Giornata della memoria, le iniziative pro-Pal per oscurare il ricordo di un popolo perseguitato
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Numerosi eventi a sostegno della Palestina organizzati il 27 gennaio. Kermesse per Gaza in Toscana con Cgil alla guida.
Giuliano Cazzola 27 Gennaio 2026 alle 11:19lettura3’
Schiaffo del Pd sul ddl antisemitismo
Anche quest’anno le iniziative dedicate alla liberazione della Palestina e contro le azioni genocidarie dei nuovi nazisti cercano di macchiare una ricorrenza solenne come la Giornata della Memoria. Quasi a voler distogliere l’attenzione dallo stesso ddl antisemitismo, sul quale oggi si aprirà simbolicamente la discussione generale per la scelta del testo base, che ha creato non poche divisioni tra i dem.
Sul “diversivo pro-Pal”, l’Associazione 7 ottobre racconta dell’impresa della Cgil Toscana, che costituisce un palese esempio della falsificazione della storia. Dal 24 gennaio al 1° marzo, si svolgerà a Massa una rassegna di iniziative dedicate alla Palestina e a Gaza: 4 mostre e 28 eventi, in un fitto calendario che coinvolge associazioni schierate su queste tematiche, come Gaza Palestina Fuori Fuoco, e che ha ricevuto anche il patrocinio della Provincia di Massa-Carrara e del Comune di Carrara. La prima mossa della kermesse filopalestinese ha avuto luogo sabato scorso con una manifestazione contro la chiusura delle indagini da parte della procura a carico di 37 persone, tra cui alcuni sindacalisti, per i fatti avvenuti il 3 ottobre durante un’iniziativa a favore di Gaza. Dal palco il segretario generale Cgil Toscana, Rossano Rossi ha affermato: ‘’Oggi siamo qui intanto per rimarcare le ragioni delle mobilitazioni per la Palestina, perché il genocidio è tutt’altro che finito e il massacro sta ancora andando avanti”. Poi ha aggiunto: “E poi perché ci sentiamo partigiani della Costituzione in quanto oggi viene messa in discussione la libertà di protestare. Oggi la posta in palio è l’essenza della Costituzione”.
La Cgil ha un blasone da onorare; non può mettersi alla coda dell’estremismo pro-Pal soprattutto quando è possibile scaricare giustamente l’accusa di antisemitismo sui regimi nazifascisti responsabili della Shoah. Nella Giornata della Memoria si svolgeranno, magari in accordo con l’Anpi, altre iniziative corrette con qualche punta di veleno verso gli antenati di coloro che sono ora al potere e che, nonostante abbiano ricevuto il battesimo nelle acque del Giordano, sono sempre all’indice per il loro peccato originale. Ma non sarà del tutto negativo se anche quest’anno – come negli anni dopo il 7 ottobre e la reazione israeliana – verrà sfrondata l’ipocrisia che è insita nella Giornata del 27 gennaio: un’occasione per piangere gli ebrei sterminati e per salvarsi così la coscienza per l’ostilità verso quelli vivi nel loro focolare nazionale: un’ostilità verso Israele che in certi settori dell’opinione pubblica e delle forze politiche non è mai venuta meno in occasione di tutti i governi (compresi quelli dei laburisti), di tutte le guerre, intifade, jihad, risoluzioni di condanna susseguitesi dal 1947 ad oggi. Perché lo Stato ebraico è sempre stato un pezzo di Occidente in partibus infidelium nonché stretto alleato degli Usa. La guerra nella Striscia ha sdoganato l’antisemitismo.
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Non c’è più la necessità di dissimulare questa ‘’malattia dell’anima’’ con lo schermo di Israele. Ora ci si sente legittimati a dare la caccia agli ebrei in quanto tali (come è accaduto in Australia). Se proprio si avverte la necessità di un alibi, è sufficiente evocare il sionismo, uno stigma che è divenuto sinonimo di antiebraismo, dal momento che, per essere definiti sionisti, basta credere nell’esistenza di Israele, magari persino nella soluzione due popoli due Stati. Siamo arrivati a un punto per cui non solo tutti gli ebrei sono considerati sionisti, ma anche i non ebrei della Sinistra per Israele o dei riformisti del Pd. La vicenda del ddl a prima firma Delrio sull’antisemitismo è allucinante. Una delle principali preoccupazioni del gruppo dirigente del Pd è quella di non poter più insultare impunemente Israele, senza incorrere in una sanzione che non è penale ma solo etica. In proposito è giusta e opportuna la reazione di Walter Mehgnagi della Comunità ebraica di Milano: “Quello del Pd è uno schiaffo alla Memoria. Ma se non vogliono difendere gli ebrei vivi allora evitino di venire a commemorare gli ebrei morti’’.


