PREGHIERA. La quarantena realizza il sogno di molti: ingozzarsi in tuta a due passi dal divano

Confesso che ho molto peccato di superbia in questi giorni, ma ho un’attenuante: sono i miei connazionali a provocarmi, mangiando così male

di Camillo Langone 18.3. 2020 alle 06:00 ilfoglio.it

Si mangia troppo, non si fa che mangiare e parlare di mangiare, in una quarantena che realizza il sogno segreto di molti italiani: ingozzarsi in tuta e pantofole a due passi dal divano, con la televisione accesa e un’ottima giustificazione per non andare a lavorare. Anch’io sto realizzando un sogno losco: sentirmi superiore a buon mercato. Il prezzo è davvero basso, visto che in Puglia ho riempito il carrello di pasta liscia Granoro a 0,59 il pacco (un’offerta), facendo scorta di ziti tagliati, mezzani tagliati e ovviamente penne lisce, i formati di chi ne capisce di pasta. Così in Emilia, orfano dei ristoranti preferiti, mi consolo guardando l’Italia pastasciuttara dall’alto in basso: gente che mangia penne rigate ossia penne di sezione disomogenea e dunque di cottura disomogenea. Confesso che ho molto peccato di superbia in questi giorni, ma ho un’attenuante: sono i miei connazionali a provocarmi, mangiando così male.

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