CARI RUSSI, NON PRENDIAMO LEZIONI DI DEMOCRAZIA DA UN REGIME AUTORITARIO –

DELLA POLITICA ITALIANA E DELLA VITA PUBBLICA IN GENERALE”…

26 dic 2025 08:48 dagospia lettura4’

LA SCUSA È LA CONTESTAZIONE PACIFICA DI UN GRUPPO DI ATTIVISTI E RADICALI A UN EVENTO PRO-RUSSO ORGANIZZATO DALL’ANPI ALL’UNIVERSITÀ DI NAPOLI, CON OSPITI I PUTINIANI ALESSANDRO DI BATTISTA E ANGELO D’ORSI – CALENDA: "BUFFONI, RAPPRESENTANO UN REGIME FASCISTA, IMPERIALISTA E ASSASSINO, E SI LAGNANO PER UNA CONTESTAZIONE PACIFICA" - L’UNICO RISCHIO CHE ESISTE, NON È L’UCRAINIZZAZIONE DELLA POLITICA, MA LA DIFFUSIONE DELLE MENZOGNE DEL CREMLINO, COMPLICI TALK SHOW E ISTITUZIONI...

Da www.adnkronos.com

L'ambasciata russa attacca l'Italia per il rischio di "ucrainizzazione della politica italiana e della vita pubblica in generale". La presa di posizione arriva dopo l'episodio avvenuto il 22 dicembre all'università Federico II di Napoli, dove è stata organizzata dalla sezione locale dell'Anpi conferenza 'Russofilia, russofobia, verità'.

Nella ricostruzione dell'ambasciata, che trova spazio anche sulla Tass, "gruppo di personalità pubbliche italiane" avrebbe subito "vessazioni". "Sebbene l'Ambasciata non abbia specificato i nomi dei partecipanti, l'evento ha suscitato un'ampia discussione sui social network locali", secondo la Tass.

Alla conferenza hanno partecipato il professor Angelo d'Orsi e l'ex deputato M5S Alessandro Di Battista: per la Tass, "sarebbero stati aggrediti da nazionalisti ucraini, coadiuvati da attivisti italiani, inclusi esponenti del partito +Europa". I video diffusi sui social mostrano la presenza di persone all'evento, intenzionate a porre domande sulla situazione in Ucraina. All'esterno della sala, si intravedono scene di tensione.

Calenda: "Buffoni si lagnano per contestazione pacifica"

"Questi buffoni dell’Ambasciata russa, rappresentanti di un regime fascista, imperialista e assassino, si lagnano per la contestazione pacifica fatta ad un gruppo di loro accoliti riuniti dall’Associazione Nazionale Pro Imperialisti (ANPI), da parte di militanti di Azione e di Matteo Hallissey", scrive Carlo Calenda, leader di Azione, su X. "Voi li pagate e noi li contestiamo. Fatevene una ragione".

"'Un inquietante episodio di vessazioni': così l'ambasciata russa in Italia descrive il flash mob a cui ho partecipato alla Federico II a Napoli, organizzato da studenti, comunità ucraina e attivisti di Ora!, +Europa, Radicali, Azione e Liberi Oltre", scrive Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei radicali.

"Dopo aver atteso la fine degli interventi di Di Battista e D’Orsi, avevo tentato di porre al professor D’Orsi una semplicissima domanda, alla quale peraltro ancora non ha risposto: cosa ci faceva due mesi fa a Mosca ad applaudire Putin alla cerimonia per i 20 anni di Russia Today.

Per Mosca, questo episodio non sarebbe altro che il sintomo della pericolosissima 'ucrainizzazione' del nostro Paese che, un invio di aiuti dopo l’altro, starebbe finendo per assomigliare sempre di più a Kyiv. Purtroppo non vedo in Italia dilagare il desiderio di libertà e di democrazia che anima la resistenza del popolo ucraino", prosegue.

"Vedo semmai il fastidio di qualche nostalgico per le domande alle quali non si vorrebbe dover rispondere e che arriva addirittura ad aggredire chi le pone. Un fastidio che mi ricorda molto l’atteggiamento di un certo Paese. E non è l'Ucraina", conclude Hallissey.

Il post dell'ambasciata

Nel post pubblicato su Facebook, l'ambasciata russa esprime preoccupazione per il fenomeno di 'ucrainizzazione' e punta il dito contro esponenti politici italiani ritenuti irresponsabili per aver tollerato tali condotte. "Da parte russa, è sempre stato detto che un appoggio incondizionato ai sostenitori del regime neona­zista e terrorista di Kiev implicasse che all'Italia venissero trasferiti i peggiori rituali e comportamenti che vigono in Ucraina dal 2014: crudeltà, radicalismo, intolleranza, nazionalismo primordiale, repressione del dissenso, xenofobia, et similia", si legge nel post.

