Referendum Gli italiani all’estero hanno regalato sorprese al referendum

No vince solo in Europa, altre America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide vince il SI

25 marzo 2026 di L. Becchi, Micol Maccario pagella politica it

Dai 27 cittadini in eSwatini al plebiscito del Sì in Sudamerica, un milione e mezzo di elettori residenti fuori dai confini nazionali si sono espressi sulla riforma della giustizia

L’eSwatini è un piccolo Stato dell’Africa meridionale senza sbocco sul mare, noto per essere uno dei pochi Paesi in cui è ancora al potere una monarchia assoluta, quella di re Mswati III. Eppure, anche da questo luogo remoto e difficile, 27 cittadini italiani hanno deciso di votare al referendum del 22 e 23 marzo, scegliendo “in massa” il Sì, che in questo piccolo stato africano ha superato il 96 per cento; in eSwatini quindi solo un italiano, l’unico o l’unica a votare No, sarà stato contento del risultato finale del referendum. Grande festa invece nello Stato asiatico del Myanmar, dove il No ha trionfato con il 92 per cento delle preferenze (33 voti, contro tre per il Sì), mentre gli italiani in Turchia, forse consapevoli del delicato clima geopolitico della regione, hanno optato per il più diplomatico dei pareggi: 520 voti per il No e 520 per il Sì.

Queste sono solo alcune delle curiosità dal voto degli italiani all’estero, che nel complesso è andato in controtendenza rispetto a quello espresso in Italia, a partire dall’affluenza: su quasi cinque milioni e mezzo di aventi diritto a votare sono stati circa un milione e mezzo, pari al 28,5 per cento degli aventi diritto. Ma soprattutto, fuori dai confini nazionali ha vinto il Sì, con il il 56,3 per cento dei voti, rispetto al 43,6 per cento per il No.

I dati dall’estero

La piattaforma Eligendo, a cura del Ministero dell’Interno, divide il voto degli italiani all’estero in quattro ripartizioni: Europa; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. Tra queste, il No ha prevalso solo in Europa, con il 56,2 per cento dei voti. In America del Sud invece si è registrato il risultato più netto, visto che quasi il 73 per cento degli elettori ha votato Sì. Anche in America settentrionale e centrale ha vinto il Sì, con il 57,6 per cento. Più contenuto il margine nelle aree di Africa, Asia, Oceania, Antartide, dove il Sì ha raggiunto il 53 per cento, contro circa il 47 per cento del No.

Un altro dato interessante è quello relativo alle schede nulle, che per il voto all’estero sono state oltre 120 mila, pari al 7 per cento del totale. È un dato altissimo se lo si confronta con quello italiano, dove le schede nulle sono state solo lo 0,4 per cento, quasi 20 volte di meno (dati di Eligendo rielaborati da Lorenzo Ruffino).

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Il plebiscito del Sì in Sudamerica

Come anticipato, l’America meridionale è l’area in cui il Sì ha ottenuto i risultati più netti. In tutti i Paesi della regione, infatti, la quota di elettori favorevoli alla riforma della giustizia ha superato il 70 per cento. Il risultato “peggiore” per il Sì si è registrato in Brasile, dove il consenso per la riforma della giustizia ha superato di poco il 71 per cento. Dall’altra parte c’è il Venezuela, dove quasi l’87 per cento degli elettori si è espresso a favore della riforma, contro circa il 13 per cento che ha votato No.

In totale, nella regione hanno votato poco più di 600 mila italiani sugli 1,8 milioni di aventi diritto: l’America del Sud è infatti l’area geografica in cui vivono più cittadini italiani fuori dai confini nazionali. L’affluenza, pur con delle differenze, è stata abbastanza simile tra i diversi Paesi dell’area. Si passa da poco più del 21 per cento in Perù a circa il 37 per cento in Argentina, con valori intermedi negli altri Stati della regione, come nel caso del Cile.

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