VIVA VAURO! - "NON STO CON RANUCCI PERCHÉ,
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SI È FATTO PARTECIPE DEL TEATRO DELLE VANITÀ CHE HA SOSTITUITO IL GIORNALISMO DA TEMPO...
30.8.2026 dagospia.com lettura 2’
AL DI LÀ DI OGNI QUESTIONE GIUDIZIARIA, CONSAPEVOLMENTE O MENO, SI È FATTO PARTECIPE DEL TEATRO DELLE VANITÀ CHE HA SOSTITUITO IL GIORNALISMO DA TEMPO... RANUCCI, PER QUANTO MI RIGUARDA, POTREBBE CONDURRE ''REPORT'' COME ''GRANDE FRATELLO''. POCO CAMBIA" – IL VIGNETTISTA DE "IL FATTO QUOTIDIANO" (COME LA PRENDERÀ TRAVAGLIO?) NON LA TOCCA PIANO: "PARAGONARSI A MORO, FALCONE E BORSELLINO, QUANDO LUI NON È AFFATTO MORTO IN QUELL’ATTENTATO “AMOROSO” MI SEMBRA L’APICE DI QUESTO TEATRINO DELLE VANITÀ" - AL "CORRIERE", VAURO AGGIUNGE: "AVENDO LETTO QUALCHE PAGINA DEL SUO LIBRO, UNO CHE SI VANTA DI INSIDIARE LE STAGISTE... NON CAPISCO PERCHÉ UN PERSONAGGIO DEL GENERE DEBBA DIVENIRE L’ICONA DELLA SINISTRA'' - L'ULTIMO TOCCO AL CURARO: "UNA COSA SOLA È CHIARA IN QUESTA VICENDA: LO SQUALLORE, LA DESOLAZIONE, IL BASSISSIMO PROFILO DI QUESTI RAPPORTI INTRECCIATI..."
NELLE MUTANDE DI SIGFRIDO – NEL SUO LIBRO “LA SCELTA”, RANUCCI RACCONTAVA LE RELAZIONI CON UNA STAGISTA, LA SVIZZERA KAROLINE, E CON UNA FONTE, L’INSEGNANTE EMILIA
https://www.dagospia.com/cronache/fonti-ranucci-diventavano-suoi-amici-sue-amanti-giornalista-report-480480
Estratto dell'articolo di Natalia Distefano per il "Corriere della Sera"
SIGFRIDO RANUCCI SAN SEBASTIANO MARTIRE - MEME
«Non sto con Ranucci perché, al di là di ogni questione giudiziaria, consapevolmente o meno, si è fatto partecipe del teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo da tempo». Vauro, vignettista, da sempre refrattario agli ordini di scuderia, rifiuta di arruolarsi nella crociata a difesa dell’ex conduttore di Report .
Cosa gli rimprovera?
«Il narcisismo. Così spinto da autoproclamarsi martire. Si è paragonato a Moro, Falcone e Borsellino. Voglio dire: Ranucci sostiene che Lavitola abbia dei problemi psicologici, e probabilmente è vero, ma si vede che chi ha problemi psicologici si attrae a vicenda. Paragonarsi a delle vittime di mafia, quando lui non è affatto morto in quell’attentato “amoroso”, stando a come lo racconta Lavitola, mi sembra l’apice di questo teatrino delle vanità.
Sono convinto che Ranucci non abbia organizzato da solo il suo attentato, ma non capisco perché un personaggio del genere debba divenire l’icona della sinistra, se di sinistra si può parlare. Non lo attacco né lo difendo, però avendo letto qualche pagina del suo libro, uno che si vanta di insidiare le stagiste...».
Questione di etica?
«Non sono un moralista ma non mi pare il caso di vantarsi di certe cose. È questione di statura della persona. Lui è anche bassetto, ma insomma, non è a quello che mi riferisco. Una cosa sola è chiara in questa vicenda: lo squallore, la desolazione, il bassissimo profilo di questi rapporti intrecciati».
Quali?
«Non entro nel merito della questione giudiziaria ma in quella della compagnia di giro della politica e dell’informazione, che purtroppo molto spesso coincidono: sono l’una la ricaduta dell’altra. Il risultato è questa figura strana, per me poco comprensibile, dell’opinionista. Potremmo fare l’elenco di quelli della destra e quelli della sinistra, tanto sono sempre gli stessi.
Ognuno ha la sua parte in commedia, non è più questione di opinioni, ma del loro monopolio e dell’interscambio da uno show all’altro dei portatori di opinioni, già di loro mediocri, degli schieramenti politici. Ranucci, per quanto mi riguarda, potrebbe condurre Report come Grande Fratello . Poco cambia». [...]



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Il conduttore promette battaglia dopo l'addio alla trasmissione, mentre la redazione insorge contro i suoi sostituti. La tv di stato offre tre poltrone, i giornalisti minacciano l'esodo e La7 torna sullo sfondo come terra promessa. Tutti contro tutti…
diSalvatore Merlo 29 AGO 26 ilfoglio.it estratto
Report: ora lo scontro si fa legale. Ranucci trascina la Rai in tribunale. Mentre il Pd lotta per lui a Bruxelles
30 Agosto 2026 - 07:37 Stefania Carboni open.online
L'eurodeputato PD Sandro Ruotolo ha presentato un'interrogazione denunciando la violazione del Media Freedom Act.
Il terremoto in casa Rai intorno a Report si sposta sul piano legale ed europeo. Mentre la redazione si spacca e il centrodestra rivendica la rimozione di Sigfrido Ranucci, l’ex conduttore prepara la causa contro l’azienda e l’opposizione porta il caso a Bruxelles.
Solo 5 giornalisti su 60, riporta Repubblica, hanno espresso sostegno ai nuovi conduttori designati: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. I due hanno scelto per ora la via del silenzio, pur confermando in privato l’intenzione di tirare dritto. Intanto Bernardo Iovene, storico inviato, ha respinto la proposta di diventare capo autore della nuova gestione, dichiarando l’impossibilità di lavorare senza il sostegno compatto della squadra. E il tutto arriva mentre il quotidiano Domani ha ripescato una foto del 2024 di Presutti a cena nel ristorante Cefalù, di Valter Lavitola. La giornalista privatamente ha poi precisato di essersi recata lì esclusivamente per ragioni di lavoro su indicazione dello stesso Ranucci.
Ranucci diffida la Rai e chiede i danni
Assistito dagli avvocati Stefano Rossi e Roberto De Vita, Ranucci ha intanto inviato una contestazione formale al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini. La difesa sostiene che la lettera di estromissione non contenga «alcun fatto specifico» o prova a supporto, rendendo le motivazioni «manifestamente insussistenti». Il giornalista ha chiesto la sospensione immediata del provvedimento, preannunciando una battaglia in tribunale per il danno all’immagine e alla carriera.
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