Referendum giustizia: ha vinto il No. Meloni: "Rispettiamo la decisione.
- Dettagli
- Categoria: Italia
Avanti con responsabilità" Il No sopra il 53 per cento, mentre il Sì si ferma al 46 per cento.
23 mar 2026 ilfoglio.it lettura6’
Il No sopra il 53 per cento, mentre il Sì si ferma al 46 per cento. Nordio: "Non è un voto politico". Renzi: “Meloni non può fare finta di nulla. Io mi dimisi”. Conte: "Si apre una nuova stagione"
Il referendum svilito
Meloni: "Rispettiamo la decisione. Avanti con responsabilità"
"Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia". Sono le parole di Giorgia Meloni che su X commenta i dati consolidati del referendum, che hanno bocciato la riforma della giustizia del suo governo.
Nordio: "Prendo atto della decisione. Non è un voto politico"
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale". Il ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta così il risultato del referendum sulla Giustizia che ha bocciato la sua riforma costituzionale. "Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia".
Un dato curioso: Treviso, la città natale di Nordio, "boccia" la riforma. Al referendum costituzionale, nel capoluogo della Marca vince il no con il 50,25%, pari a 21.147 voti. Il risultato è in controtendenza rispetto al dato provinciale, dove il sì è al 61,09% provvisorio, e a quello regionale veneto, dove il sì sta vincendo con il 58,12%.
Conte: "Si apre una nuova stagione. Questo è un avviso di sfratto per il governo"
"Si apre una nuova stagione, una primavera politica. I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste. Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma. Conte ha poi aggiunto: "Questo è un avviso di sfratto per il governo".
I dati reali di Eligendo (aggiornati man mano che arrivano)
Si conferma la vittoria del No. Con meno di 2.000 sezioni mancanti, il No è in vantaggio al 53,74 per cento contro il 46,25 per cento del Sì. Lo scarto è di quasi 2 milioni di voti.
In Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia vince il sì
Secondo i dati di Eligendo, il Sì, per il momento, ha vinto soltanto in tre regioni: Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Tutte del nord e tutte amministrate dal centrodestra. In Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Umbria e Abruzzo il risultato è ancora incerto. Invece il No ha vinto nelle altre 13.
Le reazioni dal fronte del Sì. Bignami: "Il risultato non incide sul governo"
"Abbiamo fatto tutto quello che andava fatto. Non faccio nessun processo. Nessun rimprovero agli alleati". Lo ha detto Giorgio Mulè, coordinatore della campagna referendaria di Forza Italia commentando vittoria dei no. Sempre da Fi ha commentato il presidente dei deputati azzurri Paolo Barelli: "È stato voto politico e non nel merito della riforma. Auspichiamo di lavorare con l'opposizione sulla giustizia". Per Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di FdI, è "sempre da accettare il risultato quando gli italiani si esprimono tanto più con una affluenza elevata, che è sempre positiva. Era un provvedimento che noi avevamo nel programma elettorale - ha detto il meloniano - avevamo il dovere di portarlo avanti perché era un impegno che avevamo assunto nei confronti degli italiani e abbiamo chiesto agli italiani di esprimersi". Il risultato del referendum, "non incide sulle sorti del governo. Lo abbiamo sempre detto e lo diciamo ora", ha poi aggiunto. "Viva la democrazia, grande successo di affluenza. Le persone sono state molto coinvolte con messaggi anche non corretti ma comunque c'è stata una partecipazione. Credo che i termini di analisi difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l'abbiamo messa tutta", ha detto il presidente del comitato Sì Riforma Nicolò Zanon nella conferenza stampa sul risultato del referendum. "Alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese. Nessun rimpianto e nessuna critica al modo con cui abbiamo condotto la battaglia", ha concluso.
Le reazioni dal fronte del No. Renzi: “Meloni non può fare finta di nulla. Io mi dimisi”
"Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", ha scritto sul suo account X Giuseppe Conte, leader del M5s, dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. L'ex premier ha seguito lo spoglio nella sede del Movimento a via Campo Marzio. "Il No a sorpresa ha vinto il Referendum", ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi a Radio Leopolda. "Oggi - ha continuato il senatore - si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio molto importante per Giorgia Meloni. Da anni ci racconta di essere benedetta dal popolo ma oggi il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui il governo ha fatto questa riforma. Io non dico che dovrebbe fare Giorgia Meloni, io mi dimisi. La partita di oggi segna la fine del tocco magico di Giorgia Meloni, l'unica cosa che non si può permettere è fare finta di nulla, altrimenti significa che è diventata una donna del palazzo". Renzi ha poi rilanciato la questione all’interno della sua coalizione, sperando “che il centrosinistra vada rapidamente alle primarie”, aggiungendo che “da oggi il centrosinistra è nelle condizioni di vincere le elezioni politiche". Filippo Sensi, senatore dem, è stato lapidario: "Da oggi a Palazzo Chigi c'è una anatra zoppa".
