Lettere al direttore Buttarla in caciara rischia di far perdere il Sì al referendum

La Bce a febbraio mantiene i tassi invariati e conferma le aspettative del mercato

07 feb 2026 Claudio Cerasa ilfoglio.it lettura3’

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Il monito di Fiano: "Senza un partito che li guidi, i giovani credono ad Albanese"

Al direttore - Nel video amatoriale di un giovane esponente del Pd di Ancona, diffuso a tradimento nel 2017, mentre l’autore era in lizza per la segreteria provinciale dei giovani dem, ma realizzato tre anni prima, un fantomatico profumo trasformava in gay qualsiasi maschio lo usasse. Pura goliardia, fu l’imbarazzata giustificazione, mentre nel partito e fuori dilagavano grandi proteste e relative richieste di pentimenti, sconfessioni, scuse e abiure. Dalla farsa alla tragedia. I giovani dem di Bergamo che portano in piazza lo slogan “meglio maiale che sionista”, con tanto di disegno degno della rivista nazista antisemita Der Stürmer, hanno di malavoglia eliminato dai loro social quell’immagine dopo la protesta di Emanuele Fiano, ma rivendicano l’idea che c’è dietro: “L’antisionismo non è antisemitismo”, proclamava ancora ieri il loro segretario. Non si tratta di ignoranza, come spera Fiano. Basta consultare un dizionario per sapere che sionista significa sostenitore dell’esistenza di uno stato ebraico. Né ignoranza né deficit cognitivo: i giovani dem di Bergamo sognano la fine dello stato di Israele, sulla scia di Hamas e degli ayatollah.

Nicoletta Tiliacos

Al direttore - L’iconico motto olimpico recita: “Citius, altius, fortius”. Lo coniò nel 1891 Henri Didon, un sacerdote domenicano francese appassionato di sport. Colpito dalla forza delle tre parole, il suo amico Pierre de Coubertin lo fece subito suo. Il loro senso è questo: “Citius” non significa solo correre più velocemente, ma anche con metodo e acume; “altius” non significa solo puntare in alto nei risultati, ma anche elevarsi spiritualmente e mentalmente rispettando i valori di lealtà e correttezza; “fortius”, infine, non significa solo più forte dal punto di vista fisico, ma anche da quello morale (nel 2021, durante il Covid, è stato aggiunto “communiter”, cioè insieme). Caro Cerasa, ci stavo riflettendo. Pensi che miracolo sarebbe se il motto olimpico diventasse d’incanto la bussola degli atleti del No alla riforma Nordio. Ma io ai miracoli non ci credo. Beninteso, anche qualche atleta del Sì talvolta zoppica. Ma in questo caso è lecito confidare in una pronta guarigione. Perché, fuor di metafora, la politicizzazione della campagna referendaria giova unicamente ai suoi manipolatori, ovvero alla caciara antifascista e della svolta autoritaria.

Michele Magno

La politicizzazione di un referendum è inevitabile. Ma il Sì ha tantissime ragioni da far valere. Ragioni fantastiche, di buon senso, lineari. Meno peso alle correnti, più merito per i magistrati, più terzietà per i giudici, più responsabilizzazione dei pubblici ministeri. Legare il Sì a vicende che non c’entrano nulla, da Garlasco a Crans-Montana, dal Ponte sullo Stretto agli scontri di Torino, non è solo un modo per buttarla in caciara: è un modo per non parlare nel merito, per parlare di fuffa e per perdere il referendum.

Al direttore - Ho sognato e scritto (per errore! Non è un complotto del comitato del Sì) che Carofiglio, al referendum, vota Sì. Ovviamente Carofiglio è il baluardo del No. Cari figli e care mamme perdonate questo umile tipografo…estratto Carmelo Caruso

Al direttore - Giusto segnalare, come ha fatto il Foglio il 6 febbraio, la doppia mossa di Christine Lagarde: il dialogo con la Fed e l’annuncio di una lista di riforme per il Consiglio europeo, a partire dall’unione dei risparmi. Ma in queste occasioni resta in ombra un punto di competenza diretta della Bce. Raggiunto il target del 2 per cento, e scesa l’inflazione anche sotto tale soglia, la Bce dovrebbe chiarire se e come intenda adempiere al mandato previsto dai trattati: sostenere le politiche economiche e l’occupazione una volta garantita la stabilità dei prezzi. L’obiettivo è simmetrico, sopra e sotto il 2 per cento. Bene parlare dei compiti altrui; meglio ancora chiarire i propri….estratto Angelo De Mattia

il bivio

Ancora più a destra o di nuovo al nord? Il futuro della Lega

Dopo l’uscita del generale Vannacci, per il Carroccio è ora di riflettere sull’esperimento nazionalista e la sua identità autonomista. Il partito può scegliere entrambe le strade, ma non può più evitare di scegliere..estratto Carlo Stagnaro ilfoglio.it

Commenti   

#1 walter 2026-02-07 17:02
Schlein detta la linea marziale nel Pd: “Sanno che ci sia una minoranza ma la linea va rispettata”
Il soldato Elly è pronto per la guerra, poche ciance. Il sergente di ferro lo sa: il “nemico” è già in sala
La postura è seria, il lessico solenne, la trincea è aperta. I dettagli fanno la differenza: l’elmetto allacciato sopra il gessato beige, il tono di voce degli annunci “gravi”: insomma il soldato Elly è pronto per la guerra. “Siamo competitivi, possiamo vincere le prossime elezioni”, tuona la segretaria aprendo la direzione del Pd, organismo non troppo frequentato per evitare il confronto interno (l’ultima convocazione quattro mesi fa). Il passaggio determinante sarà quello del 22-23 marzo: “Chiedo il massimo impegno nella campagna referendaria per spiegare nel merito le ragioni del nostro No al referendum”. Traduzione simultanea: poche ciance, ora servono disciplina e ranghi serrati. Il sergente di ferro di stanza al Nazareno lo sa bene: il “nemico” non è solo fuori, è già in sala…. Estratto Aldo Rosati 7 Febbraio 2026 alle 11:02 ilriformista.it

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