Il governo festeggia per l’arresto di Hannoun: Usano la causa palestinese per sostenere

il terrorismo. Le opposizioni non ci stanno: «Dal governo propaganda indecente»

27.12.2025 - 14:52 Alba Romano, open.online lettura4’

Il ministro Piantedosi: «Squarciato il velo su attività che usano la causa palestinese per sostenere il terrorismo». Bonelli attacca: «Così diamo alibi a Netanyahu»

È una politica fratturata a metà, tra l’esultanze del governo e i richiami alla cautela delle opposizioni, quella che nelle scorse ore è stata sorpresa dalla notizia del blitz anti terrorismo della Dda di Genova, che ha portato all’arresto di nove persone, fra cui Mohammad Hannoun, accusato di aver raccolto fondi per Hamas tramite associazioni benefiche. Se Giorgia Meloni e Matteo Piantedosi si stringono alla procura di Genova e alle forze dell’ordine, complimentandosi per il lavoro da loro portato a termine, Pd e Avs insistono affinché le persone arrestate siano tenute distinte dalle centinaia di migliaia di persone che negli scorsi mesi sono scese in piazza a sostegno della Palestina e contro la condotta israeliana a Gaza e in Cisgiordania.

Meloni: «Soddisfazione e apprezzamento»

«Desidero esprimere apprezzamento e soddisfazione per l’operazione che ha consentito di eseguire gli arresti di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, attraverso alcune associazioni, sedicenti benefiche, per oltre sette milioni di euro». Lo ha scritto in una nota la premier Giorgia Meloni, complimentandosi con la procura e le forze dell’ordine che hanno portato al termine gli arresti. «Tra queste, il presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, definito dagli investigatori “membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas” e “vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas”».

Piantedosi: «Operazione significativa»

«È un’operazione molto importante e significativa quella portata a termine stamattina dalla polizia di Stato e dalla guardia di Finanza con l’arresto di nove persone, tra cui il più noto Mohammad Hannoun. Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va sempre riconosciuta in questa fase, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista», ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

L’attacco di Bonelli: «Basta propaganda indecente, è alibi per Netanyahu»

«Il terrorismo va sempre contrastato in ogni sua forma, chiediamo che oggi la magistratura faccia piena chiarezza su questa vicenda. Ma la destra la smetta di fare una propaganda indecente». È questo l’attacco che Angelo Bonelli, dettato di Avs, affida a una nota stampa. «I crimini contro l’umanità commessi dal governo Netanyahu sono sotto gli occhi di tutti: oltre 70mila persone uccise, donne e bambini tra le vittime, ospedali bombardati, Gaza rasa al suolo. Crimini che non saranno dimenticati, così come non potrà essere dimenticato il ruolo inaccettabile e intollerabile del governo italiano, che ha continuato a vendere armi, a fornire cooperazione economica e a sostenere chi si è macchiato di questi gravissimi crimini contro l’umanità». Per questo secondo Bonelli «nessuno può permettersi di criminalizzare milioni di persone scese in piazza in questi mesi per dire stop allo sterminio del popolo palestinese, attraverso l’orribile equazione secondo cui chi manifesta per la pace sarebbe amico dei terroristi».

La sfida del Pd: «Attacco a nostro impegno per Gaza? Ne parliamo in tribunale»

Sulla questione si è anche espresso Peppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria Pd: «Piena fiducia verso magistratura e forze dell’ordine. L’inchiesta farà il suo corso, ma il Partito democratico rinnova la più ferma condanna per ogni forma di sostegno e complicità coi terroristi di Hamas, che rappresenta la negazione della prospettiva di una Palestina laica e democratica per cui noi ci battiamo. Contro il terrorismo, le forze politiche dotate di un minimo di contegno istituzionale dovrebbero unirsi invece di fare misere polemiche politiche. È ciò che insegna la storia migliore del nostro paese, che un pezzo della destra sconosce. Chi pensa di strumentalizzare volgarmente questa operazione per gettare ombre sul nostro impegno per la causa palestinese ne risponderà nelle sedi opportune».

