Lega, trama contro Salvini. Giorgetti non sarà candidato. E i consensi calano

In termini geologici la notizia potrebbe essere definita: «Terremoto apocalittico».

Christian Gaole 17.10. 2026 alle 07:30, ilriformista.it lett.3’

L’ora più buia sembra attraversare la Lega. L’indiscrezione, apparsa sul Corriere della Sera a firma di Marco Cremonesi, vedrebbe Giancarlo Giorgetti tra gli architetti del colpo di stato a Matteo Salvini. Il Capitano sperava in un congresso a maggioranza bulgara per consolidare la sua guida, ma Massimo Garavaglia si è candidato contro il suo segretario per scippargli la leadership. In termini geologici la notizia potrebbe essere definita: «Terremoto apocalittico».

Secondo quanto si apprende, ieri mattina è stato depositato un esposto-denuncia alle procure di Roma e Milano per denunciare la gestione della Lega Nord, quella sostituita in larga parte dalla nuova «Salvini premier».

Un sisma che è paragonabile a un fulmine a ciel sereno, visto l’operato del Ministro dell’Economia e il rapporto con Salvini. Questa indiscrezione sarebbe sortita, sempre secondo Cremonesi, da un «appunto» online merito le prossime elezioni nazionali e i nomi dei candidati sarebbero: Morelli, Locatelli, Molteni, Crippa per la Toscana, Paganella, Calderoli per Bolzano, Valditara, Cementero a Bergamo e su più collegi, Di Rubba a Brescia (entrato in questa legislatura nel collegio di Rovigo, ndr), Iezzi, Toccalini e Frassini.

I leghisti nel gruppo misto

La prima scossa, però, non è bastata: l’altro dettaglio che fa tremare la terra sotto i piedi di Salvini è che alcuni leghisti potrebbero lasciare il Carroccio ed entrare nel gruppo misto. Di Massimiliano Romeo, in questa listina, neanche l’ombra, sarebbe, infatti, lui il capo dei rivoltosi.

Ad avallare queste indiscrezioni ci sono due elementi: Cremonesi difficilmente prende un granchio e l’assenza di Giorgetti alla presidenza del congresso parla da sola, visto che quello è sempre stato il suo ruolo (oggi affidato a Lorenzo Fontana, il presidente della Camera, ndr).

Il Nord, insomma, crea grane non da poco: l’esposto, presentato da Gianluca Pini, ex segretario della Romagna, a seguito di numerosi richieste verso Igor Iezzi di convocare un congresso della Lega, sostiene che la Lega Nord continuerebbe a percepire il 2 per mille e solleva dei profili di illegittimità contabili e penali. Tutto questo ambaradan sarebbe scaturito da un eterno scontro, il simbolo della Lega Nord che oggi Salvini sta usando per la sua segreteria.

Il carroccio è di fronte a un bivio

La tensione è palpabile, Giorgettiani e Salviniani fuggono dalle telefonate e poi c’è un altro però.

Secondo fonti vicine alla maggioranza, Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giorgetti se lo terrebbe eccome, quindi spunta anche l’ipotesi che Giancarlo sia pronto a uscire dalla porta per rientrare dalla finestra, come tecnico. Sicuramente su questo i leader del cdx troveranno una quadra, certo è che se la neve al sole si scioglie velocemente, la segreteria di Salvini dà prova che esiste qualcosa di ancor meno durevole. Si tratta, ovviamente, di indiscrezioni e la forza della leadership di Salvini si vedrà anche dalla sua capacità di scegliere la critica costruttiva per correggere il tiro o le purghe per chi chiede un rinnovamento.

Vada come vada, il Carroccio è di fronte a un bivio e rischia davvero di mettere in crisi le prossime elezioni politiche. I parlamentari che migreranno nel gruppo misto formeranno un altro partito? Spariranno? La colata a picco dei consensi della Lega non giova certo al cdx ma fa ingrassare il Futuro Nazionale di Vannacci. Salvini dovrà federare il partito, altrimenti a rischio non sarà solo il Carroccio, ma anche la coalizione di centrodestra. Bello lo «Stabilicum»…

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata