DAZI E CAZZI NELLA MAGGIORANZA Borghi esulta per i dazi EU
- Dettagli
- Categoria: Italia
Crosetto non è partita Milan Inter. I colpiti sono nostri maggiori partner commerciali
18 gen 2026 09:00 dagospia.com lettura2’
– IL SENATORE LEGHISTA CLAUDIO BORGHI ESULTA PER I DAZI IMPOSTI DA TRUMP AGLI OTTO PAESI EUROPEI CHE HANNO INVIATO TRUPPE IN GROENLANDIA: “VADO A FESTEGGIARE”. E IL CARROCCIO SUL SUO ACCOUNT UFFICIALE ATTACCA L'ASSE FRANCO-TEDESCO: “LA SMANIA DI ANNUNCIARE L’INVIO DI TRUPPE DI QUA E DI LÀ RACCOGLIE I SUOI AMARI FRUTTI” – PER TUTTA RISPOSTA, IL MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO, RIFILA UNA BORDATA AI LEGHISTI: “NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE NELL'INDEBOLIMENTO ECONOMICO DI NOSTRI ALLEATI, CHE SONO ANCHE TRA I NOSTRI MAGGIORI PARTNER COMMERCIALI. NON STIAMO FACENDO IL TIFO TRA MILAN E INTER...”
Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”
L'esultanza espressa dalla Lega ai nuovi dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump contro Francia e Germania apre una nuova frattura politica nella maggioranza di governo. L'ennesima sul fronte della politica estera tra il Carroccio e gli alleati Fratelli d'Italia e Forza Italia.
Il tweet del senatore leghista Claudio Borghi, che annuncia di «andare a festeggiare» i dazi, viene accolto con irritazione in ambienti di governo. Ma non è stato il solo. Prima ancora c'era stato il post pubblicato dall'account ufficiale del partito del vicepremier Matteo Salvini: «Altri dazi di Trump? La smania di annunciare l'invio di truppe di qua e di là raccoglie i suoi amari frutti. Bene per l'Italia essersi chiamati fuori da questo bellicismo, parolaio e dannoso, dei deboli d'Europa».
La replica del ministro della Difesa Guido Crosetto è secca e lascia pochi spazi alla cortesia istituzionale: «Non c'è nulla da festeggiare nell'indebolimento economico di nostri alleati che sono anche tra i nostri maggiori partner commerciali e industriali», dichiara il ministro. «Non stiamo facendo il tifo tra Milan e Inter – aggiunge – e quindi dovremmo auspicare che tra i nostri alleati prevalgano dialogo e buon senso. E quando non accade, lavorare per ricrearlo».
[...] «In un mondo polverizzato – prosegue – dove si torna alla logica dell'"ognuno per sé e Dio per tutti" o a quella della potenza militare e delle risorse naturali, noi non siamo un vaso di ferro». Una presa di distanze politica rispetto all'esultanza leghista.
Le misure minacciate dal tycoon, infatti, non nascono certo da una nuova stretta protezionistica, ma come conseguenza punitiva alle posizioni assunte da Parigi e Berlino sulla Groenlandia e sull'ipotesi di un rafforzamento della presenza militare europea nell'area. Ed è proprio questa natura ritorsiva a rendere più evidente il disagio di una parte dell'esecutivo italiano.
In questo quadro, è il messaggio di Crosetto, plaudire alle sanzioni contro due Paesi alleati dell'Italia significa accettare una dinamica che rischia di colpire anche Roma, sia sul piano economico sia su quello diplomatico.
La Lega legge invece la vicenda attraverso una lente diversa: l'ostilità verso l'asse franco-tedesco e la sintonia con l'impostazione trumpiana portano a interpretare lo scontro come un regolamento di conti legittimo, in cui ogni difficoltà di Parigi e Berlino viene vista come un riequilibrio dei rapporti di forza europei. Una posizione che però entra in tensione con la linea più prudente di Fratelli d'Italia e di una parte di Forza Italia. [...]


