La "guerra santa" di Francesco: così il Papa sfida i sovranisti

Il pontefice non segue una precisa ideologia. Ma la sua agenda contrasta con le basi culturali delle nuove destre

Francesco Boezi - 29/12/2019 - 17:10- ilgiornale.it lettura3’

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La battaglia di Papa Francesco contro il sovranismo di destra

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L'apertura a Oriente

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La battaglia di Bergoglio contro il capitalismo occidentale

Una delle motivazioni che circolano tra gli addetti ai lavori quando ci si interroga sul perché questo Papa venga attaccato con tanta costanza da destra recita più o meno così: "Perché si oppone ai potentati economici del mondo". Nel corso del prossimo mese di marzo, Assisi diventerà il teatro di un'iniziativa che sarà in grado di chiarire l'obiettivo a lungo termine di questo pontificato: "The Economy of Francesco". Un'iniziativa che ha tutta l'aria di essere una manifestazione critica nei confronti delle logiche insite in quella che viene chiamata "economia finanziarizzata".

Ma le distorsioni della economia finanziarizzata, quelle che per Bergoglio producono le "diseguaglianze sociali", costituiscono l'avversario di un altro attore centrale della politica contemporanea: il sovranismo-populista. Il premier britannico Boris Johnson e la maggior parte dei cittadini britannici - ora si può dire con contezza - hanno ragionato sulla Brexit come soluzione migliore. Donald Trump ha imposto dazi e caldeggiato l'idea di un panorama economico costruito attorno agli accordi bilaterali.

La diagnosi per Bergoglio e per i sovranisti è la stessa: le diseguaglianze sociali sono un effetto della cattiva o della non gestione della globalizzazione. Sono le ricette a mutare a seconda del soggetto proponente. Ecco cosa si legge sul sito ufficiale della manifestazione umbra: "Il nome dell’evento ha chiaro riferimento al Santo di Assisi, esempio per eccellenza della cura degli ultimi della terra e di una ecologia integrale, ma rimanda anche a Papa Francesco, che fin dall’Evangelii Gaudium e poi nella Laudato si’, ha denunciato lo stato patologico di tanta parte dell’economia mondiale invitando a mettere in atto un modello economico nuovo".

La "dottrina Bergoglio" si propone di edificare un rinnovato modello di statura globale. Un nuovo abito da far indossare a tutti. E lo stesso messaggio è rivolto all'intero globo. Ai sovranisti, in modo diametralmente opposto, interessa solo il piano particolareggiato: la natura identitaria delle singole economie, che vanno difese e tutelate dal "terzo" di cui si è già detto. Esplicitato mediante altre parole: i sovranisti vorrebbero cancellare l'idea di "mondo globalizzato" in sé e per sé; il vertice della Chiesa cattolica potrebbe essere di un'altra opinione.

La presunta "alleanza" con l'islam

Per conoscere a fondo il pensiero critico che il Santo Padre continua ad esibire in direzione dei fautori della globalizzazione, è importante tenere a mente quanto dichiarato a IlGiornale.it dal professor Alberto Ventura nel febbraio del 2019: "Benedetto XVI intendeva soprattutto combattere ogni forma di relativismo, e questo lo portava a rimarcare le differenze più che cercare punti di contatto. Francesco, al contrario, è più impegnato contro la globalizzazione mondiale, e dunque cerca forse in un’altra visione religiosa un potenziale alleato per contrastare la secolarizzazione selvaggia del pianeta". Erano i tempi del "Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune". Poi, il Vaticano e l'imam di al-Azhar hanno proposto all'Onu l'istituzione di una giornata mondiale della Fratellanza universale.

L'orologio scorre, ma le motivazioni di fondo restano. E il dialogo interreligioso prosegue. Una delle ragioni per cui il Santo Padre viene spesso chiamato in causa dagli occidentalisti è proprio questa presunta alleanza strutturale con l'islam. Il "fronte tradizionale" ha attaccato il vescovo di Roma, perché nella Dichiarazione di cui sopra sarebbe contenuta una sorta di equiparazione gerarchica tra confessione cristiano-cattolica e confessione musulmana. E questo, in punta di dottrina, non viene reputato ammissibile dai conservatori.

Il parere di Ventura, però, è di ausilio. Bergoglio potrebbe aver intravisto un alleato nella battaglia per il cambiamento economico e sociale. Un fattore che, al pari della mancata disapprovazione dell'ideologia comunista persistente in Cina, della pastorale per l'accoglienza erga omnes e della prossimità con le istanze cavalcate da Greta Thunberg, allontana il Papa dalle simpatie dei fedeli conservatori e sovranisti.

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