MANUALE DI CONVERSAZIONE PRIMI SEGNI DI INVECCHIAMENTO

Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Primi segni di invecchiamento Chi li spia con angoscia, chi se ne disinteressa, nondimeno è bene avere pronto qualche concetto di rapido impiego, se la conversazione tocca l'argomento. E, prima o poi, lo tocca

di Andrea Ballarini | 25 Marzo 2016 ore 06:18 Foglio

- I gggiovani. Astenersi: usurato.

- Notare con autorionia che a un certa età varie parti del proprio corpo entrano subdolamente nella conversazione.

- Interrogarsi sul perché la categoria "sale e pepe" sia di appannaggio pressoché esclusivamente maschile. Evitare il pippone di genere.

- Ironizzare sulla propria età. Farlo troppo non paga, potrebbero crederci.

- Essere stoicamente consapevoli che, presto o tardi, arriva sempre il momento in cui a tavola si è gli unici a ricordare un certo carosello. Dolersene.

- Aumentarsi l’età per provare un segreto brivido di piacere quando qualcuno dice che vi avrebbe dato dieci anni di meno.

- Affermare che iscriversi alla palestra, dopo decenni di ostentato disinteresse, è rimasto l’ultimo rito di passaggio della società contemporanea.

- Trattare sgarbatamente il ragazzino educato che si alza per cedervi il posto sull'autobus. Deplorare.

- Avere una crisi isterica la prima volta che una quindicenne vi si rivolge dandovi della signora. Un classico sempre valido.

- "No, dai, dammi del tu, altrimenti mi fai sentire Matusalemme": evitare sempre. Avere il coraggio della propria senescenza la ritarda; ricordare.

- Osservarsi nello specchio tirandosi la pelle verso l'alto per vedere che effetto farebbe un lifting: evitare; depressivo.

- Se si ha la ventura di accompagnarsi a un/a partner che ha venti o trent'anni di meno, non dire che ormai sono cambiati i tempi e tra i diciotto e i settanta è tutto un continuum: patetico. Sperare ardentemente che lo dica il/la partner.

- Citare la famosa scena di Amici miei in cui il Mascetti fa un lungo discorso alla Titti enucleando il concetto: "Non è per quei trentaquattro anni di differenza, che poi sarebbero il meno".

- Affermare con entusiasmo di essere rimaste le stesse pazze di quando si avevano vent'anni, ha effetti molto più devastanti di un lifting dissennato. Ricordare.

- Accorgersi con un fremito di orrore di conservare una piccola antologia di creme idratanti nella propria toilette. Rammaricarsene.

- Gli uomini con l'età diventano più interessanti. Se qualcuno lo dice, non commentare.

- Ancorché universalmente riconosciuti come sinceri democratici di delicata sensibilità, gli uomini evitino di postare su Facebook articoli su quanto sia meglio avere una relazione con una donna matura invece che con una venticinquenne: ci si va a cercare delle rogne, giacché c'è sempre un’amica che chiederà: "Cioè, tu saresti pronto a giurare che preferiresti..."

- Invecchiare non è così male se si considera l'alternativa. (Maurice Chevalier)

- La cosa peggiore è non accettare di invecchiare, perché si diventa patetici. Un classico. Arabescare a soggetto.

- Quando qualcuno vi rivede dopo dieci anni e dice che siete rimasti assolutamente identici e chiede se avete fatto un patto col diavolo, sta mentendo. Saperlo.

- Scagliarsi contro la stupidità delle nuove generazioni, poi correggere il tiro dicendo che ragionamenti simili denunciano il fatto che si sta invecchiando. Sperare che tale consapevolezza favorisca in qualche modo il ringiovanimento è del tutto inefficace: tanto vale parlare malissimo dei giovani, senza remore di sorta. Convenirne.

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