La testimonianza fantasma Il dramma del piccolo Roman Oleksiv fa piangere la traduttrice
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del parlamento Ue: ma l’Italia tace sui bimbi ucraini uccisi e rapiti da Putin
Giovanni Pisano 11.12. 2025 alle 17:20 ilriformista.it
Roman Oleksiv oggi ha 11 anni, da tre e mezzo il suo corpo ha cambiato aspetto ‘grazie’ alla guerra. ‘Grazie’ ai missili russi che il 14 luglio 2022 colpirono una clinica della città di Vinnytsia dove Roman era nella sala d’attesa con la mamma prima di una visita medica. Morirono 22 persone, lui fu l’unico a sopravvivere con il 45% del corpo ustionato. Le probabilità di non morire con questa percentuale di ustioni sono poche ma Roman ce l’ha fatta, stupendo anche l’équipe di medici dell’ospedale di Dresda che lo prese in cura.
I missili russi, le ustioni e i 36 interventi
Oggi continua a lottare per una vita normale. Dopo 36 interventi chirurgici e una lunga riabilitazione è stato ospite ieri, 10 dicembre, al parlamento europeo a Strasburgo per raccontare la sua storia in concomitanza con la proiezione di un documentario sui bambini ucraini vittime della guerra e dei sequestri russi (in migliaia sono stati sottratti alle famiglie e portati nei territori comandanti da Putin dove stanno crescendo secondo i principi e i deliri di una federazione che culla sogni imperiali).
La storia di Roman e la commozione al Parlamento Ue
Le parole di Roman hanno commosso le persone presenti, a partire dai giornalisti e, soprattutto, dalla donna che faceva da interprete e traduceva in inglese la testimonianza del ragazzino ucraino. Nel corso della conferenza, l’interprete più volte è scoppiata in lacrime mentre ripeteva il racconto di Roman su quel maledetto 14 luglio 2022, giorno in cui vide per l’ultima volta la giovane mamma Galina (28 anni). Un racconto atroce, ribadito più volte in questi anni, anche nel 2024 quando incontrò in Vaticano Papa Francesco.
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La rinascita e il silenzio italiano
Roman non si è mai perso d’animo e dopo essere sopravvissuto all’attacco missilistico russo, tra una operazione e l’altra (anche a distanza di pochi giorni), ha ripreso ad andare a scuola in Germania (continuando online studi in ucraino) e ha ripreso a danzare, sua grande passione. Oggi vive a Leopoli insieme al papà Yaroslav, preside dell’Accademia musicale della città. A causa delle ustioni alla gamba, gli è stato asportato un muscolo ma con terapie e riabilitazioni Roman ha ripreso a camminare da solo. Per due anni è stato costretto ad indossare una mascherina per evitare cicatrici mentre nei prossimi mesi continuerà a subire interventi di chirurgia plastica per la ricostruzione del viso.
La visita di Roman al Parlamento europeo è stata anche una storia, o meglio una notizia, che in Italia, almeno a 24 ore di distanza, nessuno ha ripreso. Nei giorni in cui proseguono le trattative sulla pace (o meglio la resa) del Paese di Zelensky ‘grazie’ alle pressioni degli Stati Uniti di Donald Trump, la testimonianza di Roman sia da monito per i leader europei e per quella opinione pubblica capace di indignarsi solo a comando.
Giovanni Pisano


