Nordio e l’avvio dell’istruttoria: è un mio potere

Il ministro nel solco delle sue prerogative. L’iter ancora fermo

Hoara Borselli 18 luglio 2026 - 12:00

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio era pronto ad avviare l’istruttoria per la concessione della grazia a Mario Roggero. Addirittura le agenzie di stampa, nel pomeriggio di ieri, hanno annunciato che la procedura era avviata. Poi però è arrivata la smentita. Il ministro si è fermato perché nel frattempo è giunta la richiesta di grazia firmata dalla moglie di Roggero. Questo cambia le cose nella forma, anche se nella sostanza non cambia niente. Diciamo così: il dado è tratto. Si va avanti. La proposta di grazia è sul tavolo. Nonostante l’intervento dell’altra sera di Mattarella che aveva ricordato che il potere di Grazia spetta solo a lui, affermazione che diversi giornali avevano interpretato come un alt a Nordio.

Al ministero della Giustizia, a via Arenula, a due passi dal Tevere, il clima è sereno. Ieri circolava un libriccino intitolato «l'esercizio del potere di grazia». Andava di mano in mano, e molti funzionari lo leggevano e poi lo rileggevano e poi lo sottolineavano. È un testo scritto da una autorità in materia. Enrico Gallucci. Giurista, magistrato, che da 20 anni è distaccato alla Presidenza della Repubblica, responsabile dell’ufficio «comparto Grazie». Come diceva Sciascia: quando parla lui «è Cassazione». Non si discute.

La domanda che arroventa lo scontro politico è questa: il ministro Nordio si è arrogato poteri che non aveva, immaginando di avviare di sua iniziativa un iter di grazia, usurpando competenze di Mattarella oppure no?

È chiaro che nessuno discute il fatto che il potere di grazia spetti al Quirinale e solo al Quirinale. È lui, il presidente, che decide. Ha ereditato questo potere dal re, e ne è esclusivo proprietario. Nordio questa cosa la sa benissimo. Anche lui sul diritto è abbastanza preparato, visto che vive in quel mondo da una sessantina d’anni. Ma poteva o no Nordio avviare un procedimento?

Ecco qui che un funzionario del ministero mi fa leggere alcune frasi del libretto di Gallucci. Siamo a pagina 81. C ‘è un capoverso sottolineato con l’evidenziatore giallo. Lo ricopio: «...o infine nel caso di apertura di istruttoria ex officio, su impulso del Capo dello Stato o del ministro, la relativa istruttoria deve avere necessariamente corso». Le parole sono chiare: o del presidente o del ministro. Dunque il ministro ha il potere di dare impulso all’avvio di una istruttoria per la grazia. Poche righe dopo si trova una frase che sembra proprio riferirsi al caso di oggi, anche se è stata scritta anni fa. Dice così: «Resta ferma la possibilità per il capo dello Stato o per il ministro di dare avvio d’ufficio all’istruttoria prendendo spunto proprio da istanze a favore della grazia provenienti da soggetti non “legittimati”».

Chi sono i soggetti non legittimati? Tutti quelli che non sono la moglie, o i figlio l'avvocato del richiedente. Per esempio esponenti dell’opinione pubblica, della cultura o della politica.

Loro non possono chiedere la grazia, ma Gallucci spiega che il presidente o il ministro- o il ministro- possono prendere spunto dalle loro richieste per avviare l'istruttoria. Esattamente quello che avrebbe fatto Nordio se nel frattempo non fosse arrivata la richiesta «legittimata» della moglie.

Commenti   

#1 walter 2026-07-19 08:09
Ecco quando Roggero potrà uscire dal carcere coi permessi: la data X
domenica 19 luglio 2026 libero.it

1' di lettura
Mario Roggero, condannato per omicidio volontario, non potrà scontare la pena ai domiciliari nonostante abbia abbondantemente superato i 70 anni. La legge italiana lo consente solo per chi non è stato dichiarato delinquente abituale e per reati non gravi, ma esclude esplicitamente l’omicidio (volontario o preterintenzionale). Per questo Roggero è equiparato a categorie come killer di mafia o autori di violenze sessuali su minori.Da venerdì pomeriggio è detenuto nel carcere di Bollate. Da quel momento è iniziato per lui il percorso penitenziario standard: valutazioni periodiche del comportamento, partecipazione alle attività e dialogo con l’equipe trattamentale guidata da Roberto Bezzi. Il detenuto dovrà compiere una “rivisitazione critica” del proprio vissuto e accettare il senso della condanna, cosa ritenuta particolarmente complessa per chi, come Roggero, si proclama innocente.

Con buona condotta potrà beneficiare di 45 giorni di sconto ogni sei mesi. Dopo aver scontato un terzo della pena potrà ottenere i primi permessi premio e lavorare fuori dal carcere di giorno. Superata la metà della condanna potrà accedere alla semilibertà. Negli ultimi quattro anni di pena, come spiega IlGiornale, potrà chiedere l’affidamento ai servizi sociali, come accaduto ad altri detenuti eccellenti di Bollate (tra cui Alberto Stasi).In sostanza, se il percorso sarà lineare e senza sanzioni, Roggero potrebbe tornare definitivamente libero intorno al 2034

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