La regione che invecchia più in fretta di quanto si spopoli

Veneto, 136 nel 2000, oggi tocca quota 212 anziani ogni 100 bambini

Paola Peresin sabato, 11 Luglio 2026 qdpn.it lettura2’

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Il dato più eloquente riguarda l’invecchiamento strutturale. La quota di ultrasessantacinquenni è passata dal 19% del 2005 al 25% del 2025, con una proiezione al 35% entro la metà del secolo; ancora più marcata la crescita degli ultraottantacinquenni, destinati a raddoppiare la propria incidenza, dal 4% all’8%. L’indice di vecchiaia, che negli anni Ottanta si fermava a 62 e saliva a 136 nel 2000, oggi tocca quota 212 anziani ogni 100 bambini: un rapporto che l’immigrazione giovane degli anni Duemila aveva temporaneamente contenuto, prima che la ripresa dell’invecchiamento, dal 2012 in poi, riprendesse il sopravvento. Vale la pena notare che Rovigo e Belluno sono anche le province più anziane della regione, con un’età media rispettivamente di 49,6 e 49,2 anni contro i 47,1 anni della media regionale.

Sul fronte della natalità il crollo è netto: nel 2024 i nati in Veneto sono stati 29.969, un nuovo minimo storico, a fronte di un tasso di natalità sceso dai 10,1 nati per mille abitanti di fine anni Duemila agli attuali 6,3. Il tasso di fecondità totale, che nel 1964 toccava il picco di 2,72 figli per donna, si è ridotto fino a 1,20 nel 2024, ben al di sotto della soglia di ricambio generazionale perduta già nel 1976. Il saldo naturale, positivo fino al 2011, è negativo dal 2012 e si allarga di anno in anno.

A bilanciare, solo in parte, questo declino interviene la componente straniera: 507.487 residenti, pari al 10,5% della popolazione, con una struttura per età nettamente più giovane rispetto a quella italiana e un ruolo che l’Ufficio di Statistica regionale definisce essenziale nel contenimento del declino demografico. Il saldo migratorio 2024 è positivo per 5.541 unità grazie proprio ai flussi dall’estero, ma la regione perde contemporaneamente i propri giovani più qualificati: 7.280 espatri di persone tra i 18 e i 39 anni nel solo 2024, per un saldo netto negativo di quasi 37mila giovani nell’ultimo decennio. La fascia 15-34 anni, pur restando quasi stabile nei dieci anni tra il 2014 e il 2024 (-5.500 unità, -0,6%), deve questa tenuta proprio all’apporto straniero e alla migrazione interna dal Sud.

Il Veneto del 2025 è dunque una regione che non si svuota ma si trasforma: meno bambini, più anziani, più stranieri, meno giovani italiani che restano. Una popolazione che invecchia più rapidamente di quanto si spopoli è il segno più chiaro di un paese che ha smesso di generare futuro dall’interno.

(Autrice: Paola Peresin)

(Foto: Ab. Unsplash.com)

(Articolo di proprietà di Dplay Srl)

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