FdI: «Avevamo ragione su Hannoun»

Tutti i partiti che sostengono l’esecutivo di Giorgia Meloni si concentrano, in particolare, sull’arresto del presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia. «L’arresto di Hannoun conferma che Fratelli d’Italia aveva ragione nel denunciare la pericolosità di un personaggio che oggi grazie al lavoro condotto dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza viene con chiarezza accertata. Una rete dedita a finanziare l’estremismo e il fondamentalismo islamico di Hamas, colpevole dell’infame attacco del 7 ottobre. Dinanzi a tutto questo cosa diranno la sinistra e il Movimento 5 stelle? In questi anni, infatti, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, addirittura ospitando in convegni alla Camera lo stesso Hannoun», ricorda Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera.

La Lega: «La sinistra non ha nulla da dire?»

Sulla stessa linea anche la Lega, che tramite il deputato Igor Lezzi incalza le opposizioni: «Ma la sinistra non ha nulla da dire su Mohammad Hannoun, arrestato perchè avrebbe finanziato Hamas? Ricordiamolo: Hannoun ha inneggiato al massacro del 7 ottobre, era in piazza con i Propal. E certa sinistra ha interloquito e invitato questo personaggio che avrebbe raccolto soldi da destinare a una organizzazione terroristica. Attendiamo una chiara presa di posizione, magari delle scuse, da parte di chi, dal podio di una autoproclamata superiorità morale, si è permesso di dare lezioni con accanto un soggetto di questa risma».

Più moderato il commento di Forza Italia, con il senatore Maurizio Gasparri che fa i complimenti «al ministro Piantedosi e alle forze di polizia impegnate nell’attività investigativa riguardante esponenti finanziati da Hamas in Italia. L’arresto di nove persone tra cui Hannoun rappresenta un ottimo risultato ed è frutto di una costante attenzione nei confronti dei predicatori di odio che non possono agire impunemente nel nostro Paese»

Commenti   

#2 walter 2025-12-27 19:50
…. sul presunto «genocidio di Gaza» non era solidarietà, né attivismo: era una campagna di guerra cognitiva vera e propria, costruita per orientare l’opinione pubblica, legittimare l’odio e alimentare una gigantesca macchina di finanziamento del terrorismo. In quella narrazione sono caduti centinaia di politici, attivisti e intellettuali italiani, trascinando con loro milioni di cittadini, lettori e spettatori, ridotti a pedine inconsapevoli di una strategia più grande, lucida e criminale.È questo lo spartiacque tracciato dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova…estratto Aldo Torchiaro
27 Dicembre 2025 alle 11:53 ilriformista.it
#1 walter 2025-12-27 15:25
...Chi è Mohammad Hannoun
Muhammad Mahmoud Awad è conosciuto come Mohammad Hannoun, nato nel 1962, architetto, ma presidente a tempo pieno dell’Associazione dei palestinesi in Italia, tra le più importanti nel nostro Paese, e leader di altri gruppi del genere, colpito in passato già due volte da sanzioni del Dipartimento del Tesoro statunitense in quanto figura centrale nel finanziamento di Hamas in Europa. Nel 2024 le autorità italiane gli hanno notificato un foglio di via da Milano, per accuse di istigazione all’odio. Inchieste giornalistiche – condotte in particolar modo dal Tempo – hanno rivelato i suoi legami con le Flotille anti–israeliane, per cui ha iniziato a raccogliere finanziamenti fin dalla prima edizione del 2010, anche grazie ai suoi contatti con Zaher Birawi, attivista palestinese-britannico residente a Londra e figura chiave della Flotilla, con l’avvocato Suleiman Hijazi e con Francesca Albanese. In risposta alle inchieste giornalistiche che lo riguardavano, Hannoun non aveva solo minacciato querele: ai giornali che “lo tormentavano” sono arrivate minacce anonime assai concrete. Hannoun ha di solito mantenuto un profilo basso e sostenuto di essere inoffensivo, ingiustamente perseguitato. Durante la manifestazione del 21 ottobre a Milano, ha giustificato la morte delle centinaia di palestinesi uccisi a sangue freddo da Hamas dopo la tregua, urlando dal palco: “Tutte le rivoluzioni del mondo hanno le loro leggi. Chi uccide va ucciso, i collaborazionisti vanno uccisi. Oggi l’Occidente piange questi criminali, dicono che i palestinesi hanno ucciso poveri ragazzi. Ma chi lo dice che sono poveri ragazzi?”. Resta il dubbio se i “collaborazionisti” da uccidere siano solo i dissidenti da Hamas a Gaza, o magari anche in Italia.
Redazione il Riformista.it

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata