Racconti brevi. Il primo amore con le prime fregole non si scorda.

Al secondo cominci a pensare che sarà quello giusto, della tua vita . Al terzo, se prima ti hanno mollato, sei più guardingo e cominci a mettere in atto le regole che a  scuola hai desunto dai libri di storia:

il rapporto di potere con il tuo simile. Questo stadio è forse quello che ti permette di andare oltre la palpatina,  il bacetto.  Ma questo una volta.

Oggi o gliela chiedi di brutto, dimostri la tua scurrilità che è diventata strumento di potere  e nasconde ataviche pulsazioni dottrinali, o rien a faire. Che poi si conclude con una sveltina , così era chiamata una volta, in un posto appartato, oggi bagno (per uomini o donne?) che poi masturbarsi è più pienezza .

Al quarto amore, dipende da quando hai cominciato, prometti fedeltà e ti imbrigli. Ma nel frattempo hai imparato che bisogna anche saper fingere, che il dio denaro non è poi così sterco del diavolo e che per farlo ci vuole anche  presunzione, orgoglio, arroganza. Calpesti gli altri? E chi se ne frega, Gli altri se possono, prendono il mio. La ideologia, la politica, gli affari sono gli strumenti dei” maturi” e se in questo mare non sai nuotare non stai a galla come i più, affoghi.

Qualcuno, quello che legge di più,  lo impara prima di altri. La cultura.  Non siamo tutti uguali ma “è bello fingere”, c’è anche una canzone.

Poi arriva la tarda età, la libertà di dire,  e ripercorri la strada della tua vita e ci vogliono “i coglioni, le palle” ( con il gender non so come si potrà più dire) per capire che in qualche momento abbiamo sbagliato, non abbiamo ascoltato le voci della foresta che, nel tempo, non mutano mai. Ma bisogna saperle sentire.

La defecazione è un buttarsi via  tutto, una evacuazione e  per sentirsi meglio fisicamente. Se poi indichi l’atto, lo dico io prima di sentirmelo dire, fa figo.  

Ma la foresta, con le sue piante femmine e maschi, con gli animali che non conoscono il gender umano e si uniscono per prolificare, continua a parlare, dire, indicarci la via e gratis.

Cecil il leone è stato  ucciso vigliaccamente  per dimostrare la superiorità dell’uomo sul mondo.  Le armi, il potere vincono sempre, ma c’è anche il pensiero che si diffonde incontrollabilmente, lentamnte.

Ignota

Agosto 2015

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