Lavagne e Spinelli. Il pagellone fogliante alla settimana politica

La presentazione della riforma della scuola con tanto di gessetti e le dimissioni della rappresentante della lista Tsipras sono i protagonisti degli ultimi giorni. Salvini e Cameron inesorabilmente bocciati

di Francesco Cundari | 16 Maggio 2015

Dopo avere lanciato la lista Tsipras con un gruppo di “garanti della società civile” che quasi subito litigarono, Barbara Spinelli garantì che in caso di elezione avrebbe ceduto il posto ad altri. Eletta, ci ripensò e si tenne il seggio, considerando evidentemente che il progetto politico fosse troppo importante per abbandonarlo a metà strada. Lunedì scorso, però, la Spinelli è giunta alla conclusione che il progetto, “nato come superamento dei piccoli partiti di sinistra”, obiettivamente, stenta, e che la lista Tsipras “non è più all’altezza del compito”. Ragion per cui ha lasciato la lista e ha continuato a tenersi il seggio, in attesa di progetti migliori. Voto: 9 (a lei), 4 (a chi l’ha candidata) e 2 (a chi l’ha votata)

Nel corso della settimana, per la prima volta, l’Unione europea è sembrata riconoscere effettivamente come un problema comune l’arrivo dei migranti sulle coste italiane (e in generale dei paesi della sponda sud del Mediterraneo). I primi passi sono ancora timidi e incerti, ma il solo fatto che si cominci a discutere di come condividere l’impatto del fenomeno tra i diversi paesi dell’Unione non è una novità da poco. Anche per dimostrare a chi specula sulla paura che l’Europa non è il problema, ma la soluzione. Non per niente il primo commento di Matteo Salvini al piano europeo è stato un sobrio: “Una cagata pazzesca”. Voto: 8 (alla Commissione europea), e 2 (a Salvini)

Il premier britannico David Cameron, appena trionfalmente rieletto, ha già ribadito che l’Europa può stabilire tutte le quote di profughi che vuole, ma il suo paese non ne accetterà neanche uno. Voto: 2

La previsione secondo cui la complessità dei microcircuiti raddoppia periodicamente, meglio nota come legge di Moore, ha compiuto da poco cinquant’anni. Qualunque cosa significhi, pare non sia mai stata smentita dai fatti. Durante una conferenza organizzata per celebrarne l’anniversario, il suo scopritore, Gordon Moore, ha però formulato una legge, a nostro avviso, non meno fondamentale: “Una volta che hai azzeccato una previsione, evita di farne un’altra”. Voto: 9

Dopo avere abbandonato il Pd e in attesa di capire dove si collocherà di preciso nel poliforme magma della sinistra antirenziana, Pippo Civati ha annunciato subito l’iniziativa con cui mostrerà al paese la sua idea di rinnovamento della politica e della sinistra: due bei referendum sulla legge elettorale. Proprio quello di cui sentivamo la mancanza. Voto: 4

Intervistato su Repubblica tv, Matteo Renzi ha assicurato di voler molto bene a Civati, ma di non capire cosa voglia fare. “Sono andato sul suo sito per vedere che cosa ha in testa di fare. C'è scritto: aderisci a Civati.it, cioè aderisci a un cognome”. Battuta azzeccata e critica più che condivisibile, proveniente però da un presidente del Consiglio che il cognome non lo ha messo nemmeno nell’indirizzo email al quale i cittadini sono invitati a rivolgersi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Tra aderire a un cognome e aderire a un nome di battesimo, per quanto autorevole, onestamente, non vediamo gran differenza. Voto: 4 -

Deciso a rilanciarsi nella corsa alla successione del suo successore all’Eliseo, Nicolas Sarkozy ha invitato i suoi follower a inviargli le loro domande su twitter. La reazione è stata quale ci si può sempre attendere in questi casi. Esempio: “Visto che rischia di finirci, è favorevole a un programma di riabilitazione per i detenuti usciti dal carcere?”. Voto: 5

Il dibattito sulla riforma della scuola si è concentrato in questi giorni sul video del presidente del Consiglio alla lavagna e sull’espressione “cultura umanista”, usata in questa occasione dal maestro Renzi. Qualcuno è andato a scomodare pure il sito internet della Crusca, che a nostro parere per simili evenienze dovrebbe prevedere risposte quali “andate a lavorare” e “non abbiamo tempo da perdere”, ma non prevedendole ha spiegato che sì, “umanista” può essere usato anche come aggettivo. E’ evidente che in ogni caso si tratta del problema centrale di ogni politica riformista, anzi, riformistica. Il voto lo diamo quindi a tutta l’Italia, paese sempre più povero di buoni maestri (in tutti i sensi), ma inesauribile produttore di maestrini convinti che la cultura sia un infinito elenco di regole da imparare a memoria. Resta da capire se proprio la logica dei test Invalsi contribuirà alla ulteriore proliferazione di questa seconda tipologia di insegnanti, e alla definitiva scomparsa della prima. Voto: 1 - -

All’età di novantaquattro anni, Anthony Brutto si è laureato all’Università della West Virginia. Iscrittosi la prima volta quando ne aveva diciannove, l’idolo dei fuoricorso di tutto il mondo ha dichiarato, dimostrando una saggezza pari alla tenacia, che adesso si riposerà un po’. Voto: 10

Ospite di Otto e mezzo, Ezio Mauro ha parlato della candidatura di Vincenzo De Luca alla guida della Campania come esempio di cosa può produrre il meccanismo delle “primarie all’americana”, auspicando che il Pd riveda le sue regole interne. Uccidiamo il vitello grasso. Voto: 8

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata