Milano, Majorino arruola gli stranieri per vincere le primarie di sinistra

2016, quando si candidò alle primarie della sinistra e arrivò solo terzo. Da allora Majorino ha cominciato a tessere la sua tela

di Andrea Muzzolon 19 luglio 2026 libero.it lettura2’

Pierfrancesco Majorino inizia a sentire la pressione. Le goccioline iniziano a scendere lungo le tempie. E no, il caldo meneghino recentemente scoperto dalla sinistra non c’entra nulla. È un sudore diverso da quello dei bambini ostaggio di scuole con temperature subsahariane. È l’affanno di chi comincia ad aver paura di veder sfumare la candidatura a sindaco di Milano.

Quella che il baffo dem brama dal lontano 2016, quando si candidò alle primarie della sinistra e arrivò solo terzo. Da allora Majorino ha cominciato a tessere la sua tela e ora non vuole farsi scippare l’occasione della vita da sotto il naso. Sa di essere il favorito alle primarie ma la concorrenza non manca, anzi. Ogni giorno spunta un nuovo candidato.

STRATEGIA

Urge quindi mettersi al riparo dalle sortite avversarie. Come? Blindando il voto delle consultazioni interne alla sinistra. «Credo che dobbiamo fare le primarie (ovviamente...) e far votare cittadini d’origine straniera, dal background migratorio insomma, e studenti fuori sede». È questa la ricetta di Majorino: andare a pescare nelle comunità magrebine, arabe e bengalesi.

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La mossa della disperazione per disinnescare gli avversari

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SCOPERTA

Da alcuni mesi, poi, Majorino ha iniziato il giro delle periferie. I “100 incontri per Milano” promossi da “Gente di Milano”, quella che con tutta probabilità diventerà la sua lista civica. Un tour in cui, tra la visita a un’associazione e l’altra, pare aver “scoperto” come sono ridotti i quartieri popolari della città, da San Siro al Corvetto. Situazioni che chiaramente non si sono create per magia, ma sono il frutto di 15 anni di amministrazione del suo partito.

Eppure i toni paiono quelli di chi sta in opposizione da una vita. È proprio lì, tra quelle vie, che il baffo spera di recuperare nuovi elettori - italiani e non - per agguantare la candidatura a sindaco.

Commenti   

#1 walter 2026-07-20 09:50
E' una nuova costante che segna una posizione tecnica elettorale-caccia ai voti-del PD visto che non sfonda nell'elettorato tradizionale. Venezia e alrti comuni insegnano.Ma forse anche fa comprendere le posizioni ufficiali del partito di questi anni sulla ambiguità di posizione circa una politica degli accoglimenti nel nostro territorio nazionale dei richidenti asilo. Questua L.

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