Anche Andrea Orlando, esponente del Pd, ha commentato così la vittoria: "Una vittoria della Costituzione e del Popolo italiano!". I due leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, si sono uniti ai festeggiamenti. “Da qui in avanti cambia il vento, cambia la musica”, ha detto Fratoianni. "Questo risultato dice che l'opposizione esiste – ha aggiunto. È un dato piuttosto clamoroso. C'è un evidente dato politico. Quando tocchi la costituzione c'è una reazione, che chiede di tenere fermo il sistema fondamentale delle garanzie che la destra voleva travolgere. Gli è andata male". Mentre Bonelli ha parlato di “sconfitta politica”. “Oggi - ha detto - è una straordinaria giornata di partecipazione, grazie a tutti gli italiani e a tutte le italiane che hanno difeso la Costituzione". Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha invece chiamato tutti i sostenitori del No a raccolta per celebrare il risultato: "Visto questo bellissimo risultato, questa bella giornata, pensiamo sia utile che verso le 18-18.30 chi ha voglia di festeggiare si trovi in piazza Barberini insieme a noi, è iniziata una nuova primavera nel paese". Il presidente del Comitato della società civile per il No, Giovanni Bachelet, ha esultato per la vittoria dicendo che è stata difesa "l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e anche l'onore della magistratura rispetto a una campagna di denigrazione inqualificabile che minava alla radice la coesione sociale. Questo risultato – ha concluso - serve anche ai nostri avversari, ai Comitati per il Sì che nel lungo periodo saranno contenti di non aver vinto".
Il presidente dell'Anm si è dimesso
Mentre è in corso lo spoglio, arriva la notizia delle dimissioni del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi. Come ha potuto verificare il Foglio, la scelta sarebbe legata a motivi personali slegati dalla consultazione.
.
L'affluenza al 58,9 per cento
Concluso il conteggio, l'affluenza si attesta al 58,9 per cento: uno dei più alti di tutte le consultazioni costituzionali che ci sono state negli ultimi venticinque anni.
L'affluenza regione per regione
Secondo i dati di Eligendo, le regioni con l'affluenza più alta sono state quelle del centro-nord. In tre regioni si è recato a votare più del 65 per cento dei cittadini: Emilia-Romagna (66,73 per cento), Toscana (66,27 per cento) e Umbria (65,05), tutte e tre amministrate dal centrosinistra. A seguire ci sono Lombardia (63,77 per cento), Marche (63,74 per cento) e Veneto (63,45).
Al sud e nelle isole, la partecipazione più alta si è registrata in Molise (54 per cento), Basilicata (53,27 per cento) e in Sardegna (52,21 per cento). In Sicilia il dato più basso: 46,23 per cento.
Il garantismo della nostra Costituzione
Nel giorno del voto sul referendum sulla giustizia, il confronto non riguarda solo la modifica degli articoli 104 e 105 della Costituzione – separazione delle carriere e nuova giustizia disciplinare – ma un nodo più concreto: se e quanto l’attuale sistema rispetti davvero i principi garantisti già scritti nella Carta. Nel dibattito, il fronte del No ha difeso l’intangibilità della “Costituzione più bella del mondo”, mentre i favorevoli hanno insistito su dati difficili da ignorare: circa mille casi l’anno di ingiusta detenzione, valutazioni di professionalità positive per oltre il 99 per cento dei magistrati, richieste dei pm accolte in più del 90 per cento dei casi. Numeri che, per i promotori della riforma, segnalano squilibri reali tra accusa e difesa e un deficit di responsabilità interna alla magistratura. Su questo sfondo si inserisce il voto di oggi, che misurerà non solo l’orientamento degli elettori sulle modifiche costituzionali, ma anche il peso politico di una critica al funzionamento concreto della giustizia italiana.


