e così sulla casa, sulla vivibilità delle città.
Quali siano state le grandi campagne del Partito democratico (o per altri versi della Cgil) su questi temi nessuno saprebbe dire. E l’immagine del Partito democratico è accattivante per i giovani? Uhm.
Certo c’è lei, Elly Schlein, che ha tutte le caratteristiche per parlare alle nuove generazioni, ma che stranamente nei suoi ormai quasi tre anni di leadership non ha dedicato molto tempo al rapporto con i giovani, finendo così per assomigliare troppo ai politici tradizionali, anche per il fatto che nella vita interna del partito lei ha valorizzato usurati cacicchi e attempati capicorrente più che sollecitare un reale rinnovamento. Al massimo si è occupata dei Giovani democratici, che a quanto sembra è più vecchia della Fgci di Massimo D’Alema e Walter Veltroni. Oppure, la segretaria e i suoi flotilleros hanno inseguito il movimento ProPal, ma senza ricavarne né un dividendo elettorale né un maggior ascolto politico, e null’altro è stato fatto.
Mentre c’è da chiedersi quanto sia fresca l’immagine generale del partito di Schlein e quella più specifica dei suoi dirigenti, che a occhio non si presenta come particolarmente smagliante e non solo perché gli esponenti più noti del Pd giovanissimi non sono, a partire proprio da Boccia, cinquantasette anni, che si scaglia contro «i Matusalemme che ci spiegano cosa Elly deve fare, questi ferrivecchi…» (ma chi, Romano Prodi? O magari qualche senatore del Partito democratico non uso a obbedir tacendo?). Un Boccia a sorpresa rottamatore in cerca dei voti dei diciottenni.
Il fatto che i giovani non vadano a votare è particolarmente allarmante per un partito di sinistra che vuole cambiare le cose, e dunque avrebbe bisogno di un vento nuovo che però non riesce minimamente a alzare, con il rischio persino che una certa arietta giovanile possa soffiare nelle vele di Giorgia Meloni malgrado guidi un partito vecchio nell’anima ancora prima che all’anagrafe. Questo sì sarebbe uno smacco storico per la giovane Elly e i suoi neo-rottamatori, peraltro ancora piuttosto lontani dal quaranta per cento di quel rottamatore.



Commenti
Mauro
Pd nella bufera in Campania; miracolo del governo con la manovra di Bilancio e il report anti Italia sull'islamofobia. Questo e molto alto su il Giornale in edicola. estrattoIl Giornale 24 dicembre 2025 - 07:15
RSS feed dei commenti di questo post.