"Tutto ciò - col tacito consenso e, di fatto, con la complicità delle autorità - sta inevitabilmente portando all''ucrainizzazione' della politica italiana e della vita pubblica in generale. L'episodio di Napoli lo ha dimostrato in modo particolarmente lampante. E non è la prima volta, ahi noi, nell’ultimo periodo".

Nel post, si fa riferimento anche ai presunti auguri di morte che il presidente ucraino avrebbe indirizzato a Vladimir Putin nel suo messaggio di Natale: "E gli auguri di morte inclusi nel messaggio natalizio del Presidente della giunta criminale e corrotta di Kiev sono un monito eloquente su ciò a cui può portare l’'ucrainizzazione'. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai cittadini italiani che sono oggi vittime dei nazisti ucraini e dei politici italiani irresponsabili che li assecondano", conclude l'ambasciata.

Nel suo resoconto, in relazione all'episodio di Napoli, la Tass denuncia "l'organizzazione di un vero e proprio agguato... Diverse decine di individui, definiti 'ascoltatori', si sarebbero rivelati nazionalisti ucraini, indossando magliette di sostegno all'Ucraina. Il professore e gli organizzatori della lezione, promossa dalla sezione locale dell'Associazione Nazionale Partigiani Italiani, sarebbero stati oggetto di insulti.

L'Ambasciata russa ha ribadito la propria piena solidarietà agli italiani che sarebbero stati vittime di tali azioni, attribuite a nazionalisti ucraini e a politici italiani ritenuti negligenti nel loro dovere di prevenzione".

"Sia il professor d'Orsi che Alessandro Di Battista sono figure pubbliche di rilievo. Essi, unitamente a numerose altre personalità nel campo diplomatico, culturale e politologico, sostengono la tesi di una 'guerra per procura' condotta dall'Occidente contro la Russia attraverso l'Ucraina. Tali personalità si oppongono alla russofobia imposta e alla linea politica ufficiale dei governi italiano ed europeo. Alessandro Di Battista ha recentemente pubblicato un e-book dal titolo "La Russia non è il mio nemico", conclude l'agenzia.

Commenti   

#2 walter 2025-12-26 15:07
propaganda e silenzi Le grottesche accuse russe di “ucrainizzazione” dell'Italia
Dopo le contestazioni al convegno dell’Anpi alla Federico II di Napoli, l'ambasciata di Mosca accusa l’Italia di complicità con i “nazisti ucraini”. Un attacco che va oltre la propaganda e mostra l’ingerenza russa nel dibattito pubblico. Appello degli attivisti a Crosetto e Tajani: “Italia assuma posizione chiara”


L’ultima sortita dell’ambasciata russa in Italia segna un salto di qualità nella strategia comunicativa del Cremlino: non più solo propaganda verso l’esterno, ma una vera ingerenza nel dibattito pubblico interno di un paese europeo. Il pretesto è quanto accaduto il 22 dicembre all’Università Federico II di Napoli, durante un convegno organizzato dall’Anpi dal titolo “Russofilia, russofobia, verità”. Nella ricostruzione dell'ambasciata, che trova spazio anche sulla Tass, un "gruppo di personalità pubbliche italiane" avrebbe subito "vessazioni". All'evento hanno partecipato il professor Angelo d'Orsi e l'ex deputato M5S Alessandro Di Battista: per la Tass, "sarebbero stati aggrediti da nazionalisti ucraini, coadiuvati da attivisti italiani, inclusi esponenti del partito +Europa".

Secondo la ricostruzione russa, rilanciata dall’agenzia Tass, i relatori del convegno sarebbero stati vittime di un vero e proprio “agguato” da parte di nazionalisti ucraini. I video e le testimonianze raccontano però una realtà diversa: studenti e attivisti pro-Ucraina hanno atteso la fine degli interventi per porre domande, venendo poi insultati e, secondo quanto denunciato, anche aggrediti verbalmente e fisicamente da alcuni organizzatori. Altro che repressione del dissenso: semmai, il tentativo di impedirlo. L'evento era già “caldo” prima di iniziare: era stata promossa una petizione su change.org per bloccarlo, mentre Carlo Calenda aveva citato il convegno come un esempio di propaganda putiniana negli atenei, senza sufficiente spazio per le voci di dissenso verso la Russia e la sua politica Enrico Cicchetti 26 dic 2025 ilfoglio.it lettura1’.
#1 walter 2025-12-26 14:25
Pericolose intese
Modi e Putin firmano un accordo per spedire 70 mila lavoratori indiani in Russia. Alcuni finiscono in trincea
In questi giorni iniziano a emergere i dettagli della visita del presidente russo a Nuova Delhi. Tra gli accordi per la mancanza di manodopera di Mosca e "per compensare i deficit dell'economia russa" c'è la crescita dei cittadini indiani nel territorio russo, ma in questo numero s'insinua la guerra in Ucraina. I due studenti morti in Donbas …Priscilla Ruggiero ilfoglio.